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Visite al Forno in Canoara? Non posso più chiamarli segnali…

Fabio con osvaldo davanti al forno
Fabio Bertolucci con Osvaldo Bizzari davanti al forno

Ho capito che non è più così: non sono più segnali.

Non hanno più carattere episodico, una tantum, le visite al Forno in Canoàra, ma sono diventate parte di un nuovo processo. Settimana dopo settimana, accade con regolarità che arrivi qualcuno fin qui, nel piccolo sperduto  paese di Regnano di Casola in Lunigiana, alla ricerca del forno  che produce la Marocca di Casola.

  • E in questo momento storico, le visite sono regolamentate dalla inevitabile confusione che contraddistingue tutti i nuovi processi, confusione che fa sì che spesso molti dei nostri visitatori tornino indietro a mani vuote. Sì perché è normale aspettarsi che un forno sia aperto tutti i giorni ma il Forno in Canoàra, devo proprio dirlo, è un forno un po’ speciale…

È possibile capitarvi di mattina e trovarvi 30 – 40 bambini impegnati in un laboratorio didattico per  imparare a fare il pane; così come trovarlo chiuso perché il fornaio, quel giorno, è tutt’altro che infarinato bensì sommerso da scartoffie di ogni genere e quindi è corso in città dal commercialista prima di impazzire; o ancora è in giro a gestire le public relations della Marocca di Casola.

Fabio Bertolucci davanti al suo forno con Ilaria Bacherini ldell'agriturismo Luna di Quarazzana
Fabio Bertolucci davanti al suo forno con Ilaria Bacherini ldell’agriturismo Luna di Quarazzana

A questo punto, è d’obbligo un intervento che possa andare nella direzione di vedere ripartire tutti con il sorriso e quindi, cari amici e fans della Marocca (e anche miei se proprio volete…) sappiate che, se volete acquistare una Marocca di Casola appena sfornata è possibile!!!

 

Segnatevi questi giorni e questi orari:

  • il mercoledì pomeriggio: mi trovate sicuramente, intento nella produzione per il giorno seguente (il giovedì), che è il giorno ufficiale delle consegne della Marocca di Casola nei locali delle città vicine.
  • Il venerdì pomeriggio: giorno di produzione per le fiere e mercati del week end.

In questi due giorni abituali di produzione, l’orario migliore per venire a prendere una bella Marocca di Casola è quello che va dalle 16:00 alle 18:00.

Fabio Bertolucci mentre preleva l'impasto con cui preparerà alcune Marocche di Casola...
Fabio Bertolucci mentre preleva l’impasto con cui preparerà alcune Marocche di Casola…

Ma niente paura se vi presentate un po’ prima. Il rischio in questo caso è di capitare in un momento di grande concentrazione sulla produzione e quindi di non potere godere della mia proverbiale ospitalità…

Ma quel che è peggio è che, se capitate in orario di produzione potrebbe esserci molto da aspettare. Nella migliore delle ipotesi, se siete fortunati, la Marocca sarà in forno a cuocere e potrebbe volerci anche un’ora prima di poterla portare via. Per me non è un problema, ma voi, avete un’idea della testa che vi farò nell’attesa, con i miei aneddoti e progetti?

  • In 10 anni della mia avventura con la Marocca di Casola credetemi, sono in grado di stendervi con tutto quello che ho fatto, combinato,  realizzato…

Quindi pensateci bene… io vi ho avvertito.

Ma se proprio volete essere certi di non tornare a casa vostra (e magari non siete neppure tanto vicini alla Lunigiana) a mani vuote, segnatevi il mio numero di cellulare: 347/23.54.711. E se non dovessi  rispondere lasciatemi pure un messaggio in segreteria. Prometto di ricontattarvi al più presto.

Un colpo di telefono è sempre utile anche perché non dimenticate che in fondo avete a che fare con un fornaio: gli anni trascorsi a produrre pane tutte le notti mi hanno un po’ sbomballato  quindi potrebbe venirmi voglia di capovolgere tutti i tempi e le regole odierne e di riimmergermi negli orari notturni per tornare ad ascoltare la notte e sfornare con la luce dell’alba.

Fabio Bertolucci

Fabio Bertolucci, un esempio positivo da seguire per tutti i giovani della Lunigiana (parola di coach)!

80 percentoSi sente spesso in giro la diceria che i giovani di oggi non abbiano voglia di far nulla e neppure di lottare di fronte alle avversità.

