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Il Forno in Canoàra e il cielo (splendido) di Lunigiana!

immagine alba

 

Edo, prendi una sedia!!!

Un grido spezza la quiete di un tardo pomeriggio del paese di Regnano, rivolto ad un amico del Forno in Canoàra: Edoardo.

  • Edoardo è un mio giovane collaboratore, regnanino acquisito, che a volte porta in fiera la Marocca di Casola, ed è venuto al Forno per ragionare sulle fiere del Week End.

Lui lo sa che sono un po’ matto, che bisogna prendermi così e che  venire a trovarmi può voler dire aprire 4 o 5 argomenti paralleli che poi ci vuole una vita a concludere. Specie quando le giornate filano lisce, il mio animo è tranquillo ed io sono sereno.

Perciò non credo che si sia stupito quando il tenore dei discorsi che stavamo imbastendo è stato sovrastato da questo mio grido.

  • Con le Marocche in forno e l’impastatrice già pulita ci stanno quattro passi fuori dal forno, soprattutto quando le giornate sono ancora belle come sta accadendo in questo Novembre soleggiato.

Ed è così che appena uscito la serenità del mio animo si è confusa con quella del cielo, che  stava preparando un tramonto di quelli che lasciano senza fiato.

  • Conosco il cielo di Lunigiana e quello che è in grado di disegnare al calar del sole: uno spettacolo meraviglioso, una visione da contemplare che pervade l’anima.

Fin da bambino mi dissolvevo in questa armonia, che è in grado di trasmettere un senso di eternità, ma che di fatto dura solo qualche minuto: il tempo in cui il sole se ne va dietro al monte, un po’ più su o più giù a seconda del periodo dell’anno.

 

Dai camina Edo!!! (una m in meno, come da vocabolario del dialetto regnanino).

 

L’ho invitato a raggiungermi sul retro del forno, da dove si gode una vista meravigliosa che va dalle Alpi Apuane alla valle che raggiunge il mare.

  • Il mio ospite è rimasto un po’ perplesso, ma il tempo stringeva e non si può perdere un tramonto così…
  • Quindi, da buon padrone di casa ho preso al volo due sedie e sono tornato sul retro, piazzandole in direzione del tramonto. Ed eccoci lì, come al cinema…

Di fronte ad un effetto  molto più che speciale: naturale. Quanto di più vero possa esserci.

Pochi minuti ed il sole è calato, ed io e Edo siamo tornati alle nostre questioni lavorative.  Col solito puntiglio e l’animo leggero più che mai.

Fabio Bertolucci

 

 

Osvaldo Bizzari: da Regnano a Kabul!

bandiera italianaUna visita sempre lieta, un uomo di quelli che ti fanno sentire orgoglioso di essere Italiano.

  • Osvaldo Bizzari è un grande Generale dell’Esercito Italiano, Regnanino doc. Un uomo in grado di contagiare con la sua carica positiva straordinaria.

Io e la Marocca di Casola ci chiediamo spesso durante l’anno quando ci verrà a trovare ed oggi pomeriggio, mercoledì 30 settembre 2015, Osvaldo ha bussato alla porta del Forno in Canoàra e vederlo è stato un immenso piacere.

Ho per lui una stima ed un affetto enormi.

Mi sento legato a questo grande uomo da quando, la sera del 10 novembre 2009, aprendo la posta elettronica ho trovato una sua splendida mail che ho custodito come un tesoro per anni.

Oggi, la pubblico qui di seguito in questo post con il suo permesso, e spero che possa regalare a tutti i lettori del blog e fans della Marocca di Casola, le belle emozioni che ha regalato a me.

Vi lascio alle sue parole. Buona lettura a tutti…

Fabio Bertolucci

Fabio con osvaldo davanti al forno
Fabio Bertolucci con Osvaldo Bizzari davanti al forno…

 

L’email di Osvaldo Bizzari…

Caro Fabio, e un Regnanino doc che ti scrive da 7000 Km di distanza. Attualmente sono a Kabul e lavoro presso l’Ambasciata.

  • Facendo “zaping” su  internet ho scoperto il tuo blog… fantastico!! mi ha riportato indietro nel  tempo quando nella mia infanzia ..mia nonna DALGI ma anche mia mamma COSTANZA, assieme al pane, sfornavano anche due o tre marocche.

Era la lotta con i miei fratelli e sorella ad averla tra le mani per mangiarla!! Hai proprio ragione..in uno dei tuoi inserti parli del profumo emanato dal forno a legna appena si sforna il pane.. solo chi lo ha vissuto.. può capirti.

