Una bellissima esperienza ed un ottimo risultato

Non avevo alcun dubbio che la giornata di Domenica dedicata alla vendita delle patate sarebbe stata emozionante. Poter vendere le produzioni locali nei pressi della realtà agricola è molto importante per chi, come me, crede in un’economia che veda protagonisti produttori e co-produttori (ovvero i consumatori secondo il linguaggio di Slow Food). Quindi grazie a tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita di questo esperimento che io considero il primo passo verso la realizzazione di un vero e proprio progetto. Nell’attesa della prossima uscita pubblica, ecco l’etichetta delle patate di Regnano del Forno in Canoàra. Ce ne sono ancora!
Marocca e pane permettendo…

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Eccoci al Bivio!

C’è un piccolo pezzo di terra a Montefiore, là dove la Strada Statale che conduce verso la Garfagnana si separa dalla piccola strada comunale che porta a Regnano.

Questo piccolo appezzamento appartiene a persone a me care che, affidandomi i loro terreni, mi hanno reso possibile realizzare, con l’inizio dell’anno 2017, la mia azienda agricola.
Non è seminabile, ma a me sembra fatto apposta per qualcosa di speciale.
Su un bivio, quasi una sorta di porta d’ ingresso al paese.

Un bivio, proprio come quello che mi si è affacciato alla mente negli ultimi anni, ponendomi di fronte all’interrogativo se fosse una buona idea avvicinarmi all’agricoltura per recuperare le tre filiere dalle quali nascono la Marocca di Casola ed il pane di Regnano:
quelle della castanicoltura, del grano e delle patate.

Mi sono domandato a lungo se i tempi fossero maturi per questo passo e alla fine mi sono risposto: “Non lo so. Ma è troppo bello per aspettare”.

E così all’attività artigianale del Forno in Canoàra, ho affiancato quella agricola nella quale la mia esperienza è partita da zero, fiducioso che gli insegnamenti dei miei compaesani e le competenze acquisite in più di 10 anni di lavoro sul mio territorio sarebbero state d’aiuto nell’affrontare questa nuova avventura.

Oggi la filiera delle patate, nonostante la pochissima acqua ricevuta in questi mesi e complice la generosa terra di Canoàra, ha dato i suoi frutti:
una quantità addirittura superiore a quella necessaria alla produzione del pane e della Marocca . Tale da poterne anche vendere un po’.

Ed ecco che si presenta l’occasione per verificare se quel piccolo pezzo di terra all’ingresso del paese può essere davvero speciale:

Domenica 27 agosto le Patate novelle di Regnano vi aspettano al bivio di Montefiore!

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Una Pasqua molto buona!

Che bella sorpresa!

Ringrazio la mitica Rita Tomà, per avermi inviato questa foto che mi ha reso piacevole pure stampare tutte le fatture del primo trimestre da consegnare al commercialista al volo, visto che siamo già quasi a metà Aprile…

Rita, grande amica mia e della Marocca di Casola, della quale è da sempre fornitrice ufficiale di farina di castagne accuratamente selezionata, in questi giorni di Pasqua si trova ad Orbetello (Grosseto) per godersi qualche giorno di vacanza e meritato riposo con Rino, suo marito. Ed essendo loro due persone di qualità, sono capitati alla tavola di uno dei Ristoranti toscani aderenti al progetto  di Slow Food “Alleanza Cuochi-Presidi”, progetto che prevede l’inserimento di un certo numero di Presidi Slow Food nel menù, Presidi dei quali la Marocca è storico rappresentante.

Il ristorante in questione è “L’Oste Dispensa” di Stefano Sorci.

Manco a dirlo grande amico mio e della Marocca di Casola…

Stefano è sempre stato un attivissimo “somministratore” di Marocca e, in occasione della Pasqua, mi ha fatto un ordine molto particolare (come si conviene agli chef  più creativi).

Da buon produttore ho cercato di esaudire i suoi desideri creando il particolarissimo formato di Marocca, con la speranza di aver ben interpretato la sua richiesta.

