Quando Fabio Bertolucci (giovanissimo) era agli inizi della sua avventura (La Pulce nell’Orecchio – Puntata 31/2008) – video…

Fabio Bertolucci, unico produttore della marocca di Casola, il pane fatto con la farina di castagne, è il protagonista di questa puntata della “Pulce” di Massimo Binelli.

  • Assieme a lui, Vittorio Marcelli, assessore all’Agricoltura della Comunità Montana della Lunigiana, e Ermete Ricci, presidente del Comitato per la promozione della marocca.

Ne è venuta fuori una bella pagina di «solidarietà paesana», con una telefonata a sorpresa toccante. Ovviamente si è parlato di come si gusta la marocca, «un pane – ha spiegato Fabio – che sta bene con il dolce e con il salato».

 

Video tratto da una vecchia trasmissione su Tele Riviera (2008), condotta dal giornalista Massimo Binelli

 

Fabio Bertolucci il vecchio, Fabio Bertolucci il giovane (a mio nonno)…

Fabio Bertolucci il vecchio e Fabio Bertolucci il giovane…

Questo era mio nonno…

Davanti ai miei occhi fin da quando hanno saputo vedere.

  • Osservandoti, spesso in silenzio, ho riconosciuto in te la mia guida verso la serenità che, senza saperlo, mi hai trasmesso attraverso ogni gesto.
  • Attraverso ogni azione quotidiana nel lavoro della campagna, nel tuo dialogo con la Natura, di cui sei stato nobile creatura.

Eccomi qua a seguire il tuo esempio. Spero che saprò essere tanto semplice e grande come sei stato tu.

Fabio Bertolucci jr…

 

La Marocca di Casola in spiaggia? E perché no (eccola al Bagno La Cicala di Marina di Massa)..

La Marocca di Casola al Bagno La Cicala, di Marina di Massa

Ma quale prodotto di stagione!???

  • Ancora oggi i nonni lunigianesi possono testimoniare che la farina di
    castagne si consumava tutto l’anno!

Ben pressata negli “scrigni” (meravigliosi bauli di legno che si riempivano con grano e farina di castagne), si conservava ottimamente e si presentava sulla tavola quotidiana nelle forme più svariate: per lo più polenta, ma anche frittelle, pattone e cian, tipici piatti/pietanze/ricette lunigianesi.

Senza dubbio meritevoli di un approfondimento sul blog della Marocca di Casola, (magari pubblico anche qualche ricetta) la quale, ovviamente, non mancava mai sulle tavole.

  • Se questa è storia non possiamo certo contraddirla…
  • Anzi: questa è storia! E non possiamo certo contraddirla.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAE dunque, perché stupirsi del successo che la Marocca di Casola riscuote ogni estate, tra le numerose e sempre più consolidate feste lunigianesi e i bei locali della vicina e sempre affascinante Versilia?

Ma la Marocca di Casola è addirittura finita in spiaggia…

Eccola al Bagno La Cicala di Marina di Massa…

  • Tra i complimenti più belli che ho ricevuto in tutti questi anni, ce n’è uno
    che mi tengo stretto e al quale mi aggrappo nei momenti in cui vacillo un
    po’ al pensiero di quanto sia ambizioso il progetto di recupero dei
    castagneti della mia terra.

In un momento in cui tutto sembra remare contro a questa idea tengo a mente
che sono un rivoluzionario.

L’ingresso del Bagno La Cicala, di Marina di Massa

Sì, lo sono. Fabio Bertolucci è un rivoluzionario (e mi piace pure)!

E siccome essere rivoluzionari include una buona dose di creatività, ecco
che possono nascere iniziative come questa: non solo la Marocca è ottima
anche d’Estate, ma si può trovare pure in spiaggia!!!

  • Da un’idea concepita insieme con il Consorzio Riviera Toscana a seguito
    delle forti scosse di terremoto che nel 2013 hanno colpito la Lunigiana (e
    principalmente proprio Casola), è nata una collaborazione tra costa ed
    entroterra della provincia di Massa-Carrara, che io intitolai e nominai “la
    costa sostiene il suo entroterra”.

 

L’obiettivo (nobile) era proprio quello di sostenere le produzioni dell’entroterra gravemente colpito dal sisma.

Il Bagno La Cicala, di Marina di Massa

Ecco perché tra le pietanze che propongono i bar e ristoranti degli stabilimenti balneari della costa apuana, per colazione o anche all’ora dell’aperitivo si può trovare pure la Marocca di Casola.

E non di rado accade che i bagnanti, a fine vacanza, se la portino pure via!

Chissà che il pane di castagne non allevi la nostalgia del mare…

Fabio Bertolucci

  • Ps: approfitto per ringraziare pubblicamente il Bagno La Cicala, di Marina di Massa, uno dei maggiori sostenitori del progetto.

