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Una vecchia foto può diventare un documento

Facendo ordine nella posta elettronica, tra le vecchie mail ho ritrovato una fotografia di cui non mi ricordavo più, ma che devo definire a pieno titolo un documento.

Risale agli anni che vanno dal 2003 fino all’inizio del 2008 (non saprei dire precisamente), quando il Forno in Canoàra non esisteva ancora ed io, giovane fornaio alle prime armi, o forse è più corretto dire alle prime Marocche, mi trovavo nel vecchio forno di Casciana (il forno storico del Comune di Casola), dove è iniziata la storia moderna della Marocca di Casola.

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Ho pochissime foto di questo periodo ma grazie alle persone che già allora capitavano in visita, oggi posso attingere a qualche immagine che non è un prodotto dei miei occhi e della mia esperienza in prima persona.

L’esperienza in prima persona ha senza dubbio un’ intensità maggiore ma qualche volta esternalizzare può essere utile e anche piacevole.

O semplicemente regalare un sorriso, come in questo caso.

Il 2016 della Marocca di Casola è iniziato là dove si era concluso il 2015: a Equi Terme!

re magi in grotta a Equi TermeEqui è un luogo magico ed è un piacere per me e la Marocca poter partecipare
alle tante belle iniziative che vi si svolgono durante il corso dell’anno.

  • Ed eccoci qui, nella giornata dell’Epifania, durante la quale i tanti visitatori giunti fin qui hanno potuto assistere all’arrivo dei Re Magi in grotta per adorare Gesù.

La stessa grotta dove nei giorni di Natale culminava il meraviglioso Presepe vivente e dalla quale nel primo pomeriggio si è calata la Befana acrobatica lanciando dolcetti e caramelle ai bambini che se ne stavano a guardarla con il naso all’insù…

 

Fabio Bertolucci e Matteo Tollini
Fabio Bertolucci con Matteo Tollini, responsabile Legambiente in Lunigiana…

Eccomi qui, di fronte alle grotte con Matteo Tollini, responsabile di Legambiente in Lunigiana. Un uomo che crede profondamente nella terra di Lunigiana e grande amico mio e della Marocca di Casola.

Fabio Bertolucci

 

 

Buona fine e miglior principio!!!

2016È cosi che si suole dire, giusto? Almeno qui dalle mie parti di Lunigiana…

  • Oggi, 31 dicembre, il 2015 ci saluta e spero che nel fare il classico bilancio annuale che più o meno tutti facciamo sugli aspetti più svariati della vita, alla fine ci sia un bel segno + di positività.

Anche se non ho ancora ultimato tutte le indagini, per me è andata così: ho stilato un bel bilancio positivo a 360 gradi.

Qualche neo c’è… nulla di irrisolvibile.

DSC08583Certo, se ieri sera non fossi stato aggredito dal mal di testa più forte della mia vita, che mi ha fatto pensare di fare un passo al pronto soccorso, questa mattina non avrei saltato l’ultima consegna di Marocche di Casola dell’anno.

Ho provato ad andare a letto presto e svegliarmi in piena notte, alle 4:00 per tentare una fornata all’ultimo minuto ma mi sono dovuto arrendere.

Fortuna che già ieri la Marocca di Casola si trovava presso tutti i suoi rivenditori storici e sicuramente non mancherà su molte tavole del cenone di questa sera.

Un po’ di rammarico c’è per questa mancata consegna, e c’è stato anche qualche brontolio da parte dei clienti più intransigenti ai quali ho potuto rispondere soltanto con un sincero “mi dispiace”.

Ma al di là di qualche Marocca di Casola in meno prodotta, venduta e fatturata nel 2015, ne nasce subito uno dei propositi più importanti per l’anno che verrà.

Sarà il caso di dare una botta al confezionamento…

In modo da poter garantire una maggior durata alla Marocca ed evitarne l’assenza nei suoi locali di riferimento. Una confezione sostenibile s’intende, che del resto è già allo studio da tempo.