NO, non è vero!

Ho avuto il piacere e l’onore di insegnare per molti anni in alcuni Istituti Superiori di Massa Carrara (Einaudi Carrara, Einaudi Villafranca, Salvetti Massa, Alberghiero Marina di Massa) e ti assicuro che non è così.

  • Forse per alcuni di loro.
  • Forse per una minima percentuale.
  • Ma fortunatamente, non per tutti.

Più che mancanza di voglia di fare, i giovani di oggi sono privi di punti di riferimento, hanno bisogno di stimoli da parte di noi adulti. Ma soprattutto, hanno bisogno di sentire intorno a loro la “nostra” fiducia.

Fiducia che spesso viene (paradossalmente) negata loro proprio perché giovani…

Con il lavoro che faccio (formatore e coach), ho conosciuto tantissime persone giovani, donne e uomini e posso garantire che almeno un settanta/ottanta percento di loro aveva voglia di lottare e di emergere dalla mediocrità e dall’anonimato.

Fabio mentre impasta la Marocca di Casola
Fabio Bertolucci mentre impasta la Marocca di Casola, ospite di una manifestazione…

Oggi ti racconto la storia di uno di loro, Fabio Bertolucci, un ragazzo con poco più di 33 anni, che considero un vero esempio positivo da seguire per molti altri giovani. Sicuramente un vero esempio per la sua amata terra: la Lunigiana!

Ho conosciuto Fabio molti anni fa, ad un corso sulla motivazione & comunicazione che tenni per l’allora Azienda di Promozione Turistica di Massa Carrara.

  • Già all’epoca Fabio aveva “fame” di conoscenze e voglia di creare qualcosa di suo. Mi fermai dopo il seminario a parlare con lui e gli diedi un paio di consigli gratuiti. Dopo qualche anno, me lo vidi arrivare in studio e comunicarmi che aveva mollato l’Università e voleva fare l’imprenditore.

Un imprenditore un po’ particolare, perché la sua intenzione era di rilevare un forno e cominciare a produrre un pane tipico di Casola, un paesino della Lunigiana, fatto con le castagne e buonissimo, chiamato, appunto, La Marocca di Casola.

SlowFood_1 (1)In questi ultimi anni ho seguito personalmente Fabio e l’ho visto crescere, sia come imprenditore sia come uomo. L’ho visto combattere nei momenti di difficoltà (proprio come piace a me) e, pur tra alti e bassi, uscirne sempre a testa alta.

In barba a chi dice che i giovani non hanno carattere.

Fabio ha lavorato moltissimo sulla qualità della Marocca, ricercando con dovizia i giusti equilibri tra gli ingredienti e privilegiando, sempre, la qualità delle materie prime, fondamentale se si vuole offrire al mercato un buon prodotto.

  • La sua simpatia, solarità e piena disponibilità con tutti, hanno ancor più dato alla Marocca di Casola un’aria genuina, di bontà, di prodotto tipico del territorio.

Ha lavorato talmente bene, che lui e la Marocca di Casola sono diventati tutt’uno, al punto che è difficile scinderli. Tenerli separati…

 

Fabio Bertolucci è la Marocca di Casola, e la Marocca di Casola è Fabio Bertolucci!

 

Naturalmente Fabio ha ancora molto cammino davanti a sé per diventare quel grande imprenditore cui aspira, anche se sono convinto che entro i prossimi tre anni lo diventerà e ci sorprenderà tutti con la sua determinazione.

Deve solo acquisire un po’ più di malizia (qualche volta mi sembra ancora un po’ troppo ingenuo).

Fabio Bertolucci
Un sorridente Fabio Bertolucci davanti al suo forno…

Ma quello che a mio avviso è importante, è che oggi, Fabio Bertolucci, rappresenta per i tanti giovani Lunigianesi un punto di riferimento verso cui guardare con speranza.

  • La domanda che possono porsi i molti ragazzi della Lunigiana (ma io allargherei il discorso a tutti i giovani italiani) è: “Se c’è riuscito Fabio, posso farcela anch’io?”.

La mia risposta è Sì! Assolutamente sì.

Fabio ha dimostrato che con una buona idea in testa ed un po’ di grinta e tenacia, si può costruire qualcosa di buono anche in questa nostra bella Italia, tanto bistrattata dalla politica (sia di destra, sia di sinistra).

  • In quest’Italia dove non c’è posto per i nostri giovani, costretti a scappare all’estero per dimostrare il loro valore.

