Archivi categoria: Marocca di Casola

DI NUOVO A GEO- RAITRE

GEO = la fortunatissima trasmissione di RAITRE che quotidianamente offre ai telespettatori di tutta Italia un servizio televisivo interessante ed intelligente.

Ho avuto l’enorme piacere di parteciparvi lo scorso anno (era Ottobre 2015) per raccontare la storia di Fabio Bertolucci e della Marocca di Casola, e di conoscere una professionista come poche ne può vantare ad oggi la televisione italiana: Sveva Sagramola, una donna seria, preparatissima (conosce benissimo la Marocca di Casola di cui è una grande fan), sobria ed elegante.

Ecco perché non ho esitato un istante quando Antonella, dalla redazione del programma, mi ha contattato proponendomi di tornare in trasmissione anche quest’anno per raccontare nuovamente del pane dei poveri fatto con la farina dolce (delle castagne) e parlare del progetto di recupero che sto iniziando ad intraprendere proprio in questi mesi nel mio bel Comune di Casola in Lunigiana, ai piedi dell’Appennino Tosco-Emiliano.

Mi sposto settimanalmente con il mio lavoro per portare la Marocca in fiere, mercati, a conoscere nuovi clienti, ma devo dire che Roma non rientra precisamente nella mia percorrenza chilometrica preferita con le sue 4 ore di viaggio.

Beh… Considerata la circostanza ben venga un viaggio un più più lungo e più lontano del solito. Percorrerlo in treno poi, mi consente di impiegare questo tempo scrivendo , leggendo, sbrigando un po’ di amministrazione…

Giunto alla stazione Termini, salgo sul taxi e arrivo agli studi di Via Teulada che, devo dire, esercitano un grande fascino.

Due chiacchiere con Antonella e gli altri autori per organizzare tutto al meglio e poco più tardi arriva Sveva. Incontrarla è significato rivedere una cara amica e sono stato molto felice di tornare a raccontare a lei ed al suo pubblico il mio lavoro ed il mio territorio.

15033560_1145908958795701_1828486036_n
Si pianifica e si ragiona insieme sullo spazio dedicato a Fabio e alla Marocca di Casola

15046392_1145908938795703_2130116902_n

Spero proprio di partecipare ancora, il prossimo anno, e di poter raccontare quanti quintali di castagne siamo riusciti a raccogliere, magari con un po’ di foto dei castagneti strappati all’abbandono e tornati rigogliosi come un tempo.

Intanto in trasmissione è passata qualche bellissima foto in cui mi trovo insieme al grande Ermete Ricci, l’uomo che per primo ha creduto nella Marocca di Casola come possibilità per questo piccolo Comune della Lunigiana. Una possibilità economica, sociale ed anche turistica. Per lui è arrivato il meritato saluto e l’ applauso del pubblico.

Avanti così…

 

Alcune foto

14996337_1145908965462367_957203634_n
Eccoci qui… Fabio, Marocca di Casola e Lunigiana
in attesa di entrare in scena
in attesa di entrare in scena
Con la splendida Sveva Sagramola
Con la splendida Sveva Sagramola

La Marocca di Casola: colazione culturale all’Hotel Italia (Marina di Massa)

 

Erano gli anni delle prime pubbliche relazioni per me e la Marocca di Casola…

Le mie visite di presentazione non duravano più di 5-10 minuti che trascorrevo tutti d’un fiato e con l’ansia di uscire di corsa dai locali per non arrecare troppo disturbo ai miei interlocutori impegnati nel loro lavoro.

E quella mattina di oltre 10 anni fa, fermo di fronte all’ingresso del maestoso Hotel Italia di Marina di Massa con una Marocca in una mano e un depliant nell’altra, ho provato, devo ammetterlo, un po’ di imbarazzo.

12596286_10207098269033284_24003818_n

Entrando, mi accolse il sorriso di Renzo Galeotti, il proprietario dell’ hotel, che mi ascoltò attentamente fino a quando non mi interruppe così: Cosa posso offrirti?

Non ricordo precisamente ma probabilmente optai per un caffè.

Ricordo invece molto bene quanto mi spiazzò quella frase pronunciata con tanta ospitalità. Da lì in poi la mia visita informativa si è trasformata in un bellissimo dialogo e scoprii che Renzo aveva origini lunigianesi e che pur essendosi costruito il lavoro a due passi dal mare era ancora molto legato alla sua terra, la Lunigiana appunto, della quale conosceva storia e tradizioni. E che si era sempre adoperato per proporre e far apprezzare ai suoi ospiti le produzioni locali.