E così il fornaio sarà sereno, non perderà le vendite e sarà pure libero di buscarsi un po’ d’influenza, anche se ne farebbe volentieri a meno…

Giancarlo Fornei in conferenza a Verona - settembre 2014 - sfondo tittiNell’augurare a tutti gli amici miei e della Marocca di Casola un buonissimo anno nuovo, vi saluto con un post scritto da Giancarlo Fornei che credo capiti a fagiolo per ciascuno di noi (lo trovi a questo link).

Giancarlo è una persona a cui sono molto grato per i suoi buoni consigli. Un grande professionista che non a caso ho fortemente voluto come responsabile della comunicazione del Forno in Canoara.

Buona lettura…

Al 2016

Fabio Bertolucci

Il Forno in Canoàra e il cielo (splendido) di Lunigiana!

immagine alba

 

Edo, prendi una sedia!!!

Un grido spezza la quiete di un tardo pomeriggio del paese di Regnano, rivolto ad un amico del Forno in Canoàra: Edoardo.

  • Edoardo è un mio giovane collaboratore, regnanino acquisito, che a volte porta in fiera la Marocca di Casola, ed è venuto al Forno per ragionare sulle fiere del Week End.

Lui lo sa che sono un po’ matto, che bisogna prendermi così e che  venire a trovarmi può voler dire aprire 4 o 5 argomenti paralleli che poi ci vuole una vita a concludere. Specie quando le giornate filano lisce, il mio animo è tranquillo ed io sono sereno.

Perciò non credo che si sia stupito quando il tenore dei discorsi che stavamo imbastendo è stato sovrastato da questo mio grido.

  • Con le Marocche in forno e l’impastatrice già pulita ci stanno quattro passi fuori dal forno, soprattutto quando le giornate sono ancora belle come sta accadendo in questo Novembre soleggiato.

Ed è così che appena uscito la serenità del mio animo si è confusa con quella del cielo, che  stava preparando un tramonto di quelli che lasciano senza fiato.

  • Conosco il cielo di Lunigiana e quello che è in grado di disegnare al calar del sole: uno spettacolo meraviglioso, una visione da contemplare che pervade l’anima.

Fin da bambino mi dissolvevo in questa armonia, che è in grado di trasmettere un senso di eternità, ma che di fatto dura solo qualche minuto: il tempo in cui il sole se ne va dietro al monte, un po’ più su o più giù a seconda del periodo dell’anno.

 

Dai camina Edo!!! (una m in meno, come da vocabolario del dialetto regnanino).

 

L’ho invitato a raggiungermi sul retro del forno, da dove si gode una vista meravigliosa che va dalle Alpi Apuane alla valle che raggiunge il mare.

  • Il mio ospite è rimasto un po’ perplesso, ma il tempo stringeva e non si può perdere un tramonto così…
  • Quindi, da buon padrone di casa ho preso al volo due sedie e sono tornato sul retro, piazzandole in direzione del tramonto. Ed eccoci lì, come al cinema…

Di fronte ad un effetto  molto più che speciale: naturale. Quanto di più vero possa esserci.

Pochi minuti ed il sole è calato, ed io e Edo siamo tornati alle nostre questioni lavorative.  Col solito puntiglio e l’animo leggero più che mai.

Fabio Bertolucci

 

 

Visite al Forno in Canoara? Non posso più chiamarli segnali…

Fabio con osvaldo davanti al forno
Fabio Bertolucci con Osvaldo Bizzari davanti al forno

Ho capito che non è più così: non sono più segnali.

Non hanno più carattere episodico, una tantum, le visite al Forno in Canoàra, ma sono diventate parte di un nuovo processo. Settimana dopo settimana, accade con regolarità che arrivi qualcuno fin qui, nel piccolo sperduto  paese di Regnano di Casola in Lunigiana, alla ricerca del forno  che produce la Marocca di Casola.