Anche questi profumi mi riportano indietro nel tempo nelle aie piene di grano pronto per essere trebbiato.. con il forno a legna che per l’occasione sfornava pane fresco per essere mangiato a casa di Cesarino, Maurilio,

  • Berto,.. Nando,.. Renzo Fabio …. nella meritata cena serale offerta agli operai addetti alla trebbia di Mignani (io ero uno di loro) che tempi!!!

Ti scrivo da un angolo di mondo dove i bambini, scalzi e svestiti  cercano cibo nelle discariche, ….. che ti guardano con occhioni tristi e non sorridono mai. Avezzi alla sofferenza già da piccoli dove la differenza tra la vita e la morte è una lotta giornaliera dove non c’è il forno a legna che emana  il profumo del pane appena sfornato ma l’odore della povertà di un popolo che forse non avrà futuro!!!

Complimenti ancora e appena sarò a Regnano se me lo permetti verro a visitare la Tua azienda ed il tuo forno…. magari  alle 4 del mattino quando sforni..!!

Con amicizia, affetto e stima.
A T
SALUT…
Osvaldo

 

Fabio con Osvaldo
Fabio Bertolucci con Osvaldo Bizzari…

 

La risposta di Fabio Bertolucci ad Osvaldo Bizzari

Carissimo Osvaldo, l’emozione è stata intensa quando ieri sera, aprendo la posta, ho potuto leggere le tue bellissime parole. Ho subito chiamato mia mamma e mia sorella davanti al computer per condividerla con loro.

  • Sai, qui in paese siamo rimasti in pochi ma io non ho mai smesso di credere che la nostra terra abbia ancora tanto da dare e da dire. Per questo sono rimasto qui. A volte, scrivendo gli articoli per il blog mi chiedo se non sia una cosa inutile, lontana dalle persone di questo mondo sempre più veloce che corre incontro a chissà che…

La tua mail mi ha fatto capire che non è così e che anzi è importante che continui a raccontare la vita quassù.

Hai dato una grande carica di energia e fiducia a questo giovane imprenditore che spesso un po’ si scoraggia di fronte alle difficoltà che incontra e che ancora non sa gestire in modo professionale.

Ma qui è la mia vita ed il messaggio che vorrei lanciare.

C’è un mondo meraviglioso a portata di mano, nella campagna e nelle piccole cose semplici e quotidiane della vita.

  • Con la mente spesso torno al passato, alla mia infanzia, quando ancora il paese era vivace. Ed ho dei ricordi bellissimi.
  • I ricordi che hai tu purtroppo non mi appartengono ma spesso sogno un Regnano di nuovo vivo, con tanta gente.
  • Magari in villeggiatura come accadeva allora.
  • Chissà che per come va il mondo non si ritorni un po’ al passato…

Un domani spero di aprire un bell’agriturismo. Avere ospiti ai quali offrire l’opportunità di trascorrere un po’ di tempo fuori dal caos, nella natura. Sarei felice se riuscissi in questo ma già sono felice di essere rimasto quì, di lavorare in Canoàra, che non l’avrei mai creduto.

  • E di portare in giro la Marocca, che sta diventando un prodotto tipico importantissimo e quest’anno spero di farla arrivare un po’ in tutta Italia, spedendola. Devo solo ultimare la confezione e ragionare un po’ sui costi…

Quando ritorni in paese, sarà un’immenso piacere ricevere la tua visita al forno. Io non panifico tutte le notti, perchè la Marocca dura una settimana e quindi riesco a produrla anche durante il giorno. Ma quando faccio il nostro pane di Regnano allora è notte e tu potrai venire quando vorrai. Sarà una grande gioia.

Ti porto i saluti di tutta la mia famiglia e ricambio la tua stima. Noi regnanini siamo tutti orgogliosi di te.

Un grande abbraccio e rimaniamo in contatto, nell’attesa di vederci quassù. Ora ho molta più forza per non smettere mai di credere nella nostra terra e nei nostri valori.

Fabio

Uffa, che p…. (prendendo di petto l’inizio settimana)!

Fabio Bertolucci con Alessandra (a sinistra di Fabio i testaroli sul fuoco)...
Fabio Bertolucci con Alessandra (a sinistra di Fabio i testaroli sul fuoco)…

Lunedì mattina, sappiamo tutti cosa significa!!!

In poche parole potremmo riassumerlo così: CHE PALLE!!!

  • Ognuno lo affronta (il lunedì) a seconda di cosa abbia fatto di bello o di brutto nel fine settimana e, soprattutto, se si è ricaricato o meno le proprie pile…

Per quanto mi riguarda, il lunedì mattina ho sempre un gran bisogno di riposarmi dagli impegni fieristici del week end e tendo ad indugiare sotto le coperte un po’ più a lungo del solito.