Nel lasso di tempo che mi ha dedicato, Renzo mi ha trattato come il suo ospite più importante, facendomi fare un tour di tutto l’hotel fino alla terrazza, all’ultimo piano, dove in estate si può fare colazione praticamente affacciati sul mare.

Da allora l’ Hotel Italia è divenuto uno dei più importanti divulgatori di cultura lunigianese sulla costa della provincia di Massa-Carrara, proponendo per primo tra gli hotel la Marocca di Casola nel buffet della colazione, ai suoi ospiti provenienti da ogni angolo di mondo.


12769379_10207098268593273_1874376703_n

Eccomi con Renzo.

Una foto scattata nella hall dell’hotel un Martedì mattina di pubbliche relazioni di qualche settimana fa, dopo il solito buon caffè.

Visite al Forno in Canoara? Non posso più chiamarli segnali…

Fabio con osvaldo davanti al forno
Fabio Bertolucci con Osvaldo Bizzari davanti al forno

Ho capito che non è più così: non sono più segnali.

Non hanno più carattere episodico, una tantum, le visite al Forno in Canoàra, ma sono diventate parte di un nuovo processo. Settimana dopo settimana, accade con regolarità che arrivi qualcuno fin qui, nel piccolo sperduto  paese di Regnano di Casola in Lunigiana, alla ricerca del forno  che produce la Marocca di Casola.

  • E in questo momento storico, le visite sono regolamentate dalla inevitabile confusione che contraddistingue tutti i nuovi processi, confusione che fa sì che spesso molti dei nostri visitatori tornino indietro a mani vuote. Sì perché è normale aspettarsi che un forno sia aperto tutti i giorni ma il Forno in Canoàra, devo proprio dirlo, è un forno un po’ speciale…

È possibile capitarvi di mattina e trovarvi 30 – 40 bambini impegnati in un laboratorio didattico per  imparare a fare il pane; così come trovarlo chiuso perché il fornaio, quel giorno, è tutt’altro che infarinato bensì sommerso da scartoffie di ogni genere e quindi è corso in città dal commercialista prima di impazzire; o ancora è in giro a gestire le public relations della Marocca di Casola.

Fabio Bertolucci davanti al suo forno con Ilaria Bacherini ldell'agriturismo Luna di Quarazzana
Fabio Bertolucci davanti al suo forno con Ilaria Bacherini ldell’agriturismo Luna di Quarazzana

A questo punto, è d’obbligo un intervento che possa andare nella direzione di vedere ripartire tutti con il sorriso e quindi, cari amici e fans della Marocca (e anche miei se proprio volete…) sappiate che, se volete acquistare una Marocca di Casola appena sfornata è possibile!!!

 

Segnatevi questi giorni e questi orari:

  • il mercoledì pomeriggio: mi trovate sicuramente, intento nella produzione per il giorno seguente (il giovedì), che è il giorno ufficiale delle consegne della Marocca di Casola nei locali delle città vicine.
  • Il venerdì pomeriggio: giorno di produzione per le fiere e mercati del week end.

In questi due giorni abituali di produzione, l’orario migliore per venire a prendere una bella Marocca di Casola è quello che va dalle 16:00 alle 18:00.

Fabio Bertolucci mentre preleva l'impasto con cui preparerà alcune Marocche di Casola...
Fabio Bertolucci mentre preleva l’impasto con cui preparerà alcune Marocche di Casola…

Ma niente paura se vi presentate un po’ prima. Il rischio in questo caso è di capitare in un momento di grande concentrazione sulla produzione e quindi di non potere godere della mia proverbiale ospitalità…

Ma quel che è peggio è che, se capitate in orario di produzione potrebbe esserci molto da aspettare. Nella migliore delle ipotesi, se siete fortunati, la Marocca sarà in forno a cuocere e potrebbe volerci anche un’ora prima di poterla portare via. Per me non è un problema, ma voi, avete un’idea della testa che vi farò nell’attesa, con i miei aneddoti e progetti?

  • In 10 anni della mia avventura con la Marocca di Casola credetemi, sono in grado di stendervi con tutto quello che ho fatto, combinato,  realizzato…

Quindi pensateci bene… io vi ho avvertito.