La spedizione è andata a buon fine ma ancora non mi ero preso la briga di telefonargli per sapere cosa ne pensasse ma, grazie alla foto di Rita, che è stata entusiasta di trovare un po’ della nostra Lunigiana durante la sua vacanza in laguna, posso dire che il risultato di questo esperimento è eccellente.

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E’ un piatto che Stefano presenterà per Pasqua e che Rita ha potuto assaporare in  anteprima.

Si tratta di hamburger di Marocca di Casola con polpetta di cefalo celeta affumicato; e con Mazzone scavecciato, serviti su letto di verdure fresche: due Presidi Slow Food della pesca di Orbetello .E Rita mi ha riferito che sono, cito testualmente “favolosissimi”. E che il pesce risalta sorprendentemente il gusto della castagna.

Ci credo!

Conosco Stefano e so con quanta passione e professionalità lavori,  conosco la Marocca di Casola, e so come si fa e quanto è buona. E conosco pure Rita, buongustaia e senz’altro testimone attendibile (magari un po’ di parte, da buona lunigianese doc).

Sono certo che sarà stata senz’altro felice di essere anche prima assaggiatrice di questo nuovo piatto…

Beata lei…

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Questo è il crostino classico che Stefano propone: fetta di Marocca di Casola leggermente tostata, con cipolle e acciughe. Favoloso anche questo…

SI ARA CANOARA

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Canoàra…

Qui, in questo prato dove ricordo mio nonno tra le vigne, il taglio del fieno con tutta la famiglia, le corse all’impazzata da cima a fondo e dove poi ho costruito il Forno che produce la Marocca di Casola, tra qualche giorno semineremo le patate, ingrediente della Marocca e del pane di Regnano.

E’ tanto che ce l’avevo in mente…

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Terra servina” , mi ha spiegato mia nonna Sara quando le ho detto cosa volessi fare. Significa terra della selva, del bosco: qui fino a 60 anni fa c’erano, manco a dirlo, castagni maestosi che però, ammalatisi, sono stati tagliati per recuperare spazio utile alle altre produzioni della campagna: vigne grano e patate.

Terra servina quindi più asciutta e più difficile da seminare, magari meno generosa di altra ma terra.

E quanto è bella la Terra!

Fino ad oggi non ho mai lavorato come agricoltore, anche se agricoltura e Forno in Canoàra sono sempre andati a braccetto considerata la mia buona abitudine di adoperare nel panificio la materia prima locale. In questi anni ( e sono già più di dieci) sono stati tanti i quintali di farina di grano e di castagne e le patate della terra di Lunigiana che ho avuto il piacere di trasformare in pane e Marocca.

Ed è sempre stata una grande soddisfazione.

Ma devo dire che vedere arato Canoàra è gioia. E’ gioia e me la godo proprio!!!

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Nei prossimi giorni via con la semina (e ci sta che alla sera possa essere meno entusiasta)

Grazie a tutte le persone che mi stanno aiutando…

Fabio

La Marocca di Casola in volo (sugli aerei della Compagnia Meridiana)

Ricordo che erano i primi giorni di Agosto 2016 quando, intento nell’accatastare la legna sotto il sole cocente, squilla il cellulare e così ho il piacere di parlare con Marco Giovenco, che mi saluta in modo molto gentile e poi mi si presenta come giornalista che lavora per la rivista ATMOSPHERE, l’inflight magazine (rivista di bordo) della Compagnia aerea Meridiana.

Guardo spesso il cielo, specie quando mi trovo arrampicato sulla catasta della legna da sistemare. Forse perché sto con i piedi staccati da terra… Chissà…

Così lo guardo ancora, per un’istante, dopodiché la nostra conversazione procede.

Marco mi spiega che la rivista Atmosphere è disponibile in omaggio su tutti i voli nazionali ed internazionali della Compagnia e propone temi di grande interesse e di attualità, quali la moda, l’arte, il turismo e gli itinerari enogastronomici. Lui si occupa proprio di questi, curando personalmente la rubrica “Sapori preziosi”, e quindi era in cerca di prodotti speciali da poter raccontare ai suoi lettori per una piacevole parentesi culturale durante il volo.

