Archivi tag: Fabio Bertolucci

E mo chi è a suonare? Che domanda: ma l’Ilaria Bacherini e suo marito Stefano in visita al Forno in Canoàra…

Fabio Bertolucci davanti al suo forno con Ilaria Bacherini ldell'agriturismo Luna di QuarazzanaDi solito comincia Ringo, il mio cagnolone guardiano del forno. Poi, a seguire, Teddy il maturo Golden retriver dei miei zii Alba e Sergio, che abitano al piano superiore della bella casa accanto e per concludere il giovane Tom, il bel lupo di mio cugino lino, al piano terra della stessa
casa.

  • Questi sono i campanelli del Forno in Canoàra.
  • Quando “suonano” tutti e tre insieme non c’è dubbio: sta arrivando qualcuno.

E in questo frangente che, qualsiasi cosa io stia facendo (impastando, rassettando, scaldando il forno) mi domando testualmente e un po’ in dialetto: e mo chi è?

Subito comincio a guardarmi intorno:

  • Porca vacca, quella fascina di legna fine che ho lasciato tutta sparpagliata all’ingresso!
  • Porca vacca il forcone in mezzo al passo!
  • Porca vacca il computer acceso in equilibrio sopra la cesta messa in verticale a mo di scrivania ambulante!

Ma ormai è tardi per tirare tutto a lucido: chi ha suonato i tre campanelli sta già percorrendo in macchina o a piedi la discesa che porta al forno. E a me non resta che accogliere i miei ospiti uscendo, presentandoci ed invitandoli ad entrare con un inevitabile “non fate caso al casino…”.

Per fortuna la risposta è sempre la stessa: non preoccuparti, stai lavorando.

Questo è ciò che generalmente accade quando giungono visitatori al Forno in Canoàra e devo dire che le visite negli anni sono andate pian piano aumentando.

Un importante segnale per il magnifico ma poco conosciuto paese di Regnano, e un immenso piacere per me, che ho sempre creduto nella vocazione turistica di questa terra.

Ogni qualvolta arriva qualcuno alla porta mi sento felice e nonostante il caos e la mente concentrata sul forno che si scalda e la marocca che lievita mi intrattengo sempre con gran gioia con i miei ospiti.

  • Durante la loro permanenza scopro storie bellissime e mi rendo conto di quanto la marocca sia apprezzata e che belle emozioni sia capace di comunicare. In questi anni, con un grandissimo incremento in quest’ultimo periodo ho ricevuto visite molto diverse tra loro ma tutte piacevolissime.

L’ultima, in ordine di tempo, risale alla giornata del 23 settembre 2015.

Sono venuti a trovarmi Ilaria Bacherini e suo marito Stefano, che hanno un bellissimo agriturismo chiamato Luna di Quarazzana, nel paese omonimo… e da tempo propongono la Marocca di Casola ai loro ospiti.

E, come si conviene quando si lavora con amore, sono venuti a trovarmi per conoscere di persona me e la Marocca di Casola.

  • Conoscendoci, ho scoperto due persone entusiaste del loro lavoro e sono fiero che abbiano scelto noi per il loro menu. Ci siamo salutati con la promessa che andrò a trovarli e magari a raccontare personalmente la mia attività ai loro ospiti.

Ma prima che uscissero dal forno, ho voluto fare una foto con Ilaria, che voglio dedicare a tutti i visitatori che sono arrivati in questi anni al Forno in Canoàra per conoscere me e la marocca…

Grazie ad ognuno di loro!

Fabio Bertolucci

 

Un pezzo di storia della Marocca di Casola: Simona Balboni!

SimonaChe ex socia!!!

Sto parlando di Simona Balboni,  la donna della Marocca di Casola.

  • Io e lei abbiamo condiviso un pezzo di strada insieme quando, 10 anni fa, ho rilevato la piccola società che produceva la Marocca di Casola, di cui lei faceva parte.

Allora io avevo i miei folli 23 anni e lei circa i suoi folli 40 (non me ne voglia per aver rivelato dati sensibili per una signora).

  • Di notte, in quel piccolo panificio di Casciana (la frazione del Comune dove è iniziata la mia avventura), lei impastava ed io scaldavo il forno a legna e intanto  si chiacchierava di tutto e di più facendo volare il tempo.

simona 2Ed ora eccoci nella sala consiliare del Comune di Casola in Lunigiana, per partecipare alla riunione della Pro Loco di cui siamo entrambi membri.

Io che in questi anni ho dovuto lasciare spazio a tanta razionalità, ho approfittato dei minuti di attesa tipici degli inizi di riunione per scattare una foto con Simona e rinfrescare dentro me quella solarità che ci univa allora, e di cui lei è fonte inesauribile.

Grazie Simona.

Fabio Bertolucci

Ps: le foto non sono delle migliori, ma all’epoca la qualità dei telefonini era quella che era…

 

Fabio Bertolucci: “Ma il tempo passa oppure no???”…

io con il mio amico Daniele Barbieri in mezzo al grano che sta crescendo
Fabio Bertolucci (a sinistra), con il suo grande amico Daniele Barbieri, in mezzo al grano che sta crescendo a Regnano di Casola (Lunigiana)…

Di fronte a questa foto (scattata a febbraio 2011) non saprei come rispondere. Un campo, un amico d’infanzia, Regnano.

Qualcosa è cambiato e qualcosa sicuramente è rimasto come un tempo, quando io, Daniele e gli altri bambini del paese ci ritrovavamo a giocare nei prati.

  • Oggi Daniele è un ottimo agricoltore, nonostante la giovane età, trentatré anni come me.

Ed è l’artefice di una rinascita importante per il nostro territorio: a differenza dei prati dove correvamo nella nostra infanzia, nella foto sopa siamo in mezzo al grano! Quel grano che ho poi trasformato in pane e usato come ingrediente della Marocca di Casola a km zero e che Daniele ha seminato.

Il tempo passa, le responsabilità aumentano e si diventa uomini. Arriva il tempo delle decisioni, di diventare  gli adulti del mondo.

Ora il futuro è nelle nostre mani e ce la metteremo tutta per dire la nostra, nel nostro tempo.

Da uomini adulti e con la stessa semplicità di quando eravamo bambini.

Fabio Bertolucci

 

La Marocca di Casola: ingredienti e dove nasce (la Lunigiana)!

io con il mio amico Daniele Barbieri in mezzo al grano che sta crescendo
Fabio Bertolucci con il suo grande amico Daniele Barbieri in mezzo al grano che sta crescendo…

Ho scelto, fin da quando ho iniziato la mia avventura di giovane fornaio, ormai 10 anni fa, di puntare sempre alla massima qualità del prodotto, partendo da un’accurata scelta delle materie prime per giungere, nel corso degli anni, ad acquisire conoscenze specifiche della panificazione e migliorare sempre di più.

ed ecco il grano nella mia mano
Ed ecco il grano nella mano di Fabio Bertolucci

Migliorare sempre è un obiettivo che ogni buon artigiano, imprenditore (ma
non solo) deve tenere costantemente a mente.

Ma quando il prodotto si chiama Marocca di Casola, la sfida diventa più grande e importante perché questo piccolo pane è simbolo di Storia e Cultura e rappresenta una tradizione che può e deve proseguire nel rispetto della sua identità.

 

L’identità di un territorio e della sua gente.

E questo significa non solo fare in modo che qualità delle materie prime e studio attento e approfondito della nobile arte della panificazione rendano la Marocca di Casola un prodotto tipico sempre buonissimo.

La macina del Molino Malatesta in funzione
La macina del Molino Malatesta in funzione con le castagne dentro…

Ma anche e sopratutto che essa diventi lo strumento per un fortissimo messaggio di sviluppo economico sostenibile, rispetto del territorio, del paesaggio e dell’ambiente.

Un esempio positivo che possa raggiungere il cuore e le coscienze di chi crede ancora in un mondo buono pulito e giusto, come insegna Slow Food.

Ecco perché il Mondo deve conoscere la ricetta della Marocca di Casola e gli ingredienti che la compongono.

Le patate da noi seminate e in fase di raccolta…

Ma non le loro dosi nell’impasto (quelle me le tengo per me) molto di più: le persone che contribuiscono a darle vita e il territorio da dove arrivano le materie prime.

Fabio Bertolucci

Il prezzo della disorganizzazione (e dire che Giancarlo, il mio coach, me lo ripete da una vita)…

disorganizzazioneÈ successo l’anno scorso…

Ometto di citare il nome e luogo della fiera dove tutto questo è accaduto in quanto nonostante si tratti di un evento di buon livello, al quale io e la Marocca già negli anni scorsi avevamo partecipato con successo, mi viene una gran voglia irrazionale di parlarne male, anche se, tutto sommato si è rivelata per me un’esperienza senza dubbio molto educativa.

  • Un’esperienza che ho acquisito ad un certo prezzo…

Rispetto ai tanti appuntamenti che vedono me e la Marocca di Casola percorrere centinaia di chilometri, questa volta siamo rimasti nel territorio regionale.

E devo ammettere che proprio per questo motivo nel corso della settimana, in vista del week end, mi sono un po’ rilassato. Un po’ troppo…

Del resto conoscevo la tipologia dell’evento, l’afflusso di pubblico previsto, il contesto in cui mi sarei trovato. Insomma, con un po’ troppa leggerezza ho lasciato che il fine settimana si avvicinasse, senza preoccuparmi di alzare il telefono per chiedere qualche informazione in più, limitandomi a confermare la partecipazione e l’orario di arrivo previsto, intorno alle ore 15 del sabato pomeriggio.

cropped-Marocca-di-Casola.jpgArriva la mattina del sabato e, fresco e riposato, comincio a caricare il mitico belva 3, il pulmino che porta in giro la Marocca di Casola.

Mi aspetto due giorni fatti di piacevolissime chiacchiere con tante persone, il solito grande successo della Marocca, che viene sempre apprezzata dal pubblico di tutte le età ed un riscontro economico giusto, col quale fare rientro al Forno in Canoara la domenica sera.

Pronto per partire, saluto la mia famiglia, il mio cane Ringo, che resta di guardia al Forno e via…

  • Un’oretta di viaggio ed eccomi arrivato nel cuore della Toscana, pronto per iniziare il mio lavoro con il solito sorriso e quella energia elettrizzante che mi prende ogni volta che sto per mettere in discussione la mia scommessa imprenditoriale.

Come sempre, ora tutto dipende dalla qualità della Marocca e dalla mia voglia di vendere fino all’ultima pagnotta.

Tutto come al solito quindi , anche se ancora non avevo fatto i conti con la sufficienza con cui avevo organizzato la mia partecipazione alla manifestazione e che presto avrebbe mostrato i suoi effetti.

Parcheggio temporaneamente il pulmino sulla strada, di fronte alle transenne che bloccano l’accesso ai mezzi e mi reco laddove si trovano i gazebi per prendere rapidamente posto, ma scambiando due parole con gli altri espositori mi rendo conto che non sapevano un granché del mio arrivo e neppure dove si trovasse lo stand della Marocca.

Immediatamente telefono all’organizzazione ma non riesco a mettermi in contatto con il referente, sicuramente indaffarato tra mille faccende.

Quindi comincio la sua ricerca avventurandomi per la fiera, che scopro essere cresciuta rispetto agli anni precedenti: ogni piazza ospita stand e padiglioni ricchi delle migliori prelibatezze regionali e non, e passeggiando incontro tanti amici e colleghi produttori con i quali mi intrattengo per un po’.

Questi mi manifestano una grande fiducia per l’esito della manifestazione, peccato però per i costi di partecipazione!!!

Quali costi??? dico io.

Ecco che la mia scarsa organizzazione iniziava a dare i suoi frutti amari: non mi ero preoccupato di informarmi se, nel corso di questi anni, qualcosa fosse cambiato rispetto ai miei ricordi ai quali mi ero affidato.

30 euroScopro così che il costo della zona dove ci troviamo io e la Marocca è legato all’occupazione del suolo pubblico, e cioè 30 euro.

Pazienza mi dico, ci sta… il suolo pubblico si paga un po’ ovunque e se proprio avessi voluto risparmiare questa somma avrei dovuto preoccuparmene prima e cercare di farmi ospitare.

  • Individuata la mia postazione, con sorpresa non trovo un tavolino davanti a me. Eppure ricordavo chiaramente che l’ultima volta il tavolo c’era: un tavolo e ben due sedie! Un po’ seccato mi reco nuovamente dall’organizzazione e domando chi avesse preso il mio tavolo, ma la risposta che ricevo è che l’associazione dei produttori aveva deliberato che quest’anno ciascuno avrebbe provveduto autonomamente, evitando il costo aggiuntivo di questo servizio comunale.

Ma niente paura! C’è sempre la possibilità di noleggiarli!

Comincio a rabbuiarmi un pochettino al ché, chi di dovere giustamente mi dice: ma scusa, non hai letto le e-mail?

  • Le e-mail…
  • Sì, forse una…
  • Il solito regolamento delle fiere, orari di allestimento, sanzioni per eventuali comportamenti scorretti. Le altre mi devono essere sfuggite…

5 euroPrendo il tavolo ed aggiungo alla mia spesa non preventivata altri  5 euro.

Pazienza dico… Colpa mia che non ho letto tutte le e mail.

Bene! A questo punto non resta che allestire il banco, riempire la “paniera” con le Marocche e dirigermi verso il pulmino per portarlo nel parcheggio per gli espositori.

Per fortuna becco il vigile proprio nella strada dove era momentaneamente parcheggiato il belva 3 e, indicandoglielo, gli chiedo dove devo parcheggiarlo.

 

Lui, girandosi mi dice: “ah… il pulmino a cui ho dovuto fare la multa… ”

MulteIn effetti, era un po’ che girottolavo per la città ed ora il mio pulmino era rimasto l’unico fermo in sosta sulla strada mentre tutti gli altri nel frattempo si erano già belli e parcheggiati al posto giusto.

Provo, con la faccia tosta e la delicatezza che si conviene in questi casi, a farmi togliere la contravvenzione ma quattordici anni di patente mi hanno insegnato dove esistono margini per intenerire gli ufficiali e questo è uno di quelli irremovibili.

Prendo il mio foglietto rosa posto sotto il tergicristallo e aggiungo  29,50 euro  alla lista dei “Pazienza”

Conduco il pulmino al parcheggio, che non è più quello espositori che è pieno, ma bensì quello a qualche km di distanza, e salgo sul bus navetta che mi riconduce in centro.

  • Mi rendo conto di essere un po’ nervoso: avevo ormai perso minuti preziosi per la vendita e mi sembrava una di quelle circostanze storte al quale fare buon viso ed attendere che qualcosa cambi.

Intanto scende la sera e c’è ancora qualcosa di cui mi devo occupare: dove dormire!

Sapevo che nelle vicinanze si trova un piccolo convento che offre la possibilità di pernottare con poco più di venti euro. Lo raggiungo ma scopro che è al completo perché pieno di studenti.

Che bella cosa mi dico, tanta gioventù in un luogo spirituale.

Non resta che trovare un’altra sistemazione.

Ho spesso fatto sacrifici in tal senso, a volte ho dormito perfino in pulmino per risparmiare qualcosina nei momenti di difficoltà, non mi vergogno a confessarlo.

Ma considerato che insieme a me c’è una meravigliosa ragazza che ha deciso di farmi compagnia non potevo certo optare per questa soluzione.

Con una certa urgenza, viste le tenebre che calano, continuiamo la ricerca e troviamo un hotel poco lontano: completo; il b&b poco fuori, ma al telefono non risponde nessuno.

4 Sterne Hotel Schild - Gold auf SchwarzResta solo il 4 stelle fighissimo che dà sulla vallata che, per fortuna, ha ancora una stanza.

Un domani, lavorando con criterio e impegno chissà quanti begli hotel del genere potranno ospitarmi nei miei viaggi con la Marocca. Ora tuttavia ancora non posso permettermeli ma, guardando gli occhi di lei, che brillano di fronte a tanta bellezza mi dico:

“e che cavolo Fabio, dai! Per una volta! Guarda com’è contenta!”

E così prendo la camera e saliamo. Durante il tragitto in ascensore non riesco a fare a meno di chiedermi quanto avrei dovuto pagare l’indomani mattina per quel piccolo lusso.

Il mio dubbio si dissipa in pochi attimi, quando cioè, richiudendo dietro di me la porta della bellissima stanza, leggo sul cartello che vi è affisso il costo per una notte.

Stramazzo sul letto che per fortuna era subito alle mie spalle e questa volta non riesco più a dire pazienza:

130 euro!

Comincio a prendermela con la sorte, con le persone, con tutto all’infuori di me anche se so benissimo che la colpa di tutto questo spendere è solo mia.

 

È stata la mia disorganizzazione a trasformarsi in tutti questi costi in più.

Faccio un rapido conto e mi accorgo che tutti questi costi sbilanciavano pesantemente le mie aspettative di reddito del fine settimana. Il sabato era praticamente trascorso e non restava che sperare nel grande successo domenicale della Marocca per limitare i danni.

E infatti per fortuna è così…

La domenica si rivela un successo di pubblico, successo questo sì, in linea coi miei ricordi: tantissima gente, un pubblico molto attento ai prodotti tipici come è da sempre quello toscano.

  • Trovo anche un paio di contatti molto interessanti che, come dico sempre, valgono più della fiera stessa in quanto il futuro della Marocca risiede proprio nell’essere presente nei migliori locali di tutta Italia.

E quindi, alla fine, posso solo fare un “mea culpa” per gli errori commessi.

Non sono mai andato molto d’accordo con l’organizzazione e il fatto che molti mi reputino un’artista per quello che la mia immaginazione ha sviluppato in questi anni e che quindi abbia una predilezione per un emisfero cerebrale piuttosto che l’altro non può essere una scusa.

Finché non si diventa adulti la disorganizzazione o la sufficienza si pagano in modo diverso, forse più indolore all’apparenza: voti poco buoni a scuola, l’etichetta di persona sbadata o spensierata ecc.

  • Ma quando si è adulti, nel mondo del lavoro, la disorganizzazione e la leggerezza si traducono in un prezzo reale in termini di denaro.

L’ho provato spesso sulla mia pelle a mie spese ma questa volta, forse, è l’ultima…

Fabio Bertolucci

Quando Fabio Bertolucci (giovanissimo) era agli inizi della sua avventura (La Pulce nell’Orecchio – Puntata 31/2008) – video…

Fabio Bertolucci, unico produttore della marocca di Casola, il pane fatto con la farina di castagne, è il protagonista di questa puntata della “Pulce” di Massimo Binelli.

  • Assieme a lui, Vittorio Marcelli, assessore all’Agricoltura della Comunità Montana della Lunigiana, e Ermete Ricci, presidente del Comitato per la promozione della marocca.

Ne è venuta fuori una bella pagina di «solidarietà paesana», con una telefonata a sorpresa toccante. Ovviamente si è parlato di come si gusta la marocca, «un pane – ha spiegato Fabio – che sta bene con il dolce e con il salato».

 

Video tratto da una vecchia trasmissione su Tele Riviera (2008), condotta dal giornalista Massimo Binelli

 

Fabio Bertolucci il vecchio, Fabio Bertolucci il giovane (a mio nonno)…

Fabio Bertolucci il vecchio e Fabio Bertolucci il giovane…

Questo era mio nonno…

Davanti ai miei occhi fin da quando hanno saputo vedere.

  • Osservandoti, spesso in silenzio, ho riconosciuto in te la mia guida verso la serenità che, senza saperlo, mi hai trasmesso attraverso ogni gesto.
  • Attraverso ogni azione quotidiana nel lavoro della campagna, nel tuo dialogo con la Natura, di cui sei stato nobile creatura.

Eccomi qua a seguire il tuo esempio. Spero che saprò essere tanto semplice e grande come sei stato tu.

Fabio Bertolucci jr…

 

La Marocca di Casola in spiaggia? E perché no (eccola al Bagno La Cicala di Marina di Massa)..

La Marocca di Casola al Bagno La Cicala, di Marina di Massa

Ma quale prodotto di stagione!???

  • Ancora oggi i nonni lunigianesi possono testimoniare che la farina di
    castagne si consumava tutto l’anno!

Ben pressata negli “scrigni” (meravigliosi bauli di legno che si riempivano con grano e farina di castagne), si conservava ottimamente e si presentava sulla tavola quotidiana nelle forme più svariate: per lo più polenta, ma anche frittelle, pattone e cian, tipici piatti/pietanze/ricette lunigianesi.

Senza dubbio meritevoli di un approfondimento sul blog della Marocca di Casola, (magari pubblico anche qualche ricetta) la quale, ovviamente, non mancava mai sulle tavole.

  • Se questa è storia non possiamo certo contraddirla…
  • Anzi: questa è storia! E non possiamo certo contraddirla.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAE dunque, perché stupirsi del successo che la Marocca di Casola riscuote ogni estate, tra le numerose e sempre più consolidate feste lunigianesi e i bei locali della vicina e sempre affascinante Versilia?

Ma la Marocca di Casola è addirittura finita in spiaggia…

Eccola al Bagno La Cicala di Marina di Massa…

  • Tra i complimenti più belli che ho ricevuto in tutti questi anni, ce n’è uno
    che mi tengo stretto e al quale mi aggrappo nei momenti in cui vacillo un
    po’ al pensiero di quanto sia ambizioso il progetto di recupero dei
    castagneti della mia terra.

In un momento in cui tutto sembra remare contro a questa idea tengo a mente
che sono un rivoluzionario.

L’ingresso del Bagno La Cicala, di Marina di Massa

Sì, lo sono. Fabio Bertolucci è un rivoluzionario (e mi piace pure)!

E siccome essere rivoluzionari include una buona dose di creatività, ecco
che possono nascere iniziative come questa: non solo la Marocca è ottima
anche d’Estate, ma si può trovare pure in spiaggia!!!

  • Da un’idea concepita insieme con il Consorzio Riviera Toscana a seguito
    delle forti scosse di terremoto che nel 2013 hanno colpito la Lunigiana (e
    principalmente proprio Casola), è nata una collaborazione tra costa ed
    entroterra della provincia di Massa-Carrara, che io intitolai e nominai “la
    costa sostiene il suo entroterra”.

 

L’obiettivo (nobile) era proprio quello di sostenere le produzioni dell’entroterra gravemente colpito dal sisma.

Il Bagno La Cicala, di Marina di Massa

Ecco perché tra le pietanze che propongono i bar e ristoranti degli stabilimenti balneari della costa apuana, per colazione o anche all’ora dell’aperitivo si può trovare pure la Marocca di Casola.

E non di rado accade che i bagnanti, a fine vacanza, se la portino pure via!

Chissà che il pane di castagne non allevi la nostalgia del mare…

Fabio Bertolucci

  • Ps: approfitto per ringraziare pubblicamente il Bagno La Cicala, di Marina di Massa, uno dei maggiori sostenitori del progetto.

 

E pane sia (l’esperienza di Fabio Bertolucci e della Marocca di Casola ad Assisi)…

E Pane Sia – Bosco di San Francesco – Assisi (giugno 2014) …

Era una bella mattina di primavera e mi trovavo al forno intento ad osservare l’impasto della Marocca che stava riposando sulla tavola e viaggiavo libero tra i miei pensieri, immaginando quante storie e quanta vita vissuta la Marocca di Casola potrebbe raccontare ed è proprio in questo momento che squilla il telefono e riemergo dalle mie profondità per rispondere.

Non è uno dei numeri della rubrica. In questi casi ho sempre qualche remora… e ora chi è???

  • Inventarsi un mestiere così come ho fatto io, lontano dalle logiche odierne fa si che quando squilla il telefono ci si possa aspettare di tutto: scuole (da elementari alle Università), buongustai da ogni parte d’Italia che non trovano Regnano sul navigatore satellitare, giornalisti e tv.
E Pane Sia – Bosco di San Francesco – Assisi (giugno 2014) …

Può pure essere qualcuno che lamenta che non sa dove trovare la Marocca di Casola nella sua città (nessun problema! Ci sono le spedizioni) ma in generale sono sempre soddisfazioni.

  • Questa volta però, più che di soddisfazione si è trattato di un vero onore: a contattare Fabio Bertolucci e il piccolo Forno in Canoàra è nientemeno che il FAI: Fondo Ambiente Italiano!

Dall’altra parte del telefono la voce gentile di Alessandra, che mi invita ad un meraviglioso evento che si sarebbe tenuto a Giugno 2014 nello splendido scenario incantato del Bosco di San Francesco, ad Assisi.

Fabio Bertolucci mentre presenta la Marocca di Casola e racconta la sua storia a “E Pane Sia” – Assisi (giugno 2014)

L’evento si chiama E PANE SIA e vuole essere una mostra mercato sul mondo dei pani dell’Italia centrale: Pani e Dolci della Tradizione umbra, laziale, toscana e abruzzese.

  • Un percorso che racconti il pane attraverso i secoli, dal punto di vista culturale, simbolico, artistico e gastronomico, con un focus particolare sulla “dieta del viandante o pellegrino francescano”.

Alessandra mi spiega che in questo viaggio alla riscoperta delle radici e delle identità regionali, il FAI avrebbe piacere che fosse proprio la Marocca di Casola (considerata il pane dei pellegrini della Via Francigena), a rappresentare la Toscana.

Ci sono impegni ed occasioni dove so che è mio dovere culturale, nei confronti della mia terra e del suo popolo, accompagnare la Marocca di Casola a farsi conoscere ed emozionare e quindi non ci penso un attimo e dico subito sì. Ma Alessandra mi dice che non è finita qui e che sarebbe molto bello raccontare pure la mia storia, di un giovane che recupera un’antica tradizione e riesce a divulgarne l’esistenza, aprendo una nuova attività in un piccolo paese.

Nessun problema… Fabio e la Marocca sono già entusiasti.

Qualche scambio di mail nei mesi a seguire ed arriva il giorno dell’evento.

Partenza a mezzanotte, visto che non riuscivo a prendere sonno, con sosta prevista in autostrada considerati i tanti km che separano Regnano da Assisi.

Il viaggio trascorre tranquillo e arriviamo a destinazione alle prime luci dell’alba. Assisi è un posto meraviglioso e veramente evocativo. Per strada non c’è nessuno ed io mi concedo un piccolo pellegrinaggio fino alla meta designata: Il bosco di San Francesco.

  • Per certi aspetti il paesaggio è molto simile a quello del mio piccolo paese: il Bosco di San Francesco di Assisi è uno splendido esempio di paesaggio rurale italiano con le sue strutture e costruzioni in sasso, i terreni boschivi ed i campi coltivati, e ancora, radure e oliveti.

Si respira un’aria pulita, di un luogo assolutamente adatto per un cammino interiore, nella natura, nella storia e nel sacro.

Fabio Bertolucci con Alessandra – E Pane Sia – Bosco di San Francesco – Assisi (giugno 2014)

E qui, in questa armonia, mi abbandono e mi rilasso come fossi nel bel prato di Canoàra.

Giunge il mattino e di fronte al Monastero Santa Croce inizia il lavoro di allestimento. Finalmente conosco Alessandra, che mi dà tutte le indicazioni per questi due giorni, e mi mostra il programma che include anche il mio intervento.

  • Due giorni intensi e piacevolissimi. La Marocca ha come sempre fatto la sua parte, raccontando una grande Storia e regalando emozione. Si è trovata molto a suo agio immersa in tanta sacralità.

Ed io, che grazie a lei ho fatto questa bella esperienza, suggerisco a tutti i nostri amici che hanno in mente di visitare Assisi, di includere nel proprio programma anche una passeggiata nel Bosco di San Francesco, un luogo dove rinfrancare la Spirito.

Fabio Bertolucci