  • E in questo momento storico, le visite sono regolamentate dalla inevitabile confusione che contraddistingue tutti i nuovi processi, confusione che fa sì che spesso molti dei nostri visitatori tornino indietro a mani vuote. Sì perché è normale aspettarsi che un forno sia aperto tutti i giorni ma il Forno in Canoàra, devo proprio dirlo, è un forno un po’ speciale…

È possibile capitarvi di mattina e trovarvi 30 – 40 bambini impegnati in un laboratorio didattico per  imparare a fare il pane; così come trovarlo chiuso perché il fornaio, quel giorno, è tutt’altro che infarinato bensì sommerso da scartoffie di ogni genere e quindi è corso in città dal commercialista prima di impazzire; o ancora è in giro a gestire le public relations della Marocca di Casola.

Fabio Bertolucci davanti al suo forno con Ilaria Bacherini ldell'agriturismo Luna di Quarazzana
Fabio Bertolucci davanti al suo forno con Ilaria Bacherini ldell’agriturismo Luna di Quarazzana

A questo punto, è d’obbligo un intervento che possa andare nella direzione di vedere ripartire tutti con il sorriso e quindi, cari amici e fans della Marocca (e anche miei se proprio volete…) sappiate che, se volete acquistare una Marocca di Casola appena sfornata è possibile!!!

 

Segnatevi questi giorni e questi orari:

  • il mercoledì pomeriggio: mi trovate sicuramente, intento nella produzione per il giorno seguente (il giovedì), che è il giorno ufficiale delle consegne della Marocca di Casola nei locali delle città vicine.
  • Il venerdì pomeriggio: giorno di produzione per le fiere e mercati del week end.

In questi due giorni abituali di produzione, l’orario migliore per venire a prendere una bella Marocca di Casola è quello che va dalle 16:00 alle 18:00.

Fabio Bertolucci mentre preleva l'impasto con cui preparerà alcune Marocche di Casola...
Fabio Bertolucci mentre preleva l’impasto con cui preparerà alcune Marocche di Casola…

Ma niente paura se vi presentate un po’ prima. Il rischio in questo caso è di capitare in un momento di grande concentrazione sulla produzione e quindi di non potere godere della mia proverbiale ospitalità…

Ma quel che è peggio è che, se capitate in orario di produzione potrebbe esserci molto da aspettare. Nella migliore delle ipotesi, se siete fortunati, la Marocca sarà in forno a cuocere e potrebbe volerci anche un’ora prima di poterla portare via. Per me non è un problema, ma voi, avete un’idea della testa che vi farò nell’attesa, con i miei aneddoti e progetti?

  • In 10 anni della mia avventura con la Marocca di Casola credetemi, sono in grado di stendervi con tutto quello che ho fatto, combinato,  realizzato…

Quindi pensateci bene… io vi ho avvertito.

Ma se proprio volete essere certi di non tornare a casa vostra (e magari non siete neppure tanto vicini alla Lunigiana) a mani vuote, segnatevi il mio numero di cellulare: 347/23.54.711. E se non dovessi  rispondere lasciatemi pure un messaggio in segreteria. Prometto di ricontattarvi al più presto.

Un colpo di telefono è sempre utile anche perché non dimenticate che in fondo avete a che fare con un fornaio: gli anni trascorsi a produrre pane tutte le notti mi hanno un po’ sbomballato  quindi potrebbe venirmi voglia di capovolgere tutti i tempi e le regole odierne e di riimmergermi negli orari notturni per tornare ad ascoltare la notte e sfornare con la luce dell’alba.

Fabio Bertolucci

Una fetta di Lunigiana a Roma (grazie Antonio)!

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Fabio Bertolucci e Antonio Menconi

Febbraio 2012…

Me ne stavo sdraiato in un letto di ospedale, all’indomani della mia operazione di osteotomia bilaterale di ginocchio varo (mi hanno letteralmente spezzato le gambe e rimesso in asse le tibie), ed ecco che arriva la prima telefonata lavorativa della nuova settimana.

Devo ammetterlo,  rispondo al cellulare con poca voglia…

  • Ma a cercare me e la Marocca di Casola è una persona che si rivelerà molto molto importante per noi: Antonio Menconi, un cultore del cibo e del pane, grande conoscitore delle tradizioni e produzioni di ogni angolo d’Italia, originario di Carrara ma che vive a Roma, dove stava creando una bella realtà legata proprio alla valorizzazione dei tanti tesori gastronomici del Paese.