In un mondo in cui passano solamente i messaggi negativi, in cui la crisi imperversa ancora in tutte le salse e dove la gente non trova lavoro (o lo ha perso da poco), Fabio Bertolucci è un esempio positivo da seguire per i tanti giovani.

E, aggiungo, anche per le tante persone passive, che si lamentano tutti i giorni, senza far nulla per cambiare.

Tu Fabio, non ti lamenti, agisci. Stingi i denti e vai avanti!

geo2Caro Fabio, sono onorato di essere il tuo coach e, soprattutto, di averti conosciuto.

  • Continua così, ragazzo mio.

La tua famiglia può solo essere orgogliosa di quello che hai già costruito. Hai dato molto più tu, alla tua comunità e al mondo dei giovani, di tanti (pseudo) politici che conosco io.

  • Continua così, ragazzo mio, molti altri giovani della tua Lunigiana ti seguiranno.

Un Guest post di Giancarlo Fornei

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imagesGiancarlo Fornei è un coach motivazionale, esperto di crescita personale (autostima, motivazione, comunicazione, definizione obiettivi, ecc.).

Conosciuto in rete per essere “Il Coach delle Donne” per la sua esperienza di lavoro con l’Universo Femminile. Gira l’Italia con i suoi seminari motivazionali e vive ancora a Carrara, dove vi è nato cinquantatré anni fa.

Per conoscerlo meglio visita il suo blog principale, lo trovi a questo link.

 

La Marocca di Casola con Coldiretti alla fiera di San Francesco a Massa!

Fabio Bertolucci con Vincenzo Tongiani, Pres. Coldiretti MassaCarrara e VicePres. Coldiretti Toscana
Fabio Bertolucci con Vincenzo Tongiani, Pres. Coldiretti MassaCarrara e VicePres. Coldiretti Toscana

Si potrebbe considerare deformazione professionale l’abitudine che ho acquisito, di tenere d’occhio le previsioni meteo del week end fin da inizio settimana.

Lo faccio per avere un’idea di massima su che genere di tempo attenderà  me e la Marocca di Casola nella prossime uscite e, ahimè, lo scenario per la settimana appena trascorsa non era dei migliori: acqua a catinelle.

A pomi (mele) come si dice da noi…

Fabio Bertolucci con Manuela Argilla, Segretario Coldiretti di Zona, allo stand della Marocca di Casola, ma le marocche sono finite.

Peccato perché la domenica in questione è il 4 ottobre: San Francesco patrono d’Italia.

Una festività  molto sentita e per me e la Marocca di Casola una giornata sempre elettrizzante in quanto da diversi anni partecipiamo, assieme a Coldiretti, alla tradizionale fiera che si svolge nella città  di Massa, il nostro capoluogo di Provincia.

Insomma, un bell’appuntamento!

  • Ma con un simile quadro meteo la mia strategia è sempre la stessa: attendere più a lungo possibile prima di definire la produzione del week end e poi sfornare un numero di Marocche ben ponderato, tenuto conto del rischio concreto di imbattermi in una spiacevole mancata vendita.

E così ho fatto anche questa volta.

l’ora di pranzo. tutti a tavola…

Domenica mattina, al mio arrivo nella centralissima piazza di Largo Matteotti, il mondo agricolo delle aziende di Coldiretti Massa-Carrara è già in gran fermento: donne e uomini operosi, intenti ad allestire al meglio i banchi che presenteranno i frutti del loro lavoro.

Quasi indifferenti alla minaccia delle nuvole.

Del resto, chi conosce la campagna sa che il frutto del lavoro è strettamente legato all’andamento del tempo. E quindi anch’io accetto la giornata che sarà.

Che non sia stato proprio questo saggio atteggiamento di rispetto a fare sì che, tradendo tutte le previsioni fatte fino a poche ore prima, la giornata trascorresse senza una goccia di pioggia e anzi, con qualche sprazzo di sole.

  • Il sereno del resto c’era già: merito dell’ atmosfera che si respira nella grande famiglia Coldiretti dove tutti, produttori di Campagna Amica e gruppo dirigente hanno lavorato al meglio per valorizzare e comunicare la propria presenza.
la torta…

Alla fine della fiera, credo di poter dire che il tempo abbia regalato a tutte le aziende un ottimo raccolto.

La mia strategia col senno di poi si è rivelata un po’ troppo prudente.

