SI ARA CANOARA

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Canoàra…

Qui, in questo prato dove ricordo mio nonno tra le vigne, il taglio del fieno con tutta la famiglia, le corse all’impazzata da cima a fondo e dove poi ho costruito il Forno che produce la Marocca di Casola, tra qualche giorno semineremo le patate, ingrediente della Marocca e del pane di Regnano.

E’ tanto che ce l’avevo in mente…

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Terra servina” , mi ha spiegato mia nonna Sara quando le ho detto cosa volessi fare. Significa terra della selva, del bosco: qui fino a 60 anni fa c’erano, manco a dirlo, castagni maestosi che però, ammalatisi, sono stati tagliati per recuperare spazio utile alle altre produzioni della campagna: vigne grano e patate.

Terra servina quindi più asciutta e più difficile da seminare, magari meno generosa di altra ma terra.

E quanto è bella la Terra!

Fino ad oggi non ho mai lavorato come agricoltore, anche se agricoltura e Forno in Canoàra sono sempre andati a braccetto considerata la mia buona abitudine di adoperare nel panificio la materia prima locale. In questi anni ( e sono già più di dieci) sono stati tanti i quintali di farina di grano e di castagne e le patate della terra di Lunigiana che ho avuto il piacere di trasformare in pane e Marocca.

Ed è sempre stata una grande soddisfazione.

Ma devo dire che vedere arato Canoàra è gioia. E’ gioia e me la godo proprio!!!

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Nei prossimi giorni via con la semina (e ci sta che alla sera possa essere meno entusiasta)

Grazie a tutte le persone che mi stanno aiutando…

Fabio

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