Non ricordo precisamente cosa ci siamo detti e onestamente non so se io gli abbia “sfarloccato” (termine dialettale che sta ad indicare una serie di cavolate che posso aver detto in conseguenza di quello stato un po’ sfasato del post anestesia in cui  mi trovavo) qualcosa,  ma sta di fatto che in qualche  modo ci siamo dati appuntamento da lì a qualche mese, non appena mi fossi ripreso,  per progettare una collaborazione.

Da allora ci siamo sentiti spesso con Antonio fino a che sono stato nuovamente in grado di sfornare ottime Marocche, che sono potute arrivare a Roma dove hanno iniziato a farsi apprezzare dai buongustai della Capitale.

  • Dalle prime spedizioni sono passati diversi anni e, nonostante i vari tentativi, non siamo mai riusciti ad incontrarci fino a qualche settimana fa, quando in occasione della mia visita a Roma per partecipare alla trasmissione GEO di Raitre condotta dalla splendida Sveva Sagramola, appena sceso alla stazione Termini, ho approfittato di quell’ora scarsa che avrei dovuto attendere prima di recarmi agli studi di Via Teulada per  incontrare finalmente Antonio: sono stato suo ospite nello splendido locale “Beppe e i suoi Formaggi” in centro Roma, dove abbiamo subito affettato una Marocca e portato qualche bella  fetta di Lunigiana sulle tavole degli ospiti del locale.

Abbiamo potuto fare una bella chiacchierata e, prima di salutarci, non poteva mancare una foto che abbiamo scelto di fare così, con il ricco banco dei formaggi alle spalle.

Dopo qualche anno di collaborazione, oggi Fabio e la Marocca di Casola ringraziano pubblicamente Antonio, per la sua fiducia in chi, come me, crede nell’autenticità delle proprie produzioni e nell’identità della propria terra.

Fabio Bertolucci

 

Attenti a questi due: Fabio Bertolucci e Luca Ghisolfo. Ci sarà da fidarsi???

Fabio Bertolucci a Murialdo 3Fabio Bertolucci e Luca Ghisolfo. Ci sarà da fidarsi???

Sapevo che sarebbe stata una giornata splendida, invitato dal mio grande amico Luca Ghisolfo a Murialdo, in Val Bormida (in provincia di Savona) per partecipare alla festa dei Tecci e della battitura della Castagna a far conoscere la Marocca di Casola in una terra che sembra il mio paese di Regnano allo specchio.

A Murialdo, Luca e la sua gente in questi anni, unendosi per salvaguardare il proprio territorio, hanno saputo salvare i propri bellissimi castagneti e mantenere attiva la filiera della castanicoltura la quale è in grado di generare redditività per tutti coloro che credono che sia un’opportunità rimanere a vivere nella propria terra.

Fabio Bertolucci a Murialdo 2

Arrivo il val Bormida di buon mattino e, raggiunta Isoletta, la borgata di Murialdo dove si tiene la festa, capisco subito che sarebbe stata una giornata di quelle in cui riesco a vivere a mille!

  • Una di quelle giornate carica di emozione e di significato, che arricchiscono e che restano nel cuore, pronte a ritornare alla mente nei momenti giusti, quando c’è bisogno di ritrovare le energie o rinfrancare lo spirito.

La festa comincia con una conferenza dal titolo “similitudini, distinzione e valore socio-economico dei castagneti”, un’argomentazione molto interessante
ed è stato un piacere potervi partecipare.

Ho potuto raccontare quel che si è fatto qui nella mia terra di Lunigiana e cosa ci sarà da fare da qui al prossimo anno. Sono stati affrontati il tema della lotta al Cinipide, finalmente vinta come dimostrano i bei raccolti di castagne di questa
stagione autunnale. E si è lanciato uno sguardo all’impegno che necessiterà da qui in avanti per salvaguardare il castagno da altri generi di problematiche esistenti e che si dovranno affrontare.