Peccato per chi ci è venuto a cercare dopo le 17: marocche finite ed io, come sempre in questi casi, imbarazzatissimo…

Fabio Bertolucci

 

Un’ottima medicina…

viaggi di repubblicaChi mi conosce sa che c’è solo una cosa in grado di atterrarmi: il mal di gola!

  • I miei primi mesi da fornaio fecero tremare le persone a me vicine quando, considerati gli sbalzi termici a cui ero sottoposto ogni qualvolta entravo e uscivo dal forno, riuscii a prendermi una laringo-faringo-tracheite.

Forse poteva non essere il mestiere migliore per me…

Da allora ho imparato a stare molto attento anche se, al passaggio stagionale tra Estate e Autunno, sono pochi gli anni in cui me la sono scampata.

  • Quest’anno non ce l’ho fatta e da qualche giorno sono influenzato e ad energie zero.

Quand’è così, per farmi alzare dal letto ci vuole tutta!

 

Ma questa mattina la medicina giusta è arrivata per telefono.

 

  • Non si è trattato del dottore, bensì di una giornalista de La Repubblica che sta lavorando al prossimo numero di “Viaggi”, e precisamente all’inserto che uscirà mercoledì 30 settembre (2015)

Sono stato contattato per fornire informazioni utili per la buona riuscita dell’articolo e quindi, come spesso accade, mi sono ritrovato a raccontare la mia bella Lunigiana, i suoi prodotti, gli itinerari più interessanti da poter suggerire ai lettori, ed a segnalare i ristoranti dove si può trovare la miglior cucina locale.

  • Ovviamente, protagonista della mia intervista telefonica, è stata la Marocca di Casola con il suo Forno in Canoàra.

È stata una piacevolissima conversazione, che mi ha dato l’impulso per iniziare al meglio questa giornata.

Ora non mi resta che aver pazienza: che esca un nuovo importante articolo e che passi questo ennesimo mal di gola.

Fabio Bertolucci

 

Un pezzo di storia della Marocca di Casola: Simona Balboni!

SimonaChe ex socia!!!

Sto parlando di Simona Balboni,  la donna della Marocca di Casola.

  • Io e lei abbiamo condiviso un pezzo di strada insieme quando, 10 anni fa, ho rilevato la piccola società che produceva la Marocca di Casola, di cui lei faceva parte.

Allora io avevo i miei folli 23 anni e lei circa i suoi folli 40 (non me ne voglia per aver rivelato dati sensibili per una signora).

  • Di notte, in quel piccolo panificio di Casciana (la frazione del Comune dove è iniziata la mia avventura), lei impastava ed io scaldavo il forno a legna e intanto  si chiacchierava di tutto e di più facendo volare il tempo.

simona 2Ed ora eccoci nella sala consiliare del Comune di Casola in Lunigiana, per partecipare alla riunione della Pro Loco di cui siamo entrambi membri.

Io che in questi anni ho dovuto lasciare spazio a tanta razionalità, ho approfittato dei minuti di attesa tipici degli inizi di riunione per scattare una foto con Simona e rinfrescare dentro me quella solarità che ci univa allora, e di cui lei è fonte inesauribile.

Grazie Simona.

Fabio Bertolucci

Ps: le foto non sono delle migliori, ma all’epoca la qualità dei telefonini era quella che era…

 

24 novembre 2013: una giornata che non potrò mai dimenticare!

La giornata di domenica 24 Novembre 2013, che ha visto me e la Marocca partecipare all’evento “Cibo, libertà e Umanità” che si è tenuto presso l’azienda vitivinicola “Petra” di Suvereto (Livorno) è stata una di quelle giornate che ricaricano a mille le batterie.

  • Ascoltare Carlo Petrini parlare equivale ad un autentico pieno di energia.

Lui è senza ombra di dubbio la persona che incarna la mia idea di leader, con un carisma travolgente e una modalità comunicativa tanto semplice quanto efficace.

Sono felice di averlo potuto incontrare di nuovo (la prima volta fu qualche anno fa durante un suo passaggio in Lunigiana) ed ora attendo con trepidazione le fotografie che il fotografo dell’organizzazione ci ha scattato insieme.

  • Ho avuto il piacere di raccontargli del mio lavoro e dei progressi che sto facendo con la Marocca e lui mi ha lasciato una bella dedica sul suo nuovo libro “Cibo e Libertà”, che comincerò a leggere nei prossimi giorni.