Fabrizio (con il testarolo in mano) e fabio Bertolucci...
Fabrizio (con il testarolo in mano) e fabio Bertolucci…

Ma come insegna il manuale del buon imprenditore, non è mai consigliabile
lasciare andare il tempo.

Crescendo, poi, l’esperienza ed il senso pratico mi hanno fatto capire che
non è affatto saggio rinviare e accumulare troppe cose da fare e che vale assolutamente la pena trovare l’energia per approfittare anche delle prime ore della settimana.

E a darmi il definitivo impulso ad agire, il mio personale concetto del tempo maturato negli anni, riflettendo sulla sacralità della vita.

Ecco come ho imparato ad attivarmi fin dal lunedì mattina.

Da programma settimanale ormai consolidato, dedico la giornata del lunedì alla registrazione dei conti, all’analisi delle fiere appena terminate, ai vari passaggi in posta, banca e commercialista. Agli acquisti, i pagamenti e persino al recupero crediti.

Una mole di attività che sconfinano regolarmente nel Martedì.

Del resto è quasi inevitabile: sono tutti aspetti fondamentali che meritano di essere gestiti nel migliore dei modi.

1Questo atteggiamento mi permette di lavorare bene e serenamente per tutta la settimana, tenendo lontano ansia e frenesia, due stati d’animo invisi al Forno in Canoàra.

  • Ma non solo!
  • Mi sono accorto che così facendo si è creato spazio anche per
    qualche piacevole diversivo.

Insomma, sempre bene ed intelligente unire l’utile al dilettevole ed è quello che ho fatto questo martedì mattina, mentre mi trovavo a Pontremoli, all’estremo opposto di Lunigiana rispetto a Casola, per sbrigare alcune delle faccende segnate in agenda.

4Mi sono detto: perché non andare a trovare Alessandra e Fabrizio? Due dei più grandi produttori del tradizionale Testarolo pontremolese Presidio Slow Food.

Quindi, cellulare alla mano chiamo subito Fabri che risponde dopo qualche squillo, visto che si trovava al lavoro. Mi faccio dare le indicazioni basilari per raggiungerli e in men che non si dica raggiungo Rossano, un piccolo borgo che mi ricorda molto il mio Regnano.

O forse sarà perché insieme a due amici così mi sento praticamente a casa.

Ale e Fabri da tempo mi hanno invitato a visitare il loro nuovissimo laboratorio e finalmente ci sono riuscito!

Al mio arrivo trovo uno scenario davvero affascinante: il testarolo in fase di preparazione, con il testo che si scalda sulla brace.

5Tra qualche chiacchiera, un buon caffè ed i testaroli che cuociono, ragioniamo sui prossimi impegni fieristici che ci attendono e al termine della mia visita posso dire che hanno fatto davvero un gran bel lavoro.

Giunto il tempo di partire, Alessandra mi accompagna alla macchina, e con lei due testaroli appena fatti che hanno aromatizzato tutto il viaggio di ritorno all’altro capo di Lunigiana…

La giornata non poteva che concludersi con cena a base di testarolo, condito al pesto ed ai funghi.

Poi, in poltrona davanti al camino acceso, computer sulle gambe, a scrivere un altro post per il blog (proprio questo).

Fabio Bertolucci

E mo chi è a suonare? Che domanda: ma l’Ilaria Bacherini e suo marito Stefano in visita al Forno in Canoàra…

Fabio Bertolucci davanti al suo forno con Ilaria Bacherini ldell'agriturismo Luna di QuarazzanaDi solito comincia Ringo, il mio cagnolone guardiano del forno. Poi, a seguire, Teddy il maturo Golden retriver dei miei zii Alba e Sergio, che abitano al piano superiore della bella casa accanto e per concludere il giovane Tom, il bel lupo di mio cugino lino, al piano terra della stessa
casa.

  • Questi sono i campanelli del Forno in Canoàra.
  • Quando “suonano” tutti e tre insieme non c’è dubbio: sta arrivando qualcuno.

E in questo frangente che, qualsiasi cosa io stia facendo (impastando, rassettando, scaldando il forno) mi domando testualmente e un po’ in dialetto: e mo chi è?

Subito comincio a guardarmi intorno:

  • Porca vacca, quella fascina di legna fine che ho lasciato tutta sparpagliata all’ingresso!
  • Porca vacca il forcone in mezzo al passo!
  • Porca vacca il computer acceso in equilibrio sopra la cesta messa in verticale a mo di scrivania ambulante!