Ed io sono subito a sua disposizione per presentare e poter far conoscere così la Marocca di Casola anche ai clienti di Meridiana, una Compagnia nazionale con oltre 50 anni di storia e che trasporta più di 4 milioni di passeggeri ogni anno in Italia e all’estero.

Manca soltanto una bella foto, per la quale faccio aspettare Marco qualche giorno.

atmosphere-marocca Il tempo passa finché (erano gli ultimi giorni del 2016) un caro amico mio e della Marocca di Casola, Giuseppe Locatelli, fiero regnanino come me, in volo di ritorno dall’Egitto mi manda un msg per condividere con me la “bella emozione nel vedere la Marocca esportata in tutto il mondo antico”.

 

E’ stata davvero una grande gioia…

 

Guardo spesso il cielo ed il mio sguardo fin da bambino indugia sulle scie che lo attraversano.

Immagino che qualche passeggero, ora, potrà orientare il suo sulla Lunigiana quando si troverà a sorvolarla.

 

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Le foto inviatemi da Giuseppe

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DI NUOVO A GEO- RAITRE

GEO = la fortunatissima trasmissione di RAITRE che quotidianamente offre ai telespettatori di tutta Italia un servizio televisivo interessante ed intelligente.

Ho avuto l’enorme piacere di parteciparvi lo scorso anno (era Ottobre 2015) per raccontare la storia di Fabio Bertolucci e della Marocca di Casola, e di conoscere una professionista come poche ne può vantare ad oggi la televisione italiana: Sveva Sagramola, una donna seria, preparatissima (conosce benissimo la Marocca di Casola di cui è una grande fan), sobria ed elegante.

Ecco perché non ho esitato un istante quando Antonella, dalla redazione del programma, mi ha contattato proponendomi di tornare in trasmissione anche quest’anno per raccontare nuovamente del pane dei poveri fatto con la farina dolce (delle castagne) e parlare del progetto di recupero che sto iniziando ad intraprendere proprio in questi mesi nel mio bel Comune di Casola in Lunigiana, ai piedi dell’Appennino Tosco-Emiliano.

Mi sposto settimanalmente con il mio lavoro per portare la Marocca in fiere, mercati, a conoscere nuovi clienti, ma devo dire che Roma non rientra precisamente nella mia percorrenza chilometrica preferita con le sue 4 ore di viaggio.

Beh… Considerata la circostanza ben venga un viaggio un più più lungo e più lontano del solito. Percorrerlo in treno poi, mi consente di impiegare questo tempo scrivendo , leggendo, sbrigando un po’ di amministrazione…

Giunto alla stazione Termini, salgo sul taxi e arrivo agli studi di Via Teulada che, devo dire, esercitano un grande fascino.

Due chiacchiere con Antonella e gli altri autori per organizzare tutto al meglio e poco più tardi arriva Sveva. Incontrarla è significato rivedere una cara amica e sono stato molto felice di tornare a raccontare a lei ed al suo pubblico il mio lavoro ed il mio territorio.

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Si pianifica e si ragiona insieme sullo spazio dedicato a Fabio e alla Marocca di Casola

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Spero proprio di partecipare ancora, il prossimo anno, e di poter raccontare quanti quintali di castagne siamo riusciti a raccogliere, magari con un po’ di foto dei castagneti strappati all’abbandono e tornati rigogliosi come un tempo.

Intanto in trasmissione è passata qualche bellissima foto in cui mi trovo insieme al grande Ermete Ricci, l’uomo che per primo ha creduto nella Marocca di Casola come possibilità per questo piccolo Comune della Lunigiana. Una possibilità economica, sociale ed anche turistica. Per lui è arrivato il meritato saluto e l’ applauso del pubblico.