È giunta poi l’ora del pranzo, che è stato squisito: preparato dai cuochi di locali di grande qualità, tra cui l’Osteria Enoteca Bacco e la Volpe, dei miei amici Emanuele e Silvia, di Rosignano, che non vedevo da tempo e con i quali sono rimasto d’accordo di fare presto una serata presso il loro locale, presentando la Marocca al pubblico livornese (Silvia mi ha comprato facilmente, con uno dei suoi menù…).

  • In quelle ore al tavolino ho potuto conoscere giornalisti e membri della stampa che potranno aiutarmi a far conoscere sempre più il mio lavoro e i miei progetti; persone che non sapevano nulla di Fabio e della Marocca e alle quali ho potuto quindi raccontare una bella storia.

Nonché Francesca Moretti, amministratrice dell’azienda Petra (oltre all’azienda Bellavista, in Franciacorta). Donna di grandissima sensibilità e passione per l’agricoltura, qualità che l’hanno portata a conseguire risultati che si sono tradotti nell’ottimo vino rosso che ha deliziato i commensali.

Fabio Bertolucci, con il grande fotografo Oliviero Toscani che tiene in mano la Marocca di Casola…

Infine, un’emozione molto forte è stata la visita della mostra fotografica “Razza Umana” del grande Oliviero Toscani, che ha immortalato volti e prodotti dei presidi Slow Food delle parti più lontane del mondo, oltre a quelli toscani tra cui la Marocca.

  • Devo dire che vedere quella bellissima fotografia mi ha riempito di orgoglio, che voglio girare a tutto il mio territorio di Casola.

Ricordo, quando qualche settimana fa ho spedito la Marocca allo studio del grande Oliviero e mi chiedevo come avrebbe interpretato e presentato quel pane così antico e così ricco di storia.

Di fronte alla sua foto la mia gioia è esplosa come quella di un bambino: ero incontenibile!

Non so precisamente cosa mi sia successo ma ho provato una gran felicità. Forse perché quella foto, con quella firma così importante, è stata come una pacca sulla spalla: un segnale di essere sulla strada giusta! Mi sentivo in festa…

  • Avrei voluto abbracciare Oliviero per il suo bellissimo lavoro che, anche se lui non lo sa, per me è stato un vero regalo. Ma l’ho intercettato solo successivamente, riuscendo a fare una foto insieme.

Inebriato al cospetto di quell’immagine maestosa non ho potuto non rendermi partecipe di tale opera e così mi sono immortalato con la foto della Marocca aggiungendo il mio personalissimo tocco artistico…

Questo è il frutto della mia estasi di quei minuti… l’espressività evidenzia tutta la mia gioia.

Poi sono rientrato nella mia veste di giovane produttore eroico che mi ha attribuito Carlin, e ad un atteggiamento più professionale…

24 novembre 2013: una giornata memorabile che non scorderò mai.

Fabio Bertolucci

 

Nota bene: questo post è stato ripreso dagli archivi storici di Fabio Bertolucci e della Marocca di Casola.

Ermete Ricci: l’entusiasmo in persona!

Fabio Bertolucci e Ermete Ricci a PANE NOSTRUM, una festa internazionale del pane che si tiene ogni anno a Senigallia – Ancona – Foto del 2009

Amore per la propria terra e speranza per il suo futuro fanno parte della grande energia di quest’uomo, a cui la Marocca di Casola ed io, dobbiamo tanto.

  • Ermete Ricci è la persona che prima di me, poi con me, ha accompagnato la Marocca di Casola nei suoi primi passi lungo lo Stivale.

Insieme abbiamo partecipato ad importantissime fiere, grandi eventi, e ad incontri di altissimo livello rappresentando e dando voce e visibilità alla piccola terra nascosta tra l’Appennino e le Alpi Apuane: La Lunigiana.

Ermete Ricci
Ermete Ricci

Ho attinto spesso dalla sua positività.

Una positività contagiosa che qui, tutti (e soprattutto i giovani) gli riconosciamo. Ma è a me che spetta ringraziarlo a nome di Casola.

Se ora, intorno a questo semplice grande pane ci sono interesse e più di un progetto di sviluppo del territorio che rappresenta, è anche perché, dietro, c’è un semplice grande uomo.

Grazie Ermete!