 

E pane sia (l’esperienza di Fabio Bertolucci e della Marocca di Casola ad Assisi)…

E Pane Sia – Bosco di San Francesco – Assisi (giugno 2014) …

Era una bella mattina di primavera e mi trovavo al forno intento ad osservare l’impasto della Marocca che stava riposando sulla tavola e viaggiavo libero tra i miei pensieri, immaginando quante storie e quanta vita vissuta la Marocca di Casola potrebbe raccontare ed è proprio in questo momento che squilla il telefono e riemergo dalle mie profondità per rispondere.

Non è uno dei numeri della rubrica. In questi casi ho sempre qualche remora… e ora chi è???

  • Inventarsi un mestiere così come ho fatto io, lontano dalle logiche odierne fa si che quando squilla il telefono ci si possa aspettare di tutto: scuole (da elementari alle Università), buongustai da ogni parte d’Italia che non trovano Regnano sul navigatore satellitare, giornalisti e tv.
E Pane Sia – Bosco di San Francesco – Assisi (giugno 2014) …

Può pure essere qualcuno che lamenta che non sa dove trovare la Marocca di Casola nella sua città (nessun problema! Ci sono le spedizioni) ma in generale sono sempre soddisfazioni.

  • Questa volta però, più che di soddisfazione si è trattato di un vero onore: a contattare Fabio Bertolucci e il piccolo Forno in Canoàra è nientemeno che il FAI: Fondo Ambiente Italiano!

Dall’altra parte del telefono la voce gentile di Alessandra, che mi invita ad un meraviglioso evento che si sarebbe tenuto a Giugno 2014 nello splendido scenario incantato del Bosco di San Francesco, ad Assisi.

Fabio Bertolucci mentre presenta la Marocca di Casola e racconta la sua storia a “E Pane Sia” – Assisi (giugno 2014)

L’evento si chiama E PANE SIA e vuole essere una mostra mercato sul mondo dei pani dell’Italia centrale: Pani e Dolci della Tradizione umbra, laziale, toscana e abruzzese.

  • Un percorso che racconti il pane attraverso i secoli, dal punto di vista culturale, simbolico, artistico e gastronomico, con un focus particolare sulla “dieta del viandante o pellegrino francescano”.

Alessandra mi spiega che in questo viaggio alla riscoperta delle radici e delle identità regionali, il FAI avrebbe piacere che fosse proprio la Marocca di Casola (considerata il pane dei pellegrini della Via Francigena), a rappresentare la Toscana.

Ci sono impegni ed occasioni dove so che è mio dovere culturale, nei confronti della mia terra e del suo popolo, accompagnare la Marocca di Casola a farsi conoscere ed emozionare e quindi non ci penso un attimo e dico subito sì. Ma Alessandra mi dice che non è finita qui e che sarebbe molto bello raccontare pure la mia storia, di un giovane che recupera un’antica tradizione e riesce a divulgarne l’esistenza, aprendo una nuova attività in un piccolo paese.

Nessun problema… Fabio e la Marocca sono già entusiasti.

Qualche scambio di mail nei mesi a seguire ed arriva il giorno dell’evento.

Partenza a mezzanotte, visto che non riuscivo a prendere sonno, con sosta prevista in autostrada considerati i tanti km che separano Regnano da Assisi.

Il viaggio trascorre tranquillo e arriviamo a destinazione alle prime luci dell’alba. Assisi è un posto meraviglioso e veramente evocativo. Per strada non c’è nessuno ed io mi concedo un piccolo pellegrinaggio fino alla meta designata: Il bosco di San Francesco.

  • Per certi aspetti il paesaggio è molto simile a quello del mio piccolo paese: il Bosco di San Francesco di Assisi è uno splendido esempio di paesaggio rurale italiano con le sue strutture e costruzioni in sasso, i terreni boschivi ed i campi coltivati, e ancora, radure e oliveti.

Si respira un’aria pulita, di un luogo assolutamente adatto per un cammino interiore, nella natura, nella storia e nel sacro.

Fabio Bertolucci con Alessandra – E Pane Sia – Bosco di San Francesco – Assisi (giugno 2014)

E qui, in questa armonia, mi abbandono e mi rilasso come fossi nel bel prato di Canoàra.

Giunge il mattino e di fronte al Monastero Santa Croce inizia il lavoro di allestimento. Finalmente conosco Alessandra, che mi dà tutte le indicazioni per questi due giorni, e mi mostra il programma che include anche il mio intervento.

  • Due giorni intensi e piacevolissimi. La Marocca ha come sempre fatto la sua parte, raccontando una grande Storia e regalando emozione. Si è trovata molto a suo agio immersa in tanta sacralità.