Avanti così…

 

Alcune foto

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Eccoci qui… Fabio, Marocca di Casola e Lunigiana
in attesa di entrare in scena
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Con la splendida Sveva Sagramola
Con la splendida Sveva Sagramola

Sarebbe meglio battere i denti

Che dire di questi cambiamenti climatici di cui facciamo ormai esperienza quotidiana?

Con i miei 34 anni faccio parte di quella umanità che ha potuto sperimentare tutte e quattro le stagioni con le loro caratteristiche molto ben definite. Quando ad esempio, in una giornata invernale come quella di oggi, 1 marzo 2016, ci si poteva ritrovare con qualche grado sotto zero che ci faceva battere un po’ i denti, anziché i 12 che sta segnando ora (le 10 del mattino) il termometro del Forno in Canoàra.

Non ho fatto invece in tempo ad affacciarmi nel mondo del commercio prima che venisse massacrato di tasse, per cui ho potuto conoscere solo per sentito dire, dai racconti delle generazioni precedenti, di quando si lavorava e si guadagnava.

Tempi andati… Speriamo che tornino!

Io nell’attesa continuo a credere nella Marocca di Casola e nel suo splendido potenziale socio-economico, e lo faccio anche in questi primi due mesi dell’anno, tradizionalmente “molli” per il variegato mondo delle Partite Iva: Gennaio e Febbraio sono mesi in cui si lavora un po’ a rilento, gli incassi stentano e ci tocca stringere i denti per far quadrare conti e pagamenti per raggiungere la fine del mese.

E quindi stringiamoli questi denti! Anche se preferiremmo tutti batterli un po’…

E mentre volge al termine un inverno che, come accade ormai regolarmente, stenta a regalarci il salutare gelo della stagione tradizionale, auguro a tutti i miei colleghi artigiani e commercianti, a tutti coloro che come me appartengono al mondo delle Partite Iva, di sentire presto aria di Primavera.

Fabio

La Marocca di Casola: colazione culturale all’Hotel Italia (Marina di Massa)

 

Erano gli anni delle prime pubbliche relazioni per me e la Marocca di Casola…

Le mie visite di presentazione non duravano più di 5-10 minuti che trascorrevo tutti d’un fiato e con l’ansia di uscire di corsa dai locali per non arrecare troppo disturbo ai miei interlocutori impegnati nel loro lavoro.

E quella mattina di oltre 10 anni fa, fermo di fronte all’ingresso del maestoso Hotel Italia di Marina di Massa con una Marocca in una mano e un depliant nell’altra, ho provato, devo ammetterlo, un po’ di imbarazzo.

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Entrando, mi accolse il sorriso di Renzo Galeotti, il proprietario dell’ hotel, che mi ascoltò attentamente fino a quando non mi interruppe così: Cosa posso offrirti?

Non ricordo precisamente ma probabilmente optai per un caffè.

Ricordo invece molto bene quanto mi spiazzò quella frase pronunciata con tanta ospitalità. Da lì in poi la mia visita informativa si è trasformata in un bellissimo dialogo e scoprii che Renzo aveva origini lunigianesi e che pur essendosi costruito il lavoro a due passi dal mare era ancora molto legato alla sua terra, la Lunigiana appunto, della quale conosceva storia e tradizioni. E che si era sempre adoperato per proporre e far apprezzare ai suoi ospiti le produzioni locali.

Nel lasso di tempo che mi ha dedicato, Renzo mi ha trattato come il suo ospite più importante, facendomi fare un tour di tutto l’hotel fino alla terrazza, all’ultimo piano, dove in estate si può fare colazione praticamente affacciati sul mare.

Da allora l’ Hotel Italia è divenuto uno dei più importanti divulgatori di cultura lunigianese sulla costa della provincia di Massa-Carrara, proponendo per primo tra gli hotel la Marocca di Casola nel buffet della colazione, ai suoi ospiti provenienti da ogni angolo di mondo.


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Eccomi con Renzo.

Una foto scattata nella hall dell’hotel un Martedì mattina di pubbliche relazioni di qualche settimana fa, dopo il solito buon caffè.

Il blog originale del famoso pane di Castagne…