Grazie per il tuo sorriso, grazie per il tuo entusiasmo, grazie per tutto quello che mi hai insegnato…

Fabio Bertolucci

 

La Marocca di Casola: ingredienti e dove nasce (la Lunigiana)!

io con il mio amico Daniele Barbieri in mezzo al grano che sta crescendo
Fabio Bertolucci con il suo grande amico Daniele Barbieri in mezzo al grano che sta crescendo…

Ho scelto, fin da quando ho iniziato la mia avventura di giovane fornaio, ormai 10 anni fa, di puntare sempre alla massima qualità del prodotto, partendo da un’accurata scelta delle materie prime per giungere, nel corso degli anni, ad acquisire conoscenze specifiche della panificazione e migliorare sempre di più.

ed ecco il grano nella mia mano
Ed ecco il grano nella mano di Fabio Bertolucci

Migliorare sempre è un obiettivo che ogni buon artigiano, imprenditore (ma
non solo) deve tenere costantemente a mente.

Ma quando il prodotto si chiama Marocca di Casola, la sfida diventa più grande e importante perché questo piccolo pane è simbolo di Storia e Cultura e rappresenta una tradizione che può e deve proseguire nel rispetto della sua identità.

 

L’identità di un territorio e della sua gente.

E questo significa non solo fare in modo che qualità delle materie prime e studio attento e approfondito della nobile arte della panificazione rendano la Marocca di Casola un prodotto tipico sempre buonissimo.

La macina del Molino Malatesta in funzione
La macina del Molino Malatesta in funzione con le castagne dentro…

Ma anche e sopratutto che essa diventi lo strumento per un fortissimo messaggio di sviluppo economico sostenibile, rispetto del territorio, del paesaggio e dell’ambiente.

Un esempio positivo che possa raggiungere il cuore e le coscienze di chi crede ancora in un mondo buono pulito e giusto, come insegna Slow Food.

Ecco perché il Mondo deve conoscere la ricetta della Marocca di Casola e gli ingredienti che la compongono.

Le patate da noi seminate e in fase di raccolta…

Ma non le loro dosi nell’impasto (quelle me le tengo per me) molto di più: le persone che contribuiscono a darle vita e il territorio da dove arrivano le materie prime.

Fabio Bertolucci

Il prezzo della disorganizzazione (e dire che Giancarlo, il mio coach, me lo ripete da una vita)…

disorganizzazioneÈ successo l’anno scorso…

Ometto di citare il nome e luogo della fiera dove tutto questo è accaduto in quanto nonostante si tratti di un evento di buon livello, al quale io e la Marocca già negli anni scorsi avevamo partecipato con successo, mi viene una gran voglia irrazionale di parlarne male, anche se, tutto sommato si è rivelata per me un’esperienza senza dubbio molto educativa.

  • Un’esperienza che ho acquisito ad un certo prezzo…

Rispetto ai tanti appuntamenti che vedono me e la Marocca di Casola percorrere centinaia di chilometri, questa volta siamo rimasti nel territorio regionale.

E devo ammettere che proprio per questo motivo nel corso della settimana, in vista del week end, mi sono un po’ rilassato. Un po’ troppo…

Del resto conoscevo la tipologia dell’evento, l’afflusso di pubblico previsto, il contesto in cui mi sarei trovato. Insomma, con un po’ troppa leggerezza ho lasciato che il fine settimana si avvicinasse, senza preoccuparmi di alzare il telefono per chiedere qualche informazione in più, limitandomi a confermare la partecipazione e l’orario di arrivo previsto, intorno alle ore 15 del sabato pomeriggio.

cropped-Marocca-di-Casola.jpgArriva la mattina del sabato e, fresco e riposato, comincio a caricare il mitico belva 3, il pulmino che porta in giro la Marocca di Casola.

Mi aspetto due giorni fatti di piacevolissime chiacchiere con tante persone, il solito grande successo della Marocca, che viene sempre apprezzata dal pubblico di tutte le età ed un riscontro economico giusto, col quale fare rientro al Forno in Canoara la domenica sera.

Pronto per partire, saluto la mia famiglia, il mio cane Ringo, che resta di guardia al Forno e via…

  • Un’oretta di viaggio ed eccomi arrivato nel cuore della Toscana, pronto per iniziare il mio lavoro con il solito sorriso e quella energia elettrizzante che mi prende ogni volta che sto per mettere in discussione la mia scommessa imprenditoriale.

Come sempre, ora tutto dipende dalla qualità della Marocca e dalla mia voglia di vendere fino all’ultima pagnotta.

