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Fabio Bertolucci: “Ma il tempo passa oppure no???”…

io con il mio amico Daniele Barbieri in mezzo al grano che sta crescendo
Fabio Bertolucci (a sinistra), con il suo grande amico Daniele Barbieri, in mezzo al grano che sta crescendo a Regnano di Casola (Lunigiana)…

Di fronte a questa foto (scattata a febbraio 2011) non saprei come rispondere. Un campo, un amico d’infanzia, Regnano.

Qualcosa è cambiato e qualcosa sicuramente è rimasto come un tempo, quando io, Daniele e gli altri bambini del paese ci ritrovavamo a giocare nei prati.

  • Oggi Daniele è un ottimo agricoltore, nonostante la giovane età, trentatré anni come me.

Ed è l’artefice di una rinascita importante per il nostro territorio: a differenza dei prati dove correvamo nella nostra infanzia, nella foto sopa siamo in mezzo al grano! Quel grano che ho poi trasformato in pane e usato come ingrediente della Marocca di Casola a km zero e che Daniele ha seminato.

Il tempo passa, le responsabilità aumentano e si diventa uomini. Arriva il tempo delle decisioni, di diventare  gli adulti del mondo.

Ora il futuro è nelle nostre mani e ce la metteremo tutta per dire la nostra, nel nostro tempo.

Da uomini adulti e con la stessa semplicità di quando eravamo bambini.

Fabio Bertolucci

 

La Marocca di Casola: ingredienti e dove nasce (la Lunigiana)!

io con il mio amico Daniele Barbieri in mezzo al grano che sta crescendo
Fabio Bertolucci con il suo grande amico Daniele Barbieri in mezzo al grano che sta crescendo…

Ho scelto, fin da quando ho iniziato la mia avventura di giovane fornaio, ormai 10 anni fa, di puntare sempre alla massima qualità del prodotto, partendo da un’accurata scelta delle materie prime per giungere, nel corso degli anni, ad acquisire conoscenze specifiche della panificazione e migliorare sempre di più.

ed ecco il grano nella mia mano
Ed ecco il grano nella mano di Fabio Bertolucci

Migliorare sempre è un obiettivo che ogni buon artigiano, imprenditore (ma
non solo) deve tenere costantemente a mente.

Ma quando il prodotto si chiama Marocca di Casola, la sfida diventa più grande e importante perché questo piccolo pane è simbolo di Storia e Cultura e rappresenta una tradizione che può e deve proseguire nel rispetto della sua identità.

 

L’identità di un territorio e della sua gente.

E questo significa non solo fare in modo che qualità delle materie prime e studio attento e approfondito della nobile arte della panificazione rendano la Marocca di Casola un prodotto tipico sempre buonissimo.

La macina del Molino Malatesta in funzione
La macina del Molino Malatesta in funzione con le castagne dentro…

Ma anche e sopratutto che essa diventi lo strumento per un fortissimo messaggio di sviluppo economico sostenibile, rispetto del territorio, del paesaggio e dell’ambiente.

Un esempio positivo che possa raggiungere il cuore e le coscienze di chi crede ancora in un mondo buono pulito e giusto, come insegna Slow Food.

Ecco perché il Mondo deve conoscere la ricetta della Marocca di Casola e gli ingredienti che la compongono.

Le patate da noi seminate e in fase di raccolta…

Ma non le loro dosi nell’impasto (quelle me le tengo per me) molto di più: le persone che contribuiscono a darle vita e il territorio da dove arrivano le materie prime.

Fabio Bertolucci