Fabio mentre impasta la Marocca di CasolaA fine conferenza, un bel brindisi con un bel bicchiere di latte e castagne, aperitivo naturale a km zero e inizia la festa. Ed io mi trovo subito
travolto da una folla di pubblico che non vede l’ora di assaggiare la Marocca di Casola e portarsene una a casa tanto che ho subito approfittato del bel forno a legna che avevo vicino a me e della farina di castagne della terra di Murialdo per cominciare a produrre in diretta altre Marocche per soddisfare più visitatori possibile, e sono stati davvero tanti.

Fabio Bertolucci a Murialdo 4Per fortuna che all’ora di pranzo sono stato ospite di Luca e della sua famiglia e per un po’ di tempo sono sfuggito alle richieste e alle minacce delle tante persone che sarebbero poi tornate a rivendicare la propria pagnotta appena sfornata.

A tavola mi sono sentito come in famiglia (e non avevo dubbio). Non è stato
necessario infatti chiedere il tris di ravioli cucinati dalla nonna di Luca, perché sapevo che sarebbe stata lei a riempirmi nuovamente il piatto così come avrebbe fatto la mia.

Fabio Bertolucci a Murialdo 5Dopo pranzo la festa entra nel vivo e, complice la bellissima giornata di questa estate di San Martino il paese si riempie di visitatori giunti dalle zone vicine compresa la non lontana città di Savona attratti dal grande fascino del paese, dalle tante prelibatezze a base di castagne locali, e dalla rievocazione, sempre affascinante, dello spegnimento dell’essiccatoio dopo oltre un mese di accensione e della battitura delle castagne secche.

Fabio Bertolucci a Murialdo 1

Al calar della sera, smontando il banco della Marocca, facendo ancora quattro chiacchiere con Luca ho potuto leggere in lui la grande gioia e le belle emozioni che ha provato in questa grande giornata, le stesse che ho provato io due settimane fa, alla festa “polenta di castagne e..” che si è tenuta nel mio paese di Regnano. E sapendo quello che ha dentro e quello che ha già fatto, sono felice di aver finalmente potuto incontrarci e ragionare su come poter creare un rapporto di collaborazione.

Sia io che lui, posso dirlo, abbiamo già fatto un buon lavoro per la nostra terra ed entrambi sappiamo che non potremo mai abbassare la guardia. Solo il tempo potrà rivelarci cosa sapremo fare con la nostra energia e le nostre idee.

Fabio Bertolucci a Murialdo

Intanto vi lascio con questa emblematica foto. Che dite? Ci sarà da fidarsi???

Fabio Bertolucci

Fabio Bertolucci e Ringo…

col cane 2Sabato pomeriggio d’autunno a spasso col cagnolone del Forno in Canoara per le vie di Regnano.

ricci

  • E come qualche anno fa, per terra lungo la strada ecco ricci e castagne.

col cane 1Ringo ha 4 anni, giusto l’ arco di tempo in cui le castagne sono sparite.

E quindi non ha potuto condividere questa gioia con me. Ma mi ha gentilmente concesso un selfie dopo avermi trascinato per mezz’ora e avermi fatto condividere la sua gioia di correre e saltare.

col cane

E mo chi è a suonare? Che domanda: ma l’Ilaria Bacherini e suo marito Stefano in visita al Forno in Canoàra…

Fabio Bertolucci davanti al suo forno con Ilaria Bacherini ldell'agriturismo Luna di QuarazzanaDi solito comincia Ringo, il mio cagnolone guardiano del forno. Poi, a seguire, Teddy il maturo Golden retriver dei miei zii Alba e Sergio, che abitano al piano superiore della bella casa accanto e per concludere il giovane Tom, il bel lupo di mio cugino lino, al piano terra della stessa
casa.

  • Questi sono i campanelli del Forno in Canoàra.
  • Quando “suonano” tutti e tre insieme non c’è dubbio: sta arrivando qualcuno.

E in questo frangente che, qualsiasi cosa io stia facendo (impastando, rassettando, scaldando il forno) mi domando testualmente e un po’ in dialetto: e mo chi è?

Subito comincio a guardarmi intorno:

  • Porca vacca, quella fascina di legna fine che ho lasciato tutta sparpagliata all’ingresso!
  • Porca vacca il forcone in mezzo al passo!
  • Porca vacca il computer acceso in equilibrio sopra la cesta messa in verticale a mo di scrivania ambulante!

Ma ormai è tardi per tirare tutto a lucido: chi ha suonato i tre campanelli sta già percorrendo in macchina o a piedi la discesa che porta al forno. E a me non resta che accogliere i miei ospiti uscendo, presentandoci ed invitandoli ad entrare con un inevitabile “non fate caso al casino…”.

Per fortuna la risposta è sempre la stessa: non preoccuparti, stai lavorando.

Questo è ciò che generalmente accade quando giungono visitatori al Forno in Canoàra e devo dire che le visite negli anni sono andate pian piano aumentando.

Un importante segnale per il magnifico ma poco conosciuto paese di Regnano, e un immenso piacere per me, che ho sempre creduto nella vocazione turistica di questa terra.

Ogni qualvolta arriva qualcuno alla porta mi sento felice e nonostante il caos e la mente concentrata sul forno che si scalda e la marocca che lievita mi intrattengo sempre con gran gioia con i miei ospiti.

  • Durante la loro permanenza scopro storie bellissime e mi rendo conto di quanto la marocca sia apprezzata e che belle emozioni sia capace di comunicare. In questi anni, con un grandissimo incremento in quest’ultimo periodo ho ricevuto visite molto diverse tra loro ma tutte piacevolissime.

L’ultima, in ordine di tempo, risale alla giornata del 23 settembre 2015.

Sono venuti a trovarmi Ilaria Bacherini e suo marito Stefano, che hanno un bellissimo agriturismo chiamato Luna di Quarazzana, nel paese omonimo… e da tempo propongono la Marocca di Casola ai loro ospiti.

E, come si conviene quando si lavora con amore, sono venuti a trovarmi per conoscere di persona me e la Marocca di Casola.

  • Conoscendoci, ho scoperto due persone entusiaste del loro lavoro e sono fiero che abbiano scelto noi per il loro menu. Ci siamo salutati con la promessa che andrò a trovarli e magari a raccontare personalmente la mia attività ai loro ospiti.

Ma prima che uscissero dal forno, ho voluto fare una foto con Ilaria, che voglio dedicare a tutti i visitatori che sono arrivati in questi anni al Forno in Canoàra per conoscere me e la marocca…

Grazie ad ognuno di loro!

Fabio Bertolucci

 

Un’ottima medicina…

viaggi di repubblicaChi mi conosce sa che c’è solo una cosa in grado di atterrarmi: il mal di gola!

  • I miei primi mesi da fornaio fecero tremare le persone a me vicine quando, considerati gli sbalzi termici a cui ero sottoposto ogni qualvolta entravo e uscivo dal forno, riuscii a prendermi una laringo-faringo-tracheite.

Forse poteva non essere il mestiere migliore per me…

Da allora ho imparato a stare molto attento anche se, al passaggio stagionale tra Estate e Autunno, sono pochi gli anni in cui me la sono scampata.

  • Quest’anno non ce l’ho fatta e da qualche giorno sono influenzato e ad energie zero.

Quand’è così, per farmi alzare dal letto ci vuole tutta!

 

Ma questa mattina la medicina giusta è arrivata per telefono.

 

  • Non si è trattato del dottore, bensì di una giornalista de La Repubblica che sta lavorando al prossimo numero di “Viaggi”, e precisamente all’inserto che uscirà mercoledì 30 settembre (2015)

Sono stato contattato per fornire informazioni utili per la buona riuscita dell’articolo e quindi, come spesso accade, mi sono ritrovato a raccontare la mia bella Lunigiana, i suoi prodotti, gli itinerari più interessanti da poter suggerire ai lettori, ed a segnalare i ristoranti dove si può trovare la miglior cucina locale.

  • Ovviamente, protagonista della mia intervista telefonica, è stata la Marocca di Casola con il suo Forno in Canoàra.

È stata una piacevolissima conversazione, che mi ha dato l’impulso per iniziare al meglio questa giornata.

Ora non mi resta che aver pazienza: che esca un nuovo importante articolo e che passi questo ennesimo mal di gola.

Fabio Bertolucci