Tutto come al solito quindi , anche se ancora non avevo fatto i conti con la sufficienza con cui avevo organizzato la mia partecipazione alla manifestazione e che presto avrebbe mostrato i suoi effetti.

Parcheggio temporaneamente il pulmino sulla strada, di fronte alle transenne che bloccano l’accesso ai mezzi e mi reco laddove si trovano i gazebi per prendere rapidamente posto, ma scambiando due parole con gli altri espositori mi rendo conto che non sapevano un granché del mio arrivo e neppure dove si trovasse lo stand della Marocca.

Immediatamente telefono all’organizzazione ma non riesco a mettermi in contatto con il referente, sicuramente indaffarato tra mille faccende.

Quindi comincio la sua ricerca avventurandomi per la fiera, che scopro essere cresciuta rispetto agli anni precedenti: ogni piazza ospita stand e padiglioni ricchi delle migliori prelibatezze regionali e non, e passeggiando incontro tanti amici e colleghi produttori con i quali mi intrattengo per un po’.

Questi mi manifestano una grande fiducia per l’esito della manifestazione, peccato però per i costi di partecipazione!!!

Quali costi??? dico io.

Ecco che la mia scarsa organizzazione iniziava a dare i suoi frutti amari: non mi ero preoccupato di informarmi se, nel corso di questi anni, qualcosa fosse cambiato rispetto ai miei ricordi ai quali mi ero affidato.

30 euroScopro così che il costo della zona dove ci troviamo io e la Marocca è legato all’occupazione del suolo pubblico, e cioè 30 euro.

Pazienza mi dico, ci sta… il suolo pubblico si paga un po’ ovunque e se proprio avessi voluto risparmiare questa somma avrei dovuto preoccuparmene prima e cercare di farmi ospitare.

  • Individuata la mia postazione, con sorpresa non trovo un tavolino davanti a me. Eppure ricordavo chiaramente che l’ultima volta il tavolo c’era: un tavolo e ben due sedie! Un po’ seccato mi reco nuovamente dall’organizzazione e domando chi avesse preso il mio tavolo, ma la risposta che ricevo è che l’associazione dei produttori aveva deliberato che quest’anno ciascuno avrebbe provveduto autonomamente, evitando il costo aggiuntivo di questo servizio comunale.

Ma niente paura! C’è sempre la possibilità di noleggiarli!

Comincio a rabbuiarmi un pochettino al ché, chi di dovere giustamente mi dice: ma scusa, non hai letto le e-mail?

  • Le e-mail…
  • Sì, forse una…
  • Il solito regolamento delle fiere, orari di allestimento, sanzioni per eventuali comportamenti scorretti. Le altre mi devono essere sfuggite…

5 euroPrendo il tavolo ed aggiungo alla mia spesa non preventivata altri  5 euro.

Pazienza dico… Colpa mia che non ho letto tutte le e mail.

Bene! A questo punto non resta che allestire il banco, riempire la “paniera” con le Marocche e dirigermi verso il pulmino per portarlo nel parcheggio per gli espositori.

Per fortuna becco il vigile proprio nella strada dove era momentaneamente parcheggiato il belva 3 e, indicandoglielo, gli chiedo dove devo parcheggiarlo.

 

Lui, girandosi mi dice: “ah… il pulmino a cui ho dovuto fare la multa… ”

MulteIn effetti, era un po’ che girottolavo per la città ed ora il mio pulmino era rimasto l’unico fermo in sosta sulla strada mentre tutti gli altri nel frattempo si erano già belli e parcheggiati al posto giusto.

Provo, con la faccia tosta e la delicatezza che si conviene in questi casi, a farmi togliere la contravvenzione ma quattordici anni di patente mi hanno insegnato dove esistono margini per intenerire gli ufficiali e questo è uno di quelli irremovibili.

Prendo il mio foglietto rosa posto sotto il tergicristallo e aggiungo  29,50 euro  alla lista dei “Pazienza”

Conduco il pulmino al parcheggio, che non è più quello espositori che è pieno, ma bensì quello a qualche km di distanza, e salgo sul bus navetta che mi riconduce in centro.

  • Mi rendo conto di essere un po’ nervoso: avevo ormai perso minuti preziosi per la vendita e mi sembrava una di quelle circostanze storte al quale fare buon viso ed attendere che qualcosa cambi.

Intanto scende la sera e c’è ancora qualcosa di cui mi devo occupare: dove dormire!

Sapevo che nelle vicinanze si trova un piccolo convento che offre la possibilità di pernottare con poco più di venti euro. Lo raggiungo ma scopro che è al completo perché pieno di studenti.