Ma se proprio volete essere certi di non tornare a casa vostra (e magari non siete neppure tanto vicini alla Lunigiana) a mani vuote, segnatevi il mio numero di cellulare: 347/23.54.711. E se non dovessi  rispondere lasciatemi pure un messaggio in segreteria. Prometto di ricontattarvi al più presto.

Un colpo di telefono è sempre utile anche perché non dimenticate che in fondo avete a che fare con un fornaio: gli anni trascorsi a produrre pane tutte le notti mi hanno un po’ sbomballato  quindi potrebbe venirmi voglia di capovolgere tutti i tempi e le regole odierne e di riimmergermi negli orari notturni per tornare ad ascoltare la notte e sfornare con la luce dell’alba.

Fabio Bertolucci

La Marocca di Casola al Festival della Salute, Viareggio 25-28 settembre 2015!

 

Fabio Bertolucci al Festival della Salute di Viareggio (2015) tra Alessandro de Il Gradile e Giulio di Ca' del Chierico
Fabio Bertolucci al Festival della Salute di Viareggio (2015) tra Alessandro (Il Gradile) e Giulio (Ca’ del Chierico)…

La Marocca di Casola “scende” spesso nella vicina Versilia e in questi giorni
abbiamo colto una bella opportunità per farci conoscere ancor meglio.

  • In un ambiente ideale, carico di messaggi positivi sulla salute, l’alimentazione ed il benessere psico-fisico, io e la Marocca abbiamo partecipato ad una “quattro giorni” ricca di discussioni, incontri, dibattiti e workshop, e poi ancora spettacoli, attività sportive e laboratori per bambini.

fabio 2Insomma, non poteva certo mancare un pane da sempre molto apprezzato da nutrizionisti e amanti della buona e sana cucina, ed in questi giorni abbiamo fatto la gioia del pubblico vegano.

Sono state giornate intense, trascorse in piacevolissima compagnia.

  • Nella foto grande e a inizio post, sono con due grandi amici, Alessandro e Giulio, anch’essi presenti con le produzioni delle proprie aziende agricole: il farro ed il grano (proprio quello che io uso per aggiungere alla farina di castagne e alle patate per creare la Marocca).

ViareggioE quale luogo migliore della passeggiata sul mare della città di Viareggioproprio di fronte al meraviglioso Grand Hotel Principe di Piemonte, per salutare la stagione estiva???

Fabio Bertolucci

 

 

Due pani e due tradizioni vicine…

Paolo Magazzini e Fabio Bertolucci al Salone del Gusto di Torino - 2014
Paolo Magazzini e Fabio Bertolucci al Salone del Gusto di Torino – 2014

Casola in Lunigiana, certo…

Ma da qui basta tirare un bel calcio ad un pallone per entrare in un’altra provincia (Lucca) e in un altra terra: La Garfagnana. È una linea di confine sottilissima che si confonde attraverso praterie da pascolo e boschi di castagno.

  • Una fusione che si rispecchia inevitabilmente nei prodotti della tradizione locale come dimostrano la Marocca di Casola ed il pane di patate della Garfagnana: esiste infatti un pane di castagne anche in Garfagnana così come, proprio nel mio paese di Regnano esiste un pane di patate.

Ma “ad ognuno il suo”: impareggiabile il pane di patate della Garfagnana come del resto la Marocca di Casola.

Le rispettive modalità e caratteristiche di preparazione rendono unici questi due prodotti, segno identificativo di due terre vicine per tradizioni, valori, storie di vita.

 

Ecco perché sono due Presidi Slow Food.

Si potrebbe dire che è tutto ben espresso nella foto sopra, dove sono con il mio grande amico Paolo Magazzini, produttore del pane di patate della Garfagnana.

  • A lui la Marocca ed a me il pane.
  • Come si usa fare nelle foto più ufficiali che immortalano lo scambio di doni.

Eccoci! Genuini ambasciatori di due terre sorelle.

Qui siamo al Salone del Gusto di Torino 2014

Con l’andar del tempo le mie relazioni (e quelle della Marocca) sono aumentate. Abbiamo conosciuto realtà nuove e nuove persone e, come inevitabilmente accade quando si lavora con passione, sono nate collaborazioni, progetti condivisi e belle amicizie.

