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Fabio Bertolucci: emozioni emesse dalla legna che brucia nel forno in Canoàra! (video)…

In questo video, Fabio Bertolucci il produttore della Marocca di Casola, si ferma a contemplare la fiamma che lentamente avvolge la legna che comincia a scaldare il forno dove da lì a poco cuoceranno le marocche.

  • Nell’attesa che il fuoco divampi davanti a lui – a pochi centimetri da quella fonte di calore, lì nel forno in Canoàra – ascolta in silenzio il canto della legna che brucia, ed esclama ad alta voce: “Che mestiere meraviglioso”!..

Quasi se ne fosse accorto per la prima volta…

 

Visite al Forno in Canoara? Non posso più chiamarli segnali…

Fabio con osvaldo davanti al forno
Fabio Bertolucci con Osvaldo Bizzari davanti al forno

Ho capito che non è più così: non sono più segnali.

Non hanno più carattere episodico, una tantum, le visite al Forno in Canoàra, ma sono diventate parte di un nuovo processo. Settimana dopo settimana, accade con regolarità che arrivi qualcuno fin qui, nel piccolo sperduto  paese di Regnano di Casola in Lunigiana, alla ricerca del forno  che produce la Marocca di Casola.

  • E in questo momento storico, le visite sono regolamentate dalla inevitabile confusione che contraddistingue tutti i nuovi processi, confusione che fa sì che spesso molti dei nostri visitatori tornino indietro a mani vuote. Sì perché è normale aspettarsi che un forno sia aperto tutti i giorni ma il Forno in Canoàra, devo proprio dirlo, è un forno un po’ speciale…

È possibile capitarvi di mattina e trovarvi 30 – 40 bambini impegnati in un laboratorio didattico per  imparare a fare il pane; così come trovarlo chiuso perché il fornaio, quel giorno, è tutt’altro che infarinato bensì sommerso da scartoffie di ogni genere e quindi è corso in città dal commercialista prima di impazzire; o ancora è in giro a gestire le public relations della Marocca di Casola.

Fabio Bertolucci davanti al suo forno con Ilaria Bacherini ldell'agriturismo Luna di Quarazzana
Fabio Bertolucci davanti al suo forno con Ilaria Bacherini ldell’agriturismo Luna di Quarazzana

A questo punto, è d’obbligo un intervento che possa andare nella direzione di vedere ripartire tutti con il sorriso e quindi, cari amici e fans della Marocca (e anche miei se proprio volete…) sappiate che, se volete acquistare una Marocca di Casola appena sfornata è possibile!!!

 

Segnatevi questi giorni e questi orari:

  • il mercoledì pomeriggio: mi trovate sicuramente, intento nella produzione per il giorno seguente (il giovedì), che è il giorno ufficiale delle consegne della Marocca di Casola nei locali delle città vicine.
  • Il venerdì pomeriggio: giorno di produzione per le fiere e mercati del week end.

In questi due giorni abituali di produzione, l’orario migliore per venire a prendere una bella Marocca di Casola è quello che va dalle 16:00 alle 18:00.

Fabio Bertolucci mentre preleva l'impasto con cui preparerà alcune Marocche di Casola...
Fabio Bertolucci mentre preleva l’impasto con cui preparerà alcune Marocche di Casola…

Ma niente paura se vi presentate un po’ prima. Il rischio in questo caso è di capitare in un momento di grande concentrazione sulla produzione e quindi di non potere godere della mia proverbiale ospitalità…

Ma quel che è peggio è che, se capitate in orario di produzione potrebbe esserci molto da aspettare. Nella migliore delle ipotesi, se siete fortunati, la Marocca sarà in forno a cuocere e potrebbe volerci anche un’ora prima di poterla portare via. Per me non è un problema, ma voi, avete un’idea della testa che vi farò nell’attesa, con i miei aneddoti e progetti?

  • In 10 anni della mia avventura con la Marocca di Casola credetemi, sono in grado di stendervi con tutto quello che ho fatto, combinato,  realizzato…

Quindi pensateci bene… io vi ho avvertito.

Ma se proprio volete essere certi di non tornare a casa vostra (e magari non siete neppure tanto vicini alla Lunigiana) a mani vuote, segnatevi il mio numero di cellulare: 347/23.54.711. E se non dovessi  rispondere lasciatemi pure un messaggio in segreteria. Prometto di ricontattarvi al più presto.

Un colpo di telefono è sempre utile anche perché non dimenticate che in fondo avete a che fare con un fornaio: gli anni trascorsi a produrre pane tutte le notti mi hanno un po’ sbomballato  quindi potrebbe venirmi voglia di capovolgere tutti i tempi e le regole odierne e di riimmergermi negli orari notturni per tornare ad ascoltare la notte e sfornare con la luce dell’alba.

Fabio Bertolucci

E mo chi è a suonare? Che domanda: ma l’Ilaria Bacherini e suo marito Stefano in visita al Forno in Canoàra…

Fabio Bertolucci davanti al suo forno con Ilaria Bacherini ldell'agriturismo Luna di QuarazzanaDi solito comincia Ringo, il mio cagnolone guardiano del forno. Poi, a seguire, Teddy il maturo Golden retriver dei miei zii Alba e Sergio, che abitano al piano superiore della bella casa accanto e per concludere il giovane Tom, il bel lupo di mio cugino lino, al piano terra della stessa
casa.

  • Questi sono i campanelli del Forno in Canoàra.
  • Quando “suonano” tutti e tre insieme non c’è dubbio: sta arrivando qualcuno.

E in questo frangente che, qualsiasi cosa io stia facendo (impastando, rassettando, scaldando il forno) mi domando testualmente e un po’ in dialetto: e mo chi è?

Subito comincio a guardarmi intorno:

  • Porca vacca, quella fascina di legna fine che ho lasciato tutta sparpagliata all’ingresso!
  • Porca vacca il forcone in mezzo al passo!
  • Porca vacca il computer acceso in equilibrio sopra la cesta messa in verticale a mo di scrivania ambulante!

Ma ormai è tardi per tirare tutto a lucido: chi ha suonato i tre campanelli sta già percorrendo in macchina o a piedi la discesa che porta al forno. E a me non resta che accogliere i miei ospiti uscendo, presentandoci ed invitandoli ad entrare con un inevitabile “non fate caso al casino…”.

Per fortuna la risposta è sempre la stessa: non preoccuparti, stai lavorando.

Questo è ciò che generalmente accade quando giungono visitatori al Forno in Canoàra e devo dire che le visite negli anni sono andate pian piano aumentando.

Un importante segnale per il magnifico ma poco conosciuto paese di Regnano, e un immenso piacere per me, che ho sempre creduto nella vocazione turistica di questa terra.

Ogni qualvolta arriva qualcuno alla porta mi sento felice e nonostante il caos e la mente concentrata sul forno che si scalda e la marocca che lievita mi intrattengo sempre con gran gioia con i miei ospiti.

  • Durante la loro permanenza scopro storie bellissime e mi rendo conto di quanto la marocca sia apprezzata e che belle emozioni sia capace di comunicare. In questi anni, con un grandissimo incremento in quest’ultimo periodo ho ricevuto visite molto diverse tra loro ma tutte piacevolissime.

L’ultima, in ordine di tempo, risale alla giornata del 23 settembre 2015.

Sono venuti a trovarmi Ilaria Bacherini e suo marito Stefano, che hanno un bellissimo agriturismo chiamato Luna di Quarazzana, nel paese omonimo… e da tempo propongono la Marocca di Casola ai loro ospiti.

E, come si conviene quando si lavora con amore, sono venuti a trovarmi per conoscere di persona me e la Marocca di Casola.

  • Conoscendoci, ho scoperto due persone entusiaste del loro lavoro e sono fiero che abbiano scelto noi per il loro menu. Ci siamo salutati con la promessa che andrò a trovarli e magari a raccontare personalmente la mia attività ai loro ospiti.

Ma prima che uscissero dal forno, ho voluto fare una foto con Ilaria, che voglio dedicare a tutti i visitatori che sono arrivati in questi anni al Forno in Canoàra per conoscere me e la marocca…

Grazie ad ognuno di loro!

Fabio Bertolucci

 

Un’ottima medicina…

viaggi di repubblicaChi mi conosce sa che c’è solo una cosa in grado di atterrarmi: il mal di gola!

  • I miei primi mesi da fornaio fecero tremare le persone a me vicine quando, considerati gli sbalzi termici a cui ero sottoposto ogni qualvolta entravo e uscivo dal forno, riuscii a prendermi una laringo-faringo-tracheite.

Forse poteva non essere il mestiere migliore per me…

Da allora ho imparato a stare molto attento anche se, al passaggio stagionale tra Estate e Autunno, sono pochi gli anni in cui me la sono scampata.

  • Quest’anno non ce l’ho fatta e da qualche giorno sono influenzato e ad energie zero.

Quand’è così, per farmi alzare dal letto ci vuole tutta!

 

Ma questa mattina la medicina giusta è arrivata per telefono.

 

  • Non si è trattato del dottore, bensì di una giornalista de La Repubblica che sta lavorando al prossimo numero di “Viaggi”, e precisamente all’inserto che uscirà mercoledì 30 settembre (2015)

Sono stato contattato per fornire informazioni utili per la buona riuscita dell’articolo e quindi, come spesso accade, mi sono ritrovato a raccontare la mia bella Lunigiana, i suoi prodotti, gli itinerari più interessanti da poter suggerire ai lettori, ed a segnalare i ristoranti dove si può trovare la miglior cucina locale.

  • Ovviamente, protagonista della mia intervista telefonica, è stata la Marocca di Casola con il suo Forno in Canoàra.

È stata una piacevolissima conversazione, che mi ha dato l’impulso per iniziare al meglio questa giornata.

Ora non mi resta che aver pazienza: che esca un nuovo importante articolo e che passi questo ennesimo mal di gola.

Fabio Bertolucci

 

Il prezzo della disorganizzazione (e dire che Giancarlo, il mio coach, me lo ripete da una vita)…

disorganizzazioneÈ successo l’anno scorso…

Ometto di citare il nome e luogo della fiera dove tutto questo è accaduto in quanto nonostante si tratti di un evento di buon livello, al quale io e la Marocca già negli anni scorsi avevamo partecipato con successo, mi viene una gran voglia irrazionale di parlarne male, anche se, tutto sommato si è rivelata per me un’esperienza senza dubbio molto educativa.

  • Un’esperienza che ho acquisito ad un certo prezzo…

Rispetto ai tanti appuntamenti che vedono me e la Marocca di Casola percorrere centinaia di chilometri, questa volta siamo rimasti nel territorio regionale.

E devo ammettere che proprio per questo motivo nel corso della settimana, in vista del week end, mi sono un po’ rilassato. Un po’ troppo…

Del resto conoscevo la tipologia dell’evento, l’afflusso di pubblico previsto, il contesto in cui mi sarei trovato. Insomma, con un po’ troppa leggerezza ho lasciato che il fine settimana si avvicinasse, senza preoccuparmi di alzare il telefono per chiedere qualche informazione in più, limitandomi a confermare la partecipazione e l’orario di arrivo previsto, intorno alle ore 15 del sabato pomeriggio.

cropped-Marocca-di-Casola.jpgArriva la mattina del sabato e, fresco e riposato, comincio a caricare il mitico belva 3, il pulmino che porta in giro la Marocca di Casola.

Mi aspetto due giorni fatti di piacevolissime chiacchiere con tante persone, il solito grande successo della Marocca, che viene sempre apprezzata dal pubblico di tutte le età ed un riscontro economico giusto, col quale fare rientro al Forno in Canoara la domenica sera.

Pronto per partire, saluto la mia famiglia, il mio cane Ringo, che resta di guardia al Forno e via…

  • Un’oretta di viaggio ed eccomi arrivato nel cuore della Toscana, pronto per iniziare il mio lavoro con il solito sorriso e quella energia elettrizzante che mi prende ogni volta che sto per mettere in discussione la mia scommessa imprenditoriale.

Come sempre, ora tutto dipende dalla qualità della Marocca e dalla mia voglia di vendere fino all’ultima pagnotta.

Tutto come al solito quindi , anche se ancora non avevo fatto i conti con la sufficienza con cui avevo organizzato la mia partecipazione alla manifestazione e che presto avrebbe mostrato i suoi effetti.

Parcheggio temporaneamente il pulmino sulla strada, di fronte alle transenne che bloccano l’accesso ai mezzi e mi reco laddove si trovano i gazebi per prendere rapidamente posto, ma scambiando due parole con gli altri espositori mi rendo conto che non sapevano un granché del mio arrivo e neppure dove si trovasse lo stand della Marocca.

Immediatamente telefono all’organizzazione ma non riesco a mettermi in contatto con il referente, sicuramente indaffarato tra mille faccende.

Quindi comincio la sua ricerca avventurandomi per la fiera, che scopro essere cresciuta rispetto agli anni precedenti: ogni piazza ospita stand e padiglioni ricchi delle migliori prelibatezze regionali e non, e passeggiando incontro tanti amici e colleghi produttori con i quali mi intrattengo per un po’.

Questi mi manifestano una grande fiducia per l’esito della manifestazione, peccato però per i costi di partecipazione!!!

Quali costi??? dico io.

Ecco che la mia scarsa organizzazione iniziava a dare i suoi frutti amari: non mi ero preoccupato di informarmi se, nel corso di questi anni, qualcosa fosse cambiato rispetto ai miei ricordi ai quali mi ero affidato.

30 euroScopro così che il costo della zona dove ci troviamo io e la Marocca è legato all’occupazione del suolo pubblico, e cioè 30 euro.

Pazienza mi dico, ci sta… il suolo pubblico si paga un po’ ovunque e se proprio avessi voluto risparmiare questa somma avrei dovuto preoccuparmene prima e cercare di farmi ospitare.

  • Individuata la mia postazione, con sorpresa non trovo un tavolino davanti a me. Eppure ricordavo chiaramente che l’ultima volta il tavolo c’era: un tavolo e ben due sedie! Un po’ seccato mi reco nuovamente dall’organizzazione e domando chi avesse preso il mio tavolo, ma la risposta che ricevo è che l’associazione dei produttori aveva deliberato che quest’anno ciascuno avrebbe provveduto autonomamente, evitando il costo aggiuntivo di questo servizio comunale.

Ma niente paura! C’è sempre la possibilità di noleggiarli!

Comincio a rabbuiarmi un pochettino al ché, chi di dovere giustamente mi dice: ma scusa, non hai letto le e-mail?

  • Le e-mail…
  • Sì, forse una…
  • Il solito regolamento delle fiere, orari di allestimento, sanzioni per eventuali comportamenti scorretti. Le altre mi devono essere sfuggite…

5 euroPrendo il tavolo ed aggiungo alla mia spesa non preventivata altri  5 euro.

Pazienza dico… Colpa mia che non ho letto tutte le e mail.

Bene! A questo punto non resta che allestire il banco, riempire la “paniera” con le Marocche e dirigermi verso il pulmino per portarlo nel parcheggio per gli espositori.

Per fortuna becco il vigile proprio nella strada dove era momentaneamente parcheggiato il belva 3 e, indicandoglielo, gli chiedo dove devo parcheggiarlo.

 

Lui, girandosi mi dice: “ah… il pulmino a cui ho dovuto fare la multa… ”

MulteIn effetti, era un po’ che girottolavo per la città ed ora il mio pulmino era rimasto l’unico fermo in sosta sulla strada mentre tutti gli altri nel frattempo si erano già belli e parcheggiati al posto giusto.

Provo, con la faccia tosta e la delicatezza che si conviene in questi casi, a farmi togliere la contravvenzione ma quattordici anni di patente mi hanno insegnato dove esistono margini per intenerire gli ufficiali e questo è uno di quelli irremovibili.

Prendo il mio foglietto rosa posto sotto il tergicristallo e aggiungo  29,50 euro  alla lista dei “Pazienza”

Conduco il pulmino al parcheggio, che non è più quello espositori che è pieno, ma bensì quello a qualche km di distanza, e salgo sul bus navetta che mi riconduce in centro.

  • Mi rendo conto di essere un po’ nervoso: avevo ormai perso minuti preziosi per la vendita e mi sembrava una di quelle circostanze storte al quale fare buon viso ed attendere che qualcosa cambi.

Intanto scende la sera e c’è ancora qualcosa di cui mi devo occupare: dove dormire!

Sapevo che nelle vicinanze si trova un piccolo convento che offre la possibilità di pernottare con poco più di venti euro. Lo raggiungo ma scopro che è al completo perché pieno di studenti.

Che bella cosa mi dico, tanta gioventù in un luogo spirituale.

Non resta che trovare un’altra sistemazione.

Ho spesso fatto sacrifici in tal senso, a volte ho dormito perfino in pulmino per risparmiare qualcosina nei momenti di difficoltà, non mi vergogno a confessarlo.

Ma considerato che insieme a me c’è una meravigliosa ragazza che ha deciso di farmi compagnia non potevo certo optare per questa soluzione.

Con una certa urgenza, viste le tenebre che calano, continuiamo la ricerca e troviamo un hotel poco lontano: completo; il b&b poco fuori, ma al telefono non risponde nessuno.

4 Sterne Hotel Schild - Gold auf SchwarzResta solo il 4 stelle fighissimo che dà sulla vallata che, per fortuna, ha ancora una stanza.

Un domani, lavorando con criterio e impegno chissà quanti begli hotel del genere potranno ospitarmi nei miei viaggi con la Marocca. Ora tuttavia ancora non posso permettermeli ma, guardando gli occhi di lei, che brillano di fronte a tanta bellezza mi dico:

“e che cavolo Fabio, dai! Per una volta! Guarda com’è contenta!”

E così prendo la camera e saliamo. Durante il tragitto in ascensore non riesco a fare a meno di chiedermi quanto avrei dovuto pagare l’indomani mattina per quel piccolo lusso.

Il mio dubbio si dissipa in pochi attimi, quando cioè, richiudendo dietro di me la porta della bellissima stanza, leggo sul cartello che vi è affisso il costo per una notte.

Stramazzo sul letto che per fortuna era subito alle mie spalle e questa volta non riesco più a dire pazienza:

130 euro!

Comincio a prendermela con la sorte, con le persone, con tutto all’infuori di me anche se so benissimo che la colpa di tutto questo spendere è solo mia.

 

È stata la mia disorganizzazione a trasformarsi in tutti questi costi in più.

Faccio un rapido conto e mi accorgo che tutti questi costi sbilanciavano pesantemente le mie aspettative di reddito del fine settimana. Il sabato era praticamente trascorso e non restava che sperare nel grande successo domenicale della Marocca per limitare i danni.

E infatti per fortuna è così…

La domenica si rivela un successo di pubblico, successo questo sì, in linea coi miei ricordi: tantissima gente, un pubblico molto attento ai prodotti tipici come è da sempre quello toscano.

  • Trovo anche un paio di contatti molto interessanti che, come dico sempre, valgono più della fiera stessa in quanto il futuro della Marocca risiede proprio nell’essere presente nei migliori locali di tutta Italia.

E quindi, alla fine, posso solo fare un “mea culpa” per gli errori commessi.

Non sono mai andato molto d’accordo con l’organizzazione e il fatto che molti mi reputino un’artista per quello che la mia immaginazione ha sviluppato in questi anni e che quindi abbia una predilezione per un emisfero cerebrale piuttosto che l’altro non può essere una scusa.

Finché non si diventa adulti la disorganizzazione o la sufficienza si pagano in modo diverso, forse più indolore all’apparenza: voti poco buoni a scuola, l’etichetta di persona sbadata o spensierata ecc.

  • Ma quando si è adulti, nel mondo del lavoro, la disorganizzazione e la leggerezza si traducono in un prezzo reale in termini di denaro.

L’ho provato spesso sulla mia pelle a mie spese ma questa volta, forse, è l’ultima…

Fabio Bertolucci

E pane sia (l’esperienza di Fabio Bertolucci e della Marocca di Casola ad Assisi)…

E Pane Sia – Bosco di San Francesco – Assisi (giugno 2014) …

Era una bella mattina di primavera e mi trovavo al forno intento ad osservare l’impasto della Marocca che stava riposando sulla tavola e viaggiavo libero tra i miei pensieri, immaginando quante storie e quanta vita vissuta la Marocca di Casola potrebbe raccontare ed è proprio in questo momento che squilla il telefono e riemergo dalle mie profondità per rispondere.

Non è uno dei numeri della rubrica. In questi casi ho sempre qualche remora… e ora chi è???

  • Inventarsi un mestiere così come ho fatto io, lontano dalle logiche odierne fa si che quando squilla il telefono ci si possa aspettare di tutto: scuole (da elementari alle Università), buongustai da ogni parte d’Italia che non trovano Regnano sul navigatore satellitare, giornalisti e tv.
E Pane Sia – Bosco di San Francesco – Assisi (giugno 2014) …

Può pure essere qualcuno che lamenta che non sa dove trovare la Marocca di Casola nella sua città (nessun problema! Ci sono le spedizioni) ma in generale sono sempre soddisfazioni.

  • Questa volta però, più che di soddisfazione si è trattato di un vero onore: a contattare Fabio Bertolucci e il piccolo Forno in Canoàra è nientemeno che il FAI: Fondo Ambiente Italiano!

Dall’altra parte del telefono la voce gentile di Alessandra, che mi invita ad un meraviglioso evento che si sarebbe tenuto a Giugno 2014 nello splendido scenario incantato del Bosco di San Francesco, ad Assisi.

Fabio Bertolucci mentre presenta la Marocca di Casola e racconta la sua storia a “E Pane Sia” – Assisi (giugno 2014)

L’evento si chiama E PANE SIA e vuole essere una mostra mercato sul mondo dei pani dell’Italia centrale: Pani e Dolci della Tradizione umbra, laziale, toscana e abruzzese.

  • Un percorso che racconti il pane attraverso i secoli, dal punto di vista culturale, simbolico, artistico e gastronomico, con un focus particolare sulla “dieta del viandante o pellegrino francescano”.

Alessandra mi spiega che in questo viaggio alla riscoperta delle radici e delle identità regionali, il FAI avrebbe piacere che fosse proprio la Marocca di Casola (considerata il pane dei pellegrini della Via Francigena), a rappresentare la Toscana.

Ci sono impegni ed occasioni dove so che è mio dovere culturale, nei confronti della mia terra e del suo popolo, accompagnare la Marocca di Casola a farsi conoscere ed emozionare e quindi non ci penso un attimo e dico subito sì. Ma Alessandra mi dice che non è finita qui e che sarebbe molto bello raccontare pure la mia storia, di un giovane che recupera un’antica tradizione e riesce a divulgarne l’esistenza, aprendo una nuova attività in un piccolo paese.

Nessun problema… Fabio e la Marocca sono già entusiasti.

Qualche scambio di mail nei mesi a seguire ed arriva il giorno dell’evento.

Partenza a mezzanotte, visto che non riuscivo a prendere sonno, con sosta prevista in autostrada considerati i tanti km che separano Regnano da Assisi.

Il viaggio trascorre tranquillo e arriviamo a destinazione alle prime luci dell’alba. Assisi è un posto meraviglioso e veramente evocativo. Per strada non c’è nessuno ed io mi concedo un piccolo pellegrinaggio fino alla meta designata: Il bosco di San Francesco.

  • Per certi aspetti il paesaggio è molto simile a quello del mio piccolo paese: il Bosco di San Francesco di Assisi è uno splendido esempio di paesaggio rurale italiano con le sue strutture e costruzioni in sasso, i terreni boschivi ed i campi coltivati, e ancora, radure e oliveti.

Si respira un’aria pulita, di un luogo assolutamente adatto per un cammino interiore, nella natura, nella storia e nel sacro.

Fabio Bertolucci con Alessandra – E Pane Sia – Bosco di San Francesco – Assisi (giugno 2014)

E qui, in questa armonia, mi abbandono e mi rilasso come fossi nel bel prato di Canoàra.

Giunge il mattino e di fronte al Monastero Santa Croce inizia il lavoro di allestimento. Finalmente conosco Alessandra, che mi dà tutte le indicazioni per questi due giorni, e mi mostra il programma che include anche il mio intervento.

  • Due giorni intensi e piacevolissimi. La Marocca ha come sempre fatto la sua parte, raccontando una grande Storia e regalando emozione. Si è trovata molto a suo agio immersa in tanta sacralità.

Ed io, che grazie a lei ho fatto questa bella esperienza, suggerisco a tutti i nostri amici che hanno in mente di visitare Assisi, di includere nel proprio programma anche una passeggiata nel Bosco di San Francesco, un luogo dove rinfrancare la Spirito.

Fabio Bertolucci