Ed io, che grazie a lei ho fatto questa bella esperienza, suggerisco a tutti i nostri amici che hanno in mente di visitare Assisi, di includere nel proprio programma anche una passeggiata nel Bosco di San Francesco, un luogo dove rinfrancare la Spirito.

Fabio Bertolucci

 

I Maestri del futuro? (studiamo ogni giorno per di diventarlo) …

maestriSono consapevole che questo riconoscimento spetta a persone che nella vita hanno dimostrato e dimostrano, con il loro esempio, cosa significa impegnarsi, avere passione, credere, sempre con grande umiltà e generosità, ma mi sia consentita un’eccezione per questi due giovani rampanti che insieme stanno collaborando alla divulgazione della Marocca di Casola e della cultura del mangiar bene.

  • Uno sono io, giovane ancora per un po’…
  • e l’altro, giovane davvero con i suoi 25 anni, è il mio grande amico Davide Mazza, apprezzato chef che, nel bel ristorante che ha rilevato circa un paio di anni fa nella caratteristica cittadina ligure di Sarzana (Sp), allieta le ore dei pasti dei suoi ospiti con piatti legati alla locale tradizione del vicino mare e non solo.

Davide è un elemento chiave per il futuro della Marocca di Casola: è uno dei più giovani chef italiani che ha scelto di sposare il progetto di sviluppo economico-territoriale e di diffusione della tradizione contadina lunigianese legato a questo speciale pane di castagne, proponendolo negli antipasti dei suoi menù, contribuendo così a farlo conoscere ad un pubblico sempre più vasto.

La Marocca è il primo dei sapori eccezionali che si possono apprezzare nel ristorante di Davide: tra le sue specialità, una ricetta della tradizione ligure che in pochi sanno cucinare: la “bagnaverde”, un antico piatto a base di muscoli, vongole e prezzemolo, tritati e lasciati a cuocere a lungo.

Vado spesso a pranzo da Davide, il sabato dopo il Mercato della terra di Sarzana e, da buoni giovani carichi di energia, ci scambiamo sempre idee e suggerimenti, senza dilungarci troppo sulla difficile situazione attuale, che anche noi, come tutti gli italiani, ci troviamo a dover sopportare.

Solitamente concludo il mio pranzo con un super “tiramisù espresso”, preparato al momento, che accompagna le nostre chiacchierate.

E poi ci salutiamo, consapevoli che in un presente tanto complicato, il futuro siamo noi…

Diciamo dunque che siamo i maestri del futuro, fieri e raggianti come mostra la foto.

A tutti i fans della Marocca consiglio di fare visita a Davide e conoscere la sua cucina.

  • Il locale si trova a Sarzana, in Piazza Matteotti, 59/60 ed è possibile prenotare telefonando al numero 0187/62.98.00.
Dicendo che “vi manda Fabio della Marocca” avrete diritto ad un po’ di sconto…

Il nome del ristorante?

Ma, I MAESTRI, ovviamente…

Svelato il mistero de “L’Urlo” di Munch: il pittore è rimasto senza parole di fronte alla Marocca di Casola!

much e marocca
Fabio Bertolucci, produttoe della Marocca di Casola, di fronte al dipinto di Munch, in mostra al Palazzo Ducale di Genova, dove era presente in una fiera…

Clamoroso: svelato il mistero de “L’urlo”, il celebre dipinto del pittore Edvard Munch.

  • Finalmente si è capito da cosa è dato lo stupore impresso dal pittore norvegese al dipinto: scoprendo alcuni tratti nascosti nella pittura, si vede chiaramente che lo stupore si manifesta di fronte a quel piccolo “tesoro” che è la Marocca di Casola.

Fabio Bertolucci è volato a Løten, in Norvegia (città natale di Munch) alla ricerca dei resti della Marocca di Casola che ha ispirato Edvard Munch.

 

Fabio Bertolucci al lavoro, nel suo forno in Canoara (Regnano – Lunigiana)…

Fabio Bertolucci (nel suo forno a Regnano) mentre prepara l'impasto della Marocca di Casola...
Fabio Bertolucci (nel suo forno a Regnano) mentre prepara l’impasto della Marocca di Casola…
Fabio Bertolucci mentre prepara le Marocche di Casola...
Fabio Bertolucci mentre prepara le Marocche di Casola…
Fabio Bertolucci mentre prepara l'impasto della Marocca di Casola...
Fabio Bertolucci mentre prepara l’impasto della Marocca di Casola…
Fabio Bertolucci con le Marocche di Casola quasi pronte...
Fabio Bertolucci con le Marocche di Casola quasi pronte…

 

Queste sono alcune foto scattate nel mio forno in Canoara, a Regnano (Lunigiana), dove vivo e lavoro…

 

Inizia la lotta biologica al Cinipide del Castagno con l’inserimento del Torymus!