I prodotti locali ne sono la dimostrazione: Casola in Lunigiana e La Garfagnana condividono caratteristiche ambientali e territoriali che ritroviamo poi nel prodotti e nella cucina: Funghi, Castagne semine di grani e patate.

Ma per quanto le produzioni si confondano entrambi i territori mantengono la loro identità con i loro prodotti simbolo: la Marocca di Casola ed il pane di patate della Garfagnana.

 

Fabio Bertolucci

 

Il prezzo della disorganizzazione (e dire che Giancarlo, il mio coach, me lo ripete da una vita)…

disorganizzazioneÈ successo l’anno scorso…

Ometto di citare il nome e luogo della fiera dove tutto questo è accaduto in quanto nonostante si tratti di un evento di buon livello, al quale io e la Marocca già negli anni scorsi avevamo partecipato con successo, mi viene una gran voglia irrazionale di parlarne male, anche se, tutto sommato si è rivelata per me un’esperienza senza dubbio molto educativa.

  • Un’esperienza che ho acquisito ad un certo prezzo…

Rispetto ai tanti appuntamenti che vedono me e la Marocca di Casola percorrere centinaia di chilometri, questa volta siamo rimasti nel territorio regionale.

E devo ammettere che proprio per questo motivo nel corso della settimana, in vista del week end, mi sono un po’ rilassato. Un po’ troppo…

Del resto conoscevo la tipologia dell’evento, l’afflusso di pubblico previsto, il contesto in cui mi sarei trovato. Insomma, con un po’ troppa leggerezza ho lasciato che il fine settimana si avvicinasse, senza preoccuparmi di alzare il telefono per chiedere qualche informazione in più, limitandomi a confermare la partecipazione e l’orario di arrivo previsto, intorno alle ore 15 del sabato pomeriggio.

cropped-Marocca-di-Casola.jpgArriva la mattina del sabato e, fresco e riposato, comincio a caricare il mitico belva 3, il pulmino che porta in giro la Marocca di Casola.

Mi aspetto due giorni fatti di piacevolissime chiacchiere con tante persone, il solito grande successo della Marocca, che viene sempre apprezzata dal pubblico di tutte le età ed un riscontro economico giusto, col quale fare rientro al Forno in Canoara la domenica sera.

Pronto per partire, saluto la mia famiglia, il mio cane Ringo, che resta di guardia al Forno e via…

  • Un’oretta di viaggio ed eccomi arrivato nel cuore della Toscana, pronto per iniziare il mio lavoro con il solito sorriso e quella energia elettrizzante che mi prende ogni volta che sto per mettere in discussione la mia scommessa imprenditoriale.

Come sempre, ora tutto dipende dalla qualità della Marocca e dalla mia voglia di vendere fino all’ultima pagnotta.

Tutto come al solito quindi , anche se ancora non avevo fatto i conti con la sufficienza con cui avevo organizzato la mia partecipazione alla manifestazione e che presto avrebbe mostrato i suoi effetti.

Parcheggio temporaneamente il pulmino sulla strada, di fronte alle transenne che bloccano l’accesso ai mezzi e mi reco laddove si trovano i gazebi per prendere rapidamente posto, ma scambiando due parole con gli altri espositori mi rendo conto che non sapevano un granché del mio arrivo e neppure dove si trovasse lo stand della Marocca.

Immediatamente telefono all’organizzazione ma non riesco a mettermi in contatto con il referente, sicuramente indaffarato tra mille faccende.

Quindi comincio la sua ricerca avventurandomi per la fiera, che scopro essere cresciuta rispetto agli anni precedenti: ogni piazza ospita stand e padiglioni ricchi delle migliori prelibatezze regionali e non, e passeggiando incontro tanti amici e colleghi produttori con i quali mi intrattengo per un po’.

Questi mi manifestano una grande fiducia per l’esito della manifestazione, peccato però per i costi di partecipazione!!!

Quali costi??? dico io.

Ecco che la mia scarsa organizzazione iniziava a dare i suoi frutti amari: non mi ero preoccupato di informarmi se, nel corso di questi anni, qualcosa fosse cambiato rispetto ai miei ricordi ai quali mi ero affidato.

30 euroScopro così che il costo della zona dove ci troviamo io e la Marocca è legato all’occupazione del suolo pubblico, e cioè 30 euro.

