La Marocca di Casola: colazione culturale all’Hotel Italia (Marina di Massa)

 

Erano gli anni delle prime pubbliche relazioni per me e la Marocca di Casola…

Le mie visite di presentazione non duravano più di 5-10 minuti che trascorrevo tutti d’un fiato e con l’ansia di uscire di corsa dai locali per non arrecare troppo disturbo ai miei interlocutori impegnati nel loro lavoro.

E quella mattina di oltre 10 anni fa, fermo di fronte all’ingresso del maestoso Hotel Italia di Marina di Massa con una Marocca in una mano e un depliant nell’altra, ho provato, devo ammetterlo, un po’ di imbarazzo.

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Entrando, mi accolse il sorriso di Renzo Galeotti, il proprietario dell’ hotel, che mi ascoltò attentamente fino a quando non mi interruppe così: Cosa posso offrirti?

Non ricordo precisamente ma probabilmente optai per un caffè.

Ricordo invece molto bene quanto mi spiazzò quella frase pronunciata con tanta ospitalità. Da lì in poi la mia visita informativa si è trasformata in un bellissimo dialogo e scoprii che Renzo aveva origini lunigianesi e che pur essendosi costruito il lavoro a due passi dal mare era ancora molto legato alla sua terra, la Lunigiana appunto, della quale conosceva storia e tradizioni. E che si era sempre adoperato per proporre e far apprezzare ai suoi ospiti le produzioni locali.

Nel lasso di tempo che mi ha dedicato, Renzo mi ha trattato come il suo ospite più importante, facendomi fare un tour di tutto l’hotel fino alla terrazza, all’ultimo piano, dove in estate si può fare colazione praticamente affacciati sul mare.

Da allora l’ Hotel Italia è divenuto uno dei più importanti divulgatori di cultura lunigianese sulla costa della provincia di Massa-Carrara, proponendo per primo tra gli hotel la Marocca di Casola nel buffet della colazione, ai suoi ospiti provenienti da ogni angolo di mondo.


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Eccomi con Renzo.

Una foto scattata nella hall dell’hotel un Martedì mattina di pubbliche relazioni di qualche settimana fa, dopo il solito buon caffè.

A proposito di castanicoltura…

Si è tenuto qualche giorno fa presso il castello di Terrarossa (Licciana – Ms) un importante incontro sulla situazione della Farina di Castagne della Lunigiana DOP, organizzato dalla Camera di Commercio di Massa-Carrara.

Il produttore della Marocca di Casola, che sogna un domani non lontano farina autoprodotta, fatta con le castagne dei boschi intorno al Forno, essiccate in un nuovo metato (essiccatoio) costruito in modo tale che sia facilmente visitabile da scuole e gruppi di ogni genere, non poteva mancare.

E’ stato un dibattito molto interessante, primo passo verso l’idea di un Consorzio tra tutte le realtà che vogliono investire sul marchio di qualità.

Ho articolato il mio intervento su cosa secondo me sia prioritario per poter iniziare a raccogliere adesioni tra castanicoltori, contadini e tutti coloro che potrebbero essere interessati ad intraprendere un’attività di recupero del castagneto. E credo che le istituzioni ed i principali attori e protagonisti della filiera, dovranno dare una risposta il più possibile precisa su quale redditività possa derivarne.

Dico questo per esperienza diretta, maturata a suon di lunghe chiacchierate con tanta gente motivata ed interessata a saperne di più. Ci sono domande a cui dovremo saper rispondere.

Ad esempio:

  • Quanto può rendere in termini economici un ettaro di castagneto?
  • Quanto e cosa c’è da fare per ripulire il castagneto prima di poter arrivare alla coglitura? e quindi, quanto c’è da spendere prima di arrivare ad incassare? Ma sopratutto: incassi e spese alla mano, quanto si guadagna?
  • E’ necessario costituire un’azienda agricola? Aprire una partita iva?

Ovviamente non si possono fornire cifre precise, perché ci sono tante variabili da tenere in considerazione, la situazione del castagneto in primis. Ma sono informazioni di massima basilari per aiutare ad uscire dal limbo in cui vaga, chiunque abbia una mezza idea di volgere il proprio sguardo verso il bosco.

Staremo a vedere…

Intanto queste tematiche saranno al centro del prossimo evento che ho in mente di organizzare qui, a Regnano, il mio paese, nel prossimo mese di Marzo o Aprile, ancora non so…

Dopo il successo del convegno di Ottobre “il punto e a capo”, in cui abbiamo fatto il punto della situazione sulla castanicoltura in Lunigiana e su tutto il territorio nazionale, questo sarà il secondo passo.

Ancora non so come lo intitolerò ma è molto probabile che ci infilerò un messaggio legato alla redditività che può provenire dalla castanicoltura. Può essere un buon metodo per suscitare un po’ di curiosità in più…  giustamente…

Fabio

Una vecchia foto può diventare un documento

Facendo ordine nella posta elettronica, tra le vecchie mail ho ritrovato una fotografia di cui non mi ricordavo più, ma che devo definire a pieno titolo un documento.

Risale agli anni che vanno dal 2003 fino all’inizio del 2008 (non saprei dire precisamente), quando il Forno in Canoàra non esisteva ancora ed io, giovane fornaio alle prime armi, o forse è più corretto dire alle prime Marocche, mi trovavo nel vecchio forno di Casciana (il forno storico del Comune di Casola), dove è iniziata la storia moderna della Marocca di Casola.

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Ho pochissime foto di questo periodo ma grazie alle persone che già allora capitavano in visita, oggi posso attingere a qualche immagine che non è un prodotto dei miei occhi e della mia esperienza in prima persona.

L’esperienza in prima persona ha senza dubbio un’ intensità maggiore ma qualche volta esternalizzare può essere utile e anche piacevole.

O semplicemente regalare un sorriso, come in questo caso.