TorymusInizia l’intervento di inserimento del Torymus!

Sto parlando della lotta al Cinipide del Castagno, la piccola vespa che da più di 15 anni è arrivata in Italia e che, partendo dalle regioni del Nord-Ovest, nell’insediarsi ha praticamente azzerato la produzione di castagne e quindi di farina in tutto il territorio nazionale.

Il termine giusto è proprio questo: lotta. Lotta biologica.

Si chiama così la tecnica che sfrutta i rapporti di antagonismo fra gli organismi viventi per contenere le popolazioni di quelli dannosi.

Torymus 1Preferisco però rovesciare il concetto e parlare di inserimento del torymus, l’insetto antagonista naturale del cinipide.

Lotta lo trovo un termine negativo e pure inappropriato in quanto questo piccolo insetto da combattere non è arrivato da solo ma ce lo siamo importati “a bordo” di varietà di castagni cinesi trasportate fin qui per creare nuovi innesti di supercastagni.

  • Ma soprattutto, senza dubbio non è lui il responsabile della situazione difficile dei castagneti.
  • Il vero responsabile è l’abbandono, del quale si possono individuare molteplici origini ma che va realisticamente interpretato come un dato di fatto.

 

Che fare quindi? Ci lamentiamo? Assolutamente no!

 

Facciamo tutto ciò che possiamo per aiutare l’albero del pane, che può e deve continuare a rappresentare e raccontare la storia del popolo lunigianese.

  • Questo è quello che fa la Marocca di Casola ogni volta che si presenta nei menù dei ristoranti di tutta Italia, così come nelle incantevoli piazze o negli antichi borghi che ospitano eventi e manifestazioni fieristiche.

Torymus 2Fin dal principio della mia avventura con la Marocca, quando percorrevo in lungo e in largo la Lunigiana e la Garfagnana per ritrovarmi nei paesini più sperduti alla ricerca della farina prodotta dagli anziani castanicoltori, proprio lì, al margine del bosco, ci si interrogava su quale futuro lo attendesse.

Col passare del tempo devo dire che le previsioni che sentivo fare si sono sempre più avverate: un lento ma costante abbandono, che nonostante l’abbondanza di allora ha fatto sì che le castagne restassero a terra tra le foglie anziché venire colte, essiccate, macinate e trasformate in farina.

  • Negli ultimi anni poi, l’arrivo del cinipide ha inferto un colpo durissimo aggredendo il frutto sulla pianta fino ad azzerarne quasi del tutto la produzione e, con essa, la fiducia e l’energia di coloro che hanno trascorso la propria vita in simbiosi con la campagna.

Sapevo che i tanti contadini castanicoltori e mugnai che incontravo avevano ragione.

Torymus 3Ma, sarà stata la giovane età con tutti i suoi benefici, avevo la speranza che tutto ciò che era stato non finisse e la consapevolezza che, per non farlo finire, sarebbe arrivato un giorno il momento in cui si sarebbe dovuto intervenire con decisione per fermare questo processo.

Da allora sono passati dieci anni e mezzo,  e il momento è arrivato.

  • Nel pomeriggio del 27 gennaio 2015, i castagneti di Regnano hanno ricevuto l’importante visita di sopralluogo dei tecnici dell’Unione dei Comuni della Lunigiana per individuare la zona più adatta dove inserire il mitico torymus.

Inserimento che verrà supportato con ulteriori lanci effettuati a proprie spese da parte della popolazione regnanina, tramite i vivai che da qualche anno per fortuna sono stati sviluppati.

È sicuramente solo il primo degli interventi necessari nel percorso di recupero dei castagneti, che sarà impegnativo e si realizzerà nel tempo ma, fin da ora, l’inserimento del torymus deve tradursi in un “inserimento di fiducia” per tutti coloro che amano e vivono questa terra.

Fabio Bertolucci (quello a destra, con la felpa azzurra) con il dott. Alessandro Barbagli, Responsabile del Servizio Forestazione dell’Unione dei Comuni della Lunigiana.

Fabio Bertolucci

Nasce il nuovo blog della Marocca di Casola (il famoso pane a base di farina di castagne)…

Fabio Bertolucci
Fabio Bertolucci nel suo forno mentre lavora all’impasto della Marocca di Casola…

Buon pomeriggio, sono Fabio Bertolucci, il titolare de “Il Forno in Canoara”, che produce la famosa Marocca di Casola.

  • Questo è il nuovo blog dedicato alla Marocca.
  • Quello ufficiale.

Come puoi notare il blog è ancora vuoto, questo è il mio primo post,

Ti chiedo di avere pazienza e di tornare sul blog tra pochi giorni, perché vi troverai già dei contenuti interessanti.

Fabio