Che bella cosa mi dico, tanta gioventù in un luogo spirituale.

Non resta che trovare un’altra sistemazione.

Ho spesso fatto sacrifici in tal senso, a volte ho dormito perfino in pulmino per risparmiare qualcosina nei momenti di difficoltà, non mi vergogno a confessarlo.

Ma considerato che insieme a me c’è una meravigliosa ragazza che ha deciso di farmi compagnia non potevo certo optare per questa soluzione.

Con una certa urgenza, viste le tenebre che calano, continuiamo la ricerca e troviamo un hotel poco lontano: completo; il b&b poco fuori, ma al telefono non risponde nessuno.

4 Sterne Hotel Schild - Gold auf SchwarzResta solo il 4 stelle fighissimo che dà sulla vallata che, per fortuna, ha ancora una stanza.

Un domani, lavorando con criterio e impegno chissà quanti begli hotel del genere potranno ospitarmi nei miei viaggi con la Marocca. Ora tuttavia ancora non posso permettermeli ma, guardando gli occhi di lei, che brillano di fronte a tanta bellezza mi dico:

“e che cavolo Fabio, dai! Per una volta! Guarda com’è contenta!”

E così prendo la camera e saliamo. Durante il tragitto in ascensore non riesco a fare a meno di chiedermi quanto avrei dovuto pagare l’indomani mattina per quel piccolo lusso.

Il mio dubbio si dissipa in pochi attimi, quando cioè, richiudendo dietro di me la porta della bellissima stanza, leggo sul cartello che vi è affisso il costo per una notte.

Stramazzo sul letto che per fortuna era subito alle mie spalle e questa volta non riesco più a dire pazienza:

130 euro!

Comincio a prendermela con la sorte, con le persone, con tutto all’infuori di me anche se so benissimo che la colpa di tutto questo spendere è solo mia.

 

È stata la mia disorganizzazione a trasformarsi in tutti questi costi in più.

Faccio un rapido conto e mi accorgo che tutti questi costi sbilanciavano pesantemente le mie aspettative di reddito del fine settimana. Il sabato era praticamente trascorso e non restava che sperare nel grande successo domenicale della Marocca per limitare i danni.

E infatti per fortuna è così…

La domenica si rivela un successo di pubblico, successo questo sì, in linea coi miei ricordi: tantissima gente, un pubblico molto attento ai prodotti tipici come è da sempre quello toscano.

  • Trovo anche un paio di contatti molto interessanti che, come dico sempre, valgono più della fiera stessa in quanto il futuro della Marocca risiede proprio nell’essere presente nei migliori locali di tutta Italia.

E quindi, alla fine, posso solo fare un “mea culpa” per gli errori commessi.

Non sono mai andato molto d’accordo con l’organizzazione e il fatto che molti mi reputino un’artista per quello che la mia immaginazione ha sviluppato in questi anni e che quindi abbia una predilezione per un emisfero cerebrale piuttosto che l’altro non può essere una scusa.

Finché non si diventa adulti la disorganizzazione o la sufficienza si pagano in modo diverso, forse più indolore all’apparenza: voti poco buoni a scuola, l’etichetta di persona sbadata o spensierata ecc.

  • Ma quando si è adulti, nel mondo del lavoro, la disorganizzazione e la leggerezza si traducono in un prezzo reale in termini di denaro.

L’ho provato spesso sulla mia pelle a mie spese ma questa volta, forse, è l’ultima…

Fabio Bertolucci

Quando Fabio Bertolucci (giovanissimo) era agli inizi della sua avventura (La Pulce nell’Orecchio – Puntata 31/2008) – video…

Fabio Bertolucci, unico produttore della marocca di Casola, il pane fatto con la farina di castagne, è il protagonista di questa puntata della “Pulce” di Massimo Binelli.

  • Assieme a lui, Vittorio Marcelli, assessore all’Agricoltura della Comunità Montana della Lunigiana, e Ermete Ricci, presidente del Comitato per la promozione della marocca.

Ne è venuta fuori una bella pagina di «solidarietà paesana», con una telefonata a sorpresa toccante. Ovviamente si è parlato di come si gusta la marocca, «un pane – ha spiegato Fabio – che sta bene con il dolce e con il salato».

 

Video tratto da una vecchia trasmissione su Tele Riviera (2008), condotta dal giornalista Massimo Binelli