Pazienza mi dico, ci sta… il suolo pubblico si paga un po’ ovunque e se proprio avessi voluto risparmiare questa somma avrei dovuto preoccuparmene prima e cercare di farmi ospitare.

  • Individuata la mia postazione, con sorpresa non trovo un tavolino davanti a me. Eppure ricordavo chiaramente che l’ultima volta il tavolo c’era: un tavolo e ben due sedie! Un po’ seccato mi reco nuovamente dall’organizzazione e domando chi avesse preso il mio tavolo, ma la risposta che ricevo è che l’associazione dei produttori aveva deliberato che quest’anno ciascuno avrebbe provveduto autonomamente, evitando il costo aggiuntivo di questo servizio comunale.

Ma niente paura! C’è sempre la possibilità di noleggiarli!

Comincio a rabbuiarmi un pochettino al ché, chi di dovere giustamente mi dice: ma scusa, non hai letto le e-mail?

  • Le e-mail…
  • Sì, forse una…
  • Il solito regolamento delle fiere, orari di allestimento, sanzioni per eventuali comportamenti scorretti. Le altre mi devono essere sfuggite…

5 euroPrendo il tavolo ed aggiungo alla mia spesa non preventivata altri  5 euro.

Pazienza dico… Colpa mia che non ho letto tutte le e mail.

Bene! A questo punto non resta che allestire il banco, riempire la “paniera” con le Marocche e dirigermi verso il pulmino per portarlo nel parcheggio per gli espositori.

Per fortuna becco il vigile proprio nella strada dove era momentaneamente parcheggiato il belva 3 e, indicandoglielo, gli chiedo dove devo parcheggiarlo.

 

Lui, girandosi mi dice: “ah… il pulmino a cui ho dovuto fare la multa… ”

MulteIn effetti, era un po’ che girottolavo per la città ed ora il mio pulmino era rimasto l’unico fermo in sosta sulla strada mentre tutti gli altri nel frattempo si erano già belli e parcheggiati al posto giusto.

Provo, con la faccia tosta e la delicatezza che si conviene in questi casi, a farmi togliere la contravvenzione ma quattordici anni di patente mi hanno insegnato dove esistono margini per intenerire gli ufficiali e questo è uno di quelli irremovibili.

Prendo il mio foglietto rosa posto sotto il tergicristallo e aggiungo  29,50 euro  alla lista dei “Pazienza”

Conduco il pulmino al parcheggio, che non è più quello espositori che è pieno, ma bensì quello a qualche km di distanza, e salgo sul bus navetta che mi riconduce in centro.

  • Mi rendo conto di essere un po’ nervoso: avevo ormai perso minuti preziosi per la vendita e mi sembrava una di quelle circostanze storte al quale fare buon viso ed attendere che qualcosa cambi.

Intanto scende la sera e c’è ancora qualcosa di cui mi devo occupare: dove dormire!

Sapevo che nelle vicinanze si trova un piccolo convento che offre la possibilità di pernottare con poco più di venti euro. Lo raggiungo ma scopro che è al completo perché pieno di studenti.

Che bella cosa mi dico, tanta gioventù in un luogo spirituale.

Non resta che trovare un’altra sistemazione.

Ho spesso fatto sacrifici in tal senso, a volte ho dormito perfino in pulmino per risparmiare qualcosina nei momenti di difficoltà, non mi vergogno a confessarlo.

Ma considerato che insieme a me c’è una meravigliosa ragazza che ha deciso di farmi compagnia non potevo certo optare per questa soluzione.

Con una certa urgenza, viste le tenebre che calano, continuiamo la ricerca e troviamo un hotel poco lontano: completo; il b&b poco fuori, ma al telefono non risponde nessuno.

4 Sterne Hotel Schild - Gold auf SchwarzResta solo il 4 stelle fighissimo che dà sulla vallata che, per fortuna, ha ancora una stanza.

Un domani, lavorando con criterio e impegno chissà quanti begli hotel del genere potranno ospitarmi nei miei viaggi con la Marocca. Ora tuttavia ancora non posso permettermeli ma, guardando gli occhi di lei, che brillano di fronte a tanta bellezza mi dico:

“e che cavolo Fabio, dai! Per una volta! Guarda com’è contenta!”

E così prendo la camera e saliamo. Durante il tragitto in ascensore non riesco a fare a meno di chiedermi quanto avrei dovuto pagare l’indomani mattina per quel piccolo lusso.

Il mio dubbio si dissipa in pochi attimi, quando cioè, richiudendo dietro di me la porta della bellissima stanza, leggo sul cartello che vi è affisso il costo per una notte.

Stramazzo sul letto che per fortuna era subito alle mie spalle e questa volta non riesco più a dire pazienza:

130 euro!

Comincio a prendermela con la sorte, con le persone, con tutto all’infuori di me anche se so benissimo che la colpa di tutto questo spendere è solo mia.

 

È stata la mia disorganizzazione a trasformarsi in tutti questi costi in più.

Faccio un rapido conto e mi accorgo che tutti questi costi sbilanciavano pesantemente le mie aspettative di reddito del fine settimana. Il sabato era praticamente trascorso e non restava che sperare nel grande successo domenicale della Marocca per limitare i danni.

E infatti per fortuna è così…

La domenica si rivela un successo di pubblico, successo questo sì, in linea coi miei ricordi: tantissima gente, un pubblico molto attento ai prodotti tipici come è da sempre quello toscano.

  • Trovo anche un paio di contatti molto interessanti che, come dico sempre, valgono più della fiera stessa in quanto il futuro della Marocca risiede proprio nell’essere presente nei migliori locali di tutta Italia.

E quindi, alla fine, posso solo fare un “mea culpa” per gli errori commessi.

Non sono mai andato molto d’accordo con l’organizzazione e il fatto che molti mi reputino un’artista per quello che la mia immaginazione ha sviluppato in questi anni e che quindi abbia una predilezione per un emisfero cerebrale piuttosto che l’altro non può essere una scusa.

Finché non si diventa adulti la disorganizzazione o la sufficienza si pagano in modo diverso, forse più indolore all’apparenza: voti poco buoni a scuola, l’etichetta di persona sbadata o spensierata ecc.

  • Ma quando si è adulti, nel mondo del lavoro, la disorganizzazione e la leggerezza si traducono in un prezzo reale in termini di denaro.

L’ho provato spesso sulla mia pelle a mie spese ma questa volta, forse, è l’ultima…

Fabio Bertolucci

La Marocca di Casola in spiaggia? E perché no (eccola al Bagno La Cicala di Marina di Massa)..

La Marocca di Casola al Bagno La Cicala, di Marina di Massa

Ma quale prodotto di stagione!???

  • Ancora oggi i nonni lunigianesi possono testimoniare che la farina di
    castagne si consumava tutto l’anno!

Ben pressata negli “scrigni” (meravigliosi bauli di legno che si riempivano con grano e farina di castagne), si conservava ottimamente e si presentava sulla tavola quotidiana nelle forme più svariate: per lo più polenta, ma anche frittelle, pattone e cian, tipici piatti/pietanze/ricette lunigianesi.

Senza dubbio meritevoli di un approfondimento sul blog della Marocca di Casola, (magari pubblico anche qualche ricetta) la quale, ovviamente, non mancava mai sulle tavole.

  • Se questa è storia non possiamo certo contraddirla…
  • Anzi: questa è storia! E non possiamo certo contraddirla.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAE dunque, perché stupirsi del successo che la Marocca di Casola riscuote ogni estate, tra le numerose e sempre più consolidate feste lunigianesi e i bei locali della vicina e sempre affascinante Versilia?

Ma la Marocca di Casola è addirittura finita in spiaggia…

Eccola al Bagno La Cicala di Marina di Massa…

  • Tra i complimenti più belli che ho ricevuto in tutti questi anni, ce n’è uno
    che mi tengo stretto e al quale mi aggrappo nei momenti in cui vacillo un
    po’ al pensiero di quanto sia ambizioso il progetto di recupero dei
    castagneti della mia terra.

In un momento in cui tutto sembra remare contro a questa idea tengo a mente
che sono un rivoluzionario.

L’ingresso del Bagno La Cicala, di Marina di Massa

Sì, lo sono. Fabio Bertolucci è un rivoluzionario (e mi piace pure)!

E siccome essere rivoluzionari include una buona dose di creatività, ecco
che possono nascere iniziative come questa: non solo la Marocca è ottima
anche d’Estate, ma si può trovare pure in spiaggia!!!

  • Da un’idea concepita insieme con il Consorzio Riviera Toscana a seguito
    delle forti scosse di terremoto che nel 2013 hanno colpito la Lunigiana (e
    principalmente proprio Casola), è nata una collaborazione tra costa ed
    entroterra della provincia di Massa-Carrara, che io intitolai e nominai “la
    costa sostiene il suo entroterra”.

 

L’obiettivo (nobile) era proprio quello di sostenere le produzioni dell’entroterra gravemente colpito dal sisma.

Il Bagno La Cicala, di Marina di Massa

Ecco perché tra le pietanze che propongono i bar e ristoranti degli stabilimenti balneari della costa apuana, per colazione o anche all’ora dell’aperitivo si può trovare pure la Marocca di Casola.

E non di rado accade che i bagnanti, a fine vacanza, se la portino pure via!

Chissà che il pane di castagne non allevi la nostalgia del mare…

Fabio Bertolucci

  • Ps: approfitto per ringraziare pubblicamente il Bagno La Cicala, di Marina di Massa, uno dei maggiori sostenitori del progetto.

 

E pane sia (l’esperienza di Fabio Bertolucci e della Marocca di Casola ad Assisi)…

E Pane Sia – Bosco di San Francesco – Assisi (giugno 2014) …

Era una bella mattina di primavera e mi trovavo al forno intento ad osservare l’impasto della Marocca che stava riposando sulla tavola e viaggiavo libero tra i miei pensieri, immaginando quante storie e quanta vita vissuta la Marocca di Casola potrebbe raccontare ed è proprio in questo momento che squilla il telefono e riemergo dalle mie profondità per rispondere.

Non è uno dei numeri della rubrica. In questi casi ho sempre qualche remora… e ora chi è???

  • Inventarsi un mestiere così come ho fatto io, lontano dalle logiche odierne fa si che quando squilla il telefono ci si possa aspettare di tutto: scuole (da elementari alle Università), buongustai da ogni parte d’Italia che non trovano Regnano sul navigatore satellitare, giornalisti e tv.
E Pane Sia – Bosco di San Francesco – Assisi (giugno 2014) …

Può pure essere qualcuno che lamenta che non sa dove trovare la Marocca di Casola nella sua città (nessun problema! Ci sono le spedizioni) ma in generale sono sempre soddisfazioni.

  • Questa volta però, più che di soddisfazione si è trattato di un vero onore: a contattare Fabio Bertolucci e il piccolo Forno in Canoàra è nientemeno che il FAI: Fondo Ambiente Italiano!

Dall’altra parte del telefono la voce gentile di Alessandra, che mi invita ad un meraviglioso evento che si sarebbe tenuto a Giugno 2014 nello splendido scenario incantato del Bosco di San Francesco, ad Assisi.

Fabio Bertolucci mentre presenta la Marocca di Casola e racconta la sua storia a “E Pane Sia” – Assisi (giugno 2014)

L’evento si chiama E PANE SIA e vuole essere una mostra mercato sul mondo dei pani dell’Italia centrale: Pani e Dolci della Tradizione umbra, laziale, toscana e abruzzese.

  • Un percorso che racconti il pane attraverso i secoli, dal punto di vista culturale, simbolico, artistico e gastronomico, con un focus particolare sulla “dieta del viandante o pellegrino francescano”.

Alessandra mi spiega che in questo viaggio alla riscoperta delle radici e delle identità regionali, il FAI avrebbe piacere che fosse proprio la Marocca di Casola (considerata il pane dei pellegrini della Via Francigena), a rappresentare la Toscana.

Ci sono impegni ed occasioni dove so che è mio dovere culturale, nei confronti della mia terra e del suo popolo, accompagnare la Marocca di Casola a farsi conoscere ed emozionare e quindi non ci penso un attimo e dico subito sì. Ma Alessandra mi dice che non è finita qui e che sarebbe molto bello raccontare pure la mia storia, di un giovane che recupera un’antica tradizione e riesce a divulgarne l’esistenza, aprendo una nuova attività in un piccolo paese.

Nessun problema… Fabio e la Marocca sono già entusiasti.

Qualche scambio di mail nei mesi a seguire ed arriva il giorno dell’evento.

Partenza a mezzanotte, visto che non riuscivo a prendere sonno, con sosta prevista in autostrada considerati i tanti km che separano Regnano da Assisi.

Il viaggio trascorre tranquillo e arriviamo a destinazione alle prime luci dell’alba. Assisi è un posto meraviglioso e veramente evocativo. Per strada non c’è nessuno ed io mi concedo un piccolo pellegrinaggio fino alla meta designata: Il bosco di San Francesco.

  • Per certi aspetti il paesaggio è molto simile a quello del mio piccolo paese: il Bosco di San Francesco di Assisi è uno splendido esempio di paesaggio rurale italiano con le sue strutture e costruzioni in sasso, i terreni boschivi ed i campi coltivati, e ancora, radure e oliveti.

Si respira un’aria pulita, di un luogo assolutamente adatto per un cammino interiore, nella natura, nella storia e nel sacro.

Fabio Bertolucci con Alessandra – E Pane Sia – Bosco di San Francesco – Assisi (giugno 2014)

E qui, in questa armonia, mi abbandono e mi rilasso come fossi nel bel prato di Canoàra.

Giunge il mattino e di fronte al Monastero Santa Croce inizia il lavoro di allestimento. Finalmente conosco Alessandra, che mi dà tutte le indicazioni per questi due giorni, e mi mostra il programma che include anche il mio intervento.

  • Due giorni intensi e piacevolissimi. La Marocca ha come sempre fatto la sua parte, raccontando una grande Storia e regalando emozione. Si è trovata molto a suo agio immersa in tanta sacralità.

Ed io, che grazie a lei ho fatto questa bella esperienza, suggerisco a tutti i nostri amici che hanno in mente di visitare Assisi, di includere nel proprio programma anche una passeggiata nel Bosco di San Francesco, un luogo dove rinfrancare la Spirito.

Fabio Bertolucci

 

I Maestri del futuro? (studiamo ogni giorno per di diventarlo) …

maestriSono consapevole che questo riconoscimento spetta a persone che nella vita hanno dimostrato e dimostrano, con il loro esempio, cosa significa impegnarsi, avere passione, credere, sempre con grande umiltà e generosità, ma mi sia consentita un’eccezione per questi due giovani rampanti che insieme stanno collaborando alla divulgazione della Marocca di Casola e della cultura del mangiar bene.

  • Uno sono io, giovane ancora per un po’…
  • e l’altro, giovane davvero con i suoi 25 anni, è il mio grande amico Davide Mazza, apprezzato chef che, nel bel ristorante che ha rilevato circa un paio di anni fa nella caratteristica cittadina ligure di Sarzana (Sp), allieta le ore dei pasti dei suoi ospiti con piatti legati alla locale tradizione del vicino mare e non solo.

Davide è un elemento chiave per il futuro della Marocca di Casola: è uno dei più giovani chef italiani che ha scelto di sposare il progetto di sviluppo economico-territoriale e di diffusione della tradizione contadina lunigianese legato a questo speciale pane di castagne, proponendolo negli antipasti dei suoi menù, contribuendo così a farlo conoscere ad un pubblico sempre più vasto.

La Marocca è il primo dei sapori eccezionali che si possono apprezzare nel ristorante di Davide: tra le sue specialità, una ricetta della tradizione ligure che in pochi sanno cucinare: la “bagnaverde”, un antico piatto a base di muscoli, vongole e prezzemolo, tritati e lasciati a cuocere a lungo.

Vado spesso a pranzo da Davide, il sabato dopo il Mercato della terra di Sarzana e, da buoni giovani carichi di energia, ci scambiamo sempre idee e suggerimenti, senza dilungarci troppo sulla difficile situazione attuale, che anche noi, come tutti gli italiani, ci troviamo a dover sopportare.

Solitamente concludo il mio pranzo con un super “tiramisù espresso”, preparato al momento, che accompagna le nostre chiacchierate.

E poi ci salutiamo, consapevoli che in un presente tanto complicato, il futuro siamo noi…

Diciamo dunque che siamo i maestri del futuro, fieri e raggianti come mostra la foto.

A tutti i fans della Marocca consiglio di fare visita a Davide e conoscere la sua cucina.

  • Il locale si trova a Sarzana, in Piazza Matteotti, 59/60 ed è possibile prenotare telefonando al numero 0187/62.98.00.
Dicendo che “vi manda Fabio della Marocca” avrete diritto ad un po’ di sconto…

Il nome del ristorante?

Ma, I MAESTRI, ovviamente…