Ma ormai è tardi per tirare tutto a lucido: chi ha suonato i tre campanelli sta già percorrendo in macchina o a piedi la discesa che porta al forno. E a me non resta che accogliere i miei ospiti uscendo, presentandoci ed invitandoli ad entrare con un inevitabile “non fate caso al casino…”.

Per fortuna la risposta è sempre la stessa: non preoccuparti, stai lavorando.

Questo è ciò che generalmente accade quando giungono visitatori al Forno in Canoàra e devo dire che le visite negli anni sono andate pian piano aumentando.

Un importante segnale per il magnifico ma poco conosciuto paese di Regnano, e un immenso piacere per me, che ho sempre creduto nella vocazione turistica di questa terra.

Ogni qualvolta arriva qualcuno alla porta mi sento felice e nonostante il caos e la mente concentrata sul forno che si scalda e la marocca che lievita mi intrattengo sempre con gran gioia con i miei ospiti.

  • Durante la loro permanenza scopro storie bellissime e mi rendo conto di quanto la marocca sia apprezzata e che belle emozioni sia capace di comunicare. In questi anni, con un grandissimo incremento in quest’ultimo periodo ho ricevuto visite molto diverse tra loro ma tutte piacevolissime.

L’ultima, in ordine di tempo, risale alla giornata del 23 settembre 2015.

Sono venuti a trovarmi Ilaria Bacherini e suo marito Stefano, che hanno un bellissimo agriturismo chiamato Luna di Quarazzana, nel paese omonimo… e da tempo propongono la Marocca di Casola ai loro ospiti.

E, come si conviene quando si lavora con amore, sono venuti a trovarmi per conoscere di persona me e la Marocca di Casola.

  • Conoscendoci, ho scoperto due persone entusiaste del loro lavoro e sono fiero che abbiano scelto noi per il loro menu. Ci siamo salutati con la promessa che andrò a trovarli e magari a raccontare personalmente la mia attività ai loro ospiti.

Ma prima che uscissero dal forno, ho voluto fare una foto con Ilaria, che voglio dedicare a tutti i visitatori che sono arrivati in questi anni al Forno in Canoàra per conoscere me e la marocca…

Grazie ad ognuno di loro!

Fabio Bertolucci

 

Un’ottima medicina…

viaggi di repubblicaChi mi conosce sa che c’è solo una cosa in grado di atterrarmi: il mal di gola!

  • I miei primi mesi da fornaio fecero tremare le persone a me vicine quando, considerati gli sbalzi termici a cui ero sottoposto ogni qualvolta entravo e uscivo dal forno, riuscii a prendermi una laringo-faringo-tracheite.

Forse poteva non essere il mestiere migliore per me…

Da allora ho imparato a stare molto attento anche se, al passaggio stagionale tra Estate e Autunno, sono pochi gli anni in cui me la sono scampata.

  • Quest’anno non ce l’ho fatta e da qualche giorno sono influenzato e ad energie zero.

Quand’è così, per farmi alzare dal letto ci vuole tutta!

 

Ma questa mattina la medicina giusta è arrivata per telefono.

 

  • Non si è trattato del dottore, bensì di una giornalista de La Repubblica che sta lavorando al prossimo numero di “Viaggi”, e precisamente all’inserto che uscirà mercoledì 30 settembre (2015)

Sono stato contattato per fornire informazioni utili per la buona riuscita dell’articolo e quindi, come spesso accade, mi sono ritrovato a raccontare la mia bella Lunigiana, i suoi prodotti, gli itinerari più interessanti da poter suggerire ai lettori, ed a segnalare i ristoranti dove si può trovare la miglior cucina locale.

  • Ovviamente, protagonista della mia intervista telefonica, è stata la Marocca di Casola con il suo Forno in Canoàra.

È stata una piacevolissima conversazione, che mi ha dato l’impulso per iniziare al meglio questa giornata.

Ora non mi resta che aver pazienza: che esca un nuovo importante articolo e che passi questo ennesimo mal di gola.

Fabio Bertolucci

 

Regnano: prima e dopo (il paese di Fabio Bertolucci, il produttore della Marocca di Casola)…

  • Una bella immagine di Regnano, il mio paese, visto dai terreni dove sta crescendo il grano che diventerà la farina del Forno in Canoàra.
 
  • Ed una di qualche anno fa… (una cartolina degli anni ’60).

Regnano è uno splendido paese di campagna. Io gli devo molto. Se ho scelto di rimanere qui, nella natura e nella semplicità, è perché qui c’è tutto me stesso.

Fabio Bertolucci

Caprigliola celebra la Madonna del Buon Consiglio

CAPRIGLIOLA-LUMINARIA-NAVALESI-988x741Questo fine settimana si trasformerà in una nave, grazie alle sue luci, sapientemente disposte nel perimetro di tutto il paese.

  • Caprigliola, suggestiva frazione del Comune di Aulla, festeggerà, a partire da domani, la Madonna del Buon Consiglio e gli abitanti sono indaffarati, come ogni anno, a sistemare le luci bianche per renderla simile a una nave.

Una tradizione antica.

La festa è organizzata dalla parrocchia di San Nicolò e prevede funzioni religiose (ma non solo).

  • Domani sera, alle 21, ci sarà la banda musicale della Marina; sabato (in chiesa) il concerto d’organo del maestro Luigi Ratti e domenica musica con i Batebalengo (e dalle 22, una divertente tombolata).

Tutte le sere sarà possibile degustare le focaccette preparate dal gruppo Anspi di Monti; sabato e domenica infine, assaggio di gustosi dolci.

Sintesi dell’articolo pubblicato da: La Nazione, 10 settembre 2015

Preparate le gambe e….il palato. Torna la storica ‘Mangialonga’!

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Riparte la ‘Mangialonga‘ di Fivizzano, dopo il successo dell’edizione andata in scena il mese di maggio, torna a grande richiesta la domenica da vivere tra natura e benessere, tra cibo e relax, tra sport e ambiente, in programma per il prossimo 27 settembre.

Organizzata dal Gruppo Storico di Fivizzano, in collaborazione con l’Amministrazione comunale e alcune associazioni del territorio.

  • Prevede una passeggia di 11 chilometri, tra la bellezza dei suggestivi paesaggi della Valle del Lucido.

Tra le varie frazioni, verranno serviti piatti locali accompagnati da prelibati vini.

Il rientro sarà effettuato in navetta: per informazioni e prenotazioni 392/21.24.222

 

Sintesi dell’articolo di Manuela Ribolla – fonte La Nazione, 6 settembre 2015

Ermete Ricci: l’entusiasmo in persona!

Fabio Bertolucci e Ermete Ricci a PANE NOSTRUM, una festa internazionale del pane che si tiene ogni anno a Senigallia – Ancona – Foto del 2009

Amore per la propria terra e speranza per il suo futuro fanno parte della grande energia di quest’uomo, a cui la Marocca di Casola ed io, dobbiamo tanto.

  • Ermete Ricci è la persona che prima di me, poi con me, ha accompagnato la Marocca di Casola nei suoi primi passi lungo lo Stivale.

Insieme abbiamo partecipato ad importantissime fiere, grandi eventi, e ad incontri di altissimo livello rappresentando e dando voce e visibilità alla piccola terra nascosta tra l’Appennino e le Alpi Apuane: La Lunigiana.

Ermete Ricci
Ermete Ricci

Ho attinto spesso dalla sua positività.

Una positività contagiosa che qui, tutti (e soprattutto i giovani) gli riconosciamo. Ma è a me che spetta ringraziarlo a nome di Casola.

Se ora, intorno a questo semplice grande pane ci sono interesse e più di un progetto di sviluppo del territorio che rappresenta, è anche perché, dietro, c’è un semplice grande uomo.

Grazie Ermete!

Grazie per il tuo sorriso, grazie per il tuo entusiasmo, grazie per tutto quello che mi hai insegnato…

Fabio Bertolucci

 

Adelano, in passerella oltre 500 cavalli bardigiani

cavallo bardigiano foto DellAquila Fabrizio 162Zeri (MS)

Oltre 500 cavalli in passerella alla 30° rassegna del cavallo bardigiano, che si è svolta sabato e domenica scorsi al Parco Fiera di Adelano, nel Comune di Zeri, organizzata dal comitato locale per la valorizzazione della razza equina.

Originario della zona di Bardi e diffusosi successivamente nello Zerasco e sul versante ligure di Zignago, il cavallo bardigiano è stato utilizzato nel tempo come cavallo ‘tuttofare’, da lavoro e da locomozione.

  • Intenso il programma della manifestazione con stand gastronomici, serata danzante con balli country e birreria (così come il mercato di prodotti per l’equitazione e la cura del cavallo).

Gli animali sono stati valutati per categoria dalla Commissione del Cavallo Bardigiano e, dopo una sfilata, sono stati premiati i soggetti migliori.

  • Nel corso della manifestazione, l’allevatore Pietro Tosi, 97 anni (come in tutte le edizioni), ha presentato uno stallone da lui allevato.

 

Sintesi dell’articolo di Natalino Benacci – Fonte La Nazione